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Flaubert Gustave - Bouvard e Pécuchet | Quasi un testamento spirituale incompiuto di Flaubert, quest'opera vede in un certo senso coincidere i due temi di santità e stupidità. I due amici protagonisti, due semplici e mediocri copisti, volonterosi e patetici nel loro far appello al sapere, nel loro libresco affrontare l'esperienza da deliziosi imbecilli, consentono a Flaubert di colpire la cultura delle idee cui fanno riferimento con innocenza e disarmante fiducia. Il loro ridicolo entusiasmo culturale, assurdo e patetico, ora donchisciottesco, ora rabelaisiano, implica l'accanimento dell'autore contro il fallimento di una concezione di cultura.
Elena (10-06-2008) Senza offesa, ma mi è passata la voglia di leggere questo libro dopo averne letto un passo in cui due "adorabili" bambini uccidono in maniera orribile un gatto.
E poi ce l'hanno con Goldrake! Questo libro è molto più diseducativo, con tutto il rispetto per Flaubert, di cui ho apprezzato sia Madame Bovary che Salammbo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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