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Stendhal - Il rosso e il nero | "Il punto di partenza è offerto da un fatto di cronaca: tra il 28 e il 31 dicembre 1827 "La Gazette des Tribunaux" pubblica, in quattro puntate, il resoconto del processo ad Antoine Berthet, un ex seminarista che nella chiesa di Brangues, piccola città dell'Isère, aveva sparato, durante una funzione religiosa, a M.me Michould de la Tour, madre dei ragazzi di cui era stato, per qualche tempo, istitutore. La condanna a morte fu eseguita a Grenoble il 23 febbraio 1828. Più tardi Stendhal dichiarerà con spavalda civetteria, di non aver inventato proprio nulla. In realtà - anche se la cronaca giudiziaria gli fornisce uno spunto più significativo di quanto non si riconosca abitualmente - Stendhal ha inventato "tutto"." (dall'introduzione di Mario Lavagetto)
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5Nikko (20-02-2009) Lo stile è piacevole, dolce e semplice.
Quest'opera ha diversi tratti noiosi che tendono ad aumentare durante lo svolgimento della storia.
Stendhal dipinge i sentimenti e le passioni del protagonista J. Sorel come se fosse distante. Il tutto sembra si svolga in un microcosmo ovattato, dietro un vetro sottilissimo ed inneffabile, ma sempre presente.
Per una volta discordo con Nietzsche che definì Stendhal "l'ultimo degli psicologi francesi".
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Piccia (03-08-2008) Scrivo il mio commento qui, perché la mia edizione (opportunity books) non è più disponibile su ibs. Innanzitutto invito il potenziale lettore a stare attento agli "spoiler": in molte edizioni la conclusione del romanzo è svelata da una nota nelle prime pagine, nella mia direttamente nell'introduzione e nella quarta di copertina. Ma, anche se vi siete rovinati il finale, il libro è comunque godibile perché, se ci limitassimo alla sola "storiella", allora 'il rosso e il nero' sarebbe solamente un Harmony scritto bene. Quello che Stendhal riesce invece a fare è costruire magistralmente i suoi personaggi, approfondendone la psicologia anche in rapporto alle condizioni sociali e politiche dell'epoca (e per questo è consigliabile, prima di iniziare la lettura, un ripassino di storia francese, dalla rivoluzione al 1830). Se vi piacciono i romanzi introspettivi, questo è il libro che fa per voi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
bebe bebe.avenali@infinito.it (02-02-2008) non è un libro facile nè intrigante di quei libri che ti catturano che non vedil'ora di finirlo quando leggete il rosso e il nero scordatevi tutto questo,spesso pagine pesantissime vi accompagneranno in questa lettura.Arrivati all'ultima pagina xò scoprirete che questo libro non vi ha lasciato solo un ricordo di un bella emozione cm certi romanzi belli ma vuoti di contenuti, sicuramente un libro da leggere pechè dopo ci si sente un po' meno vuoti
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Enrico Griseri (30-01-2008) Romanzo avvincente, profondo, magnifico! Un piccolo suggerimento editoriale: se negli ultimi anni non è stata tolta (la mia edizione è di qualche tempo fa), la nota a p. 27 va assolutamente eliminata... perché svela al lettore la conclusione del romanzo. Per una sfortunata coincidenza, una cosa analoga (stando ai commenti di molti lettori su IBS) avviene anche nell'edizione Einaudi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania (28-07-2006) Sicuramente un libro denso di spunti, ma prima di leggerlo preparatevi a momenti di grande noia! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dolma (18-01-2006) Ho letto questo libro in classe all'università e credo que c'è una miraviglia. Ora sono studiando Antoine Berthet per fare un buon travaglio. Il mio voto è molto alto perque mi è piaciutto molto!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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