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Potok Chaim - Storia degli ebrei | Una vasta panoramica dettagliata di quattromila anni della storia degli ebrei. Oltre ai grandi eventi che ne hanno segnato il percorso, Potok illustra l'evoluzione dell'ebraismo nelle varie parti del mondo in cui ha prosperato, dall'Egitto a Canaan e Babilonia, dalla Grecia a Roma e alla Palestina, e il costituirsi di una cultura e una tradizione che è cresciuta e si è sviluppata proprio nel confronto e nell'assimilazione delle culture e tradizioni con cui è entrata in contatto: l'islam, il cristianesimo e, oggi, il secolarismo moderno.
| La recensione de L'Indice |

La vita e la scrittura di Chaim Potok attraversano il Novecento, sia cronologicamente che logicamente. Poiché di esso, e della sua declinazione ebraica, ne sono uno specchio che ne riflette le immagini, molteplici, e a tratti contraddittorie. Romanziere prolifico e vivacissimo, prima ancora rabbino e ministro di culto, poi pubblicista e scrittore, ha condiviso e raccontato la storia dell'ebraismo americano, rivelandone tensioni interne, dinamiche di relazione e scambio con il melting pot circostante, spinte identitarie e dissolvenze sincretistiche. Potok è uno degli indispensabili anelli di congiunzione tra quella yiddishland che trova nella vecchia Europa orientale sette-ottocentesca le sue ultime radici e la "nuova Gerusalemme" che si organizza tra New York e Los Angeles, cavalcando il mito della nuova frontiera. La sua Storia degli ebrei, significativamente intitolata in inglese Wanderings (nomadi), è per l'appunto un resoconto di movimenti, materiali ma anche simbolici, redatto con l'intento di spiegare agli americani non tanto cosa voglia dire essere ebrei, quanto quel che per questi ultimi significhi l'essere americani. E di come le due cose vivano in un rapporto che rasenta, a tratti, l'osmosi. È ricostruzione attiva di una tradizione, compiuta con l'estro narrativo di un grande affabulatore, capace di cogliere nel particolare la dimensione del generale e viceversa. Quattromila anni di storia in quasi seicento pagine, peraltro, non è scommessa da poco. Nell'intento, mai sottaciuto, lettera dopo lettera, di dedicarsi a una pedagogia civile, consegnata integralmente alla passione della scrittura e all'identificazione con il lettore. Peraltro è lo stesso Potok a essere divenuto parte della storia, che certo descrive, ma nella quale anche si racconta. Claudio Vercelli |
Giulio Rutigliano (12-05-2009) Chaim Potok è stato e rimarrà uno dei miei autori preferiti per gli straordinari racconti del mondo della tradizione e cultura ebraica di personaggi trapiantati dall'Europa dell'est sulla East Coast americana, New York principalmente. Il libro sulla storia degli ebrei è scritto con un grande sforzo storiografico da parte di chi storiografo non era e se ne avvertono tutti i limiti. Ad esempio nella narrazione degli avvenimenti del primo secolo dell'era volgare non c'è traccia di un personaggio che, quanto meno, ha diviso il tempo in prima di lui e dopo di lui, e non penso che sia stata una svista. A parte questo esiste una devozione alla propria tradizione che induce molta tenerezza e predispone alla lettura con simpatia di avvenimenti che in altri contesti storici sarebbero ignorati o considerati marginali. Si possono però gustare le vicende di personaggi che hanno contato tanto per la storia della cultura ebraica che è quasi del tutto sconosciuta nella nostra tradizione, che pure dice di ispirarsi a quella ebraica, contrariamente a quanto sostenuto, secondo me a ragione, da Harold Bloom che parla di inconciliabilità tra le due culture giudaica e cristiana che non hanno niente in comune se non nomi o personaggi mitici visti con occhi diversi dall'una e dall'altra parte.
La facilità di scrittura ed il taglio dell'informazioni molto giornalistico rendono, a mio gudizio, questo libro non un libro di storia ma un bel reportage degli avvenimenti salienti di un popolo che ha voglia di far sentire la sua voce attraverso fonti narrative piene di calore e di passione. Lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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