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D'Annunzio Gabriele - La figlia di Iorio | Ambientata in un remoto Abruzzo campestre, si ispira al celebre quadro omonimo di Michetti. Il complesso intreccio di vicende e conflitti, che vede protagonisti la meretrice Mila, il pastore Aligi e suo padre Lazaro, si conclude tragicamente con il parricidio e la morte drammatica di Mila, che per salvare la vita di Aligi si accusa del suo delitto e viene condannata al rogo. Denominatore comune dell'opera è il dilatarsi della tragedia nel mito, con una profondità e universalità di sentimenti che superano i confini strettamente abruzzesi.
Bonamente Alessandra wolfstudio@iol.it (23-09-2005) La Figlia di Iorio, è una tragedia complessa e composita che attinge a fonti bibliche e letterarie, al folkloore abruzzese,complessa per l'indeterminatezza dei riferimenti spazio-temporali, per una vicenda che allude ad una iniziazione spirituale, ad una catarsi che si realizza con il sacrificio (il rogo purificatrice) della protagonista.
Mila di Codra è la 'Figlia di Iorio', sensuale e ammaliante, figura sacra (l'Angelo muto domina alle sue spalle)e demoniaca (la cui sensualittà spinge a impulsi irrefrenabili ogni uomo che la vede)... Ho imparato ad amare questa tragedia alla seconda, forse alla terza lettura, dopo un attento studio delle sue imprescindibili didascalie. Perchè diventa facile amarla? Perchè l'espressività verbale dell'autore si traduce in una immediata plasticità dell'opera che viene subito impressa nella memoria visiva (ed emotiva) del lettore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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