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Zola Émile - L' Assommoir | L'ammazzatoio è l'osteria dove i personaggi vanno ad annegare nell'alcool la loro disperazione. Gervaise, amante da anni di Lantier, si stabilisce a Parigi con i due figli da lui avuti. Lantier la abbandona e Gervaise sposa Copeau, un operaio, che ha un grave incidente e per le cui cure vengono spesi tutti i risparmi. Demoralizzato Copeau si dà all'alcool e anche Gervaise comincia a bere e si degrada sempre più fino a prostituirsi. Morto il marito in un ospizio, Gervaise si riduce a vivere in un sottoscala in cui verrà infine trovata morta di stenti.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Laron (12-12-2011) Per me è stato una vera delusione, inserito all'interno del suo contesto storico economico e sociale, tra i boulevard parigini, accattoni ed alcolizzati, operai, straccioni e prostitute, la storia è un interessante affresco della Parigi del progresso e dell'industria.
I personaggi mi sono parsi artificiosi e la storia finta ed innaturale.. ho letto questo autore sperando di considerarlo ai livelli del grande Dumas o del titanico Hugo (In assoluto il mio preferito!), non però riuscendovi.. spero che una rilettura in futuro mi farà cambiare impressione su questo "cardine" della letteratura francese. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
FRANCESCO franzdebba@libero.it (01-09-2011) superba espressione di arte,concentrazione impressionante di decadenza sofferenza disfacimento,tanta raffinata erudizione in hugo,tanta espressione forte in zola,due scrittori in assoluto straordinari.l'emersione di una critica analitica raffigura entrambi come maestri di scrittura e la loro posizione di narratori ineguagliabili li colloca ai massimi livelli di espressione.capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (27-03-2011) Ben scritto e storia reale e minuziosamente descritta in tuti i dettagli. Bravissimo Zola a porre il lettore come parte integrante del romanzo. Mi ha sorpreso la potenza narrativa dell'autore che, nonstante nessun evento fuori dal normale in un racconto di vita vera,è riuscito a tenermi incollato al libro. Pensare che l'ho preso e posato varie volte, un po' scettico. La parte centrale è la migliore: il pranzo organizzato da Gervaise ed i dettagli che lo costituiscono è magistrale. Odiosi Coupeau e Lantier.Consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pietro Antonucci pietro.antonucci@libero.it (27-05-2009) La rilettura di questo romanzo mi ha fatto ulteriormente apprezzare la maestria di un grande narratore qual è Zola, abilissimo nel tratteggiare i caratteri dei personaggi, gli ambienti degradati e a descrivere mirabilmente angoli, piazze e strade di Parigi. La penna di Zola è incredibile, capace di trasmettere emozioni e sensazioni uniche: un film non riuscirebbe ad avere la stessa intensità! Questi sono libri che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di ognuno di noi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto roberto.simonetti@fastwebnet.it (23-06-2008) Libro scritto benissimo ed interessante.
Come in Verga(I Malavoglia) la storia di una ambizione,di un sogno che finisce male,nella rovina e nella povertà;la legge del Positivismo non trova credito nei due scrittori.
Gervaise,donna del proletariato nella sua realtà così piccola e degradante vive e muore come mai avrebbe voluto.
Fantastica l'ironia di Zolà che descrive ammirevolmente la ridotta statura morale non solo sociale di Gervise e conoscenti...una congrega di avvinazzati contenti di mettere sul tavolo due merlteti bianchi e di vestirsi a festa la Domenica.
Puro Realismo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
omar lastrucci (20-05-2005) cara annalisa,peroro felicemente la tua causa e condivido la tua invettiva su dan brown e company,ma alla gente purtroppo oggi non interessano oscure storie di oscuri popolani nella parigi dell'ottocento,ma libri dove l'high-tech regna sovrano,perfino sulla carta,ohimè!Ma meno male che esiste la garzanti che tiene ancora vivi capolavori come questo del grande zola!buona lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annalisa (28-03-2005) Capolavoro assoluto,è il libro dei libri.La trama è reale, vera, struggente;lo stile asciutto,veloce,mai noioso e pedante.I vari Dan Brown e simili dovrebbero prendere lezioni dai VERI scrittori,anche se dubito che il loro stile potrebbe anche solo lontanamente avvicinarsi a quello di Zola. Astenersi amanti dei generi fantasy/romanzetti rosa/gialli di infimo ordine/Graal e Rennes le Chateau et similia.PS: l'edizione Garzanti è decisamente la migliore Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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