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Dumas Alexandre - Il conte di Montecristo | Ambientato nella Francia della Restaurazione e della monarchia di Luigi Filippo, tra il 1815 e il 1839, "Il conte di Montecristo" è la storia di un'ingiustizia subita, riscattata da una vendetta portata alle sue estreme conseguenze. È anche una storia di onnipotenza: Edmond Dantès, vittima innocente dell'invidia dei suoi calunniatori, li distrugge sul loro stesso terreno, li "suicida" utilizzando gli stessi strumenti grazie ai quali sono diventati ricchi e potenti. Come un moderno supereroe, nella sua vendetta riassume in sé il bene e il male, si confronta con i limiti stessi della condizione umana, superandola: la vittoria è giusta ma amara, la vera liberazione è sempre oltre, altrove.
Luca Broggi (06-11-2011) Confusione. Velocità. Attrazione. Rapimento. Frenesia. Commozione. Crudeltà. Follia. Perfezione.
Un climax di sensazioni che ognuno dei lettori de 'Il conte di Montecristo' ha provato, sotto la puntuale scrittura di Dumas (o di Pier Angelo Fiorentino?), e che ricorderà per sempre. Cosa dire? Trasformazione. Ecco il fulcro del libro. Non la vendetta, quella è la conseguenza. In questo libro si mostra il cambiamento radicale di una persona, di questo Edmond Dantes a tutto tondo, che diventa un esecutore di giustizia (secondo lui stesso divina, ma a mio parere INTELLIGENTE) che mette in discussione anche se stesso. Consigliato? No. Sì. O meglio, solo agli amici più cari, come è diventato questo libro. La traduzione di Binni è priva di censure e rende la narrazione molto fluente. Complimenti a Garzanti, anche se il carattere leggermente piccolo rende una dolce sfida la lettura, che si è però molto contenti di accettare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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