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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Vitali Andrea - La figlia del podestà

La figlia del podestà TitoloLa figlia del podestà
AutoreVitali Andrea
Prezzo
Sconto 15%
€ 15,81
(Prezzo di copertina € 18,60 Risparmio € 2,79)
Prezzi in altre valute
Dati2005, 350 p., rilegato
EditoreGarzanti Libri  (collana Narratori moderni)
 Disponibile anche in ebook a € 13,99

Disponibilita immediata
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41 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Premio Bancarella 2006. Dopo Una finestra vistalago, La signorina Tecla Manzi e Un amore di Zitella, Andrea Vitali torna a raccontare la vita di un piccolo paese dell'Italia anni Trenta, con i suoi scandali, i suoi amori, i suoi segreti, i suoi vizi e le sue virtù. Il paese è Bellano, sul lago di Como, teatro ideale di una commedia in cui si fondono il sottile fascino del tempo perduto, il mistero degli intrighi paesani, una serie di situazioni imprevedibili, le vicende di personaggi grotteschi, amabili, ingenui o trafficoni.
Il romanzo si apre con una scoperta inattesa che sconvolge la vita dell'autorevole podestà del paese, Agostino Meccia: la giovane e bella Renata, sua figlia, si è innamorata, niente di meno che del figlio del fornaio, Vittorio Barbieri. Il padre osteggia questo sentimento e non solo per via delle umili origini del ragazzo. Nel passato delle famiglie Meccia e Barbieri è infatti custodito un segreto che minaccia la felicità dei due giovani.Mentre Renata e Agostino cercano di eludere i divieti familiari con l'aiuto di un'arzilla zia ottantenne, l'ambizioso podestà coinvolge il comune nell'organizzazione di una linea di collegamenti aerei tramite idrovolanti: un progetto avveniristico destinato a dar lustro alla sua amministrazione ma anche estremamente rischioso e soprattutto costoso. Dove recuperare il denaro necessario? La soluzione sembra poter arrivare da Roma, a cui il podestà si rivolge per ricevere sovvenzioni. Ma insieme a queste arrivano anche i guai… La storia continua tra scandali e intrighi che coinvolgono una miriade di personaggi: dalla scialba moglie del podestà, Evangelia, alla sciantosa centralinista che coltiva ambizioni d'attrice, Addolorata Degrandi, dal segretario comunale Antonino Carrè, ex sottotenente di fanteria della Grande guerra, all'affascinante pilota d'aereo Claudio Mezzagrossa. Il vero protagonista del romanzo è insomma l'intero paese, un vero e proprio microcosmo umano di cui Andrea Vitali tratteggia passioni, sogni e debolezze, dando vita a una trama vivace e piacevole.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 41 recensioni presenti.  Media Voto: 3.65 / 5

Ilydily (16-07-2010)
Forse è vero che i libri di Vitali si assomigliano un po’ tutti, dopo che se ne leggono 2 o 3 magari l’entusiasmo un po’ scema. È anche vero però che sono tutti belli. A me è un genere che piace e questa è stata una lettura spassosa e leggera, dove una pagina tirava l’altra. Le ambientazioni sono le stesse e a volte anche alcuni nomi sembrano già sentiti ma ogni storia è a sé e anche questa è stata bella e piacevole
Voto: 4 / 5
Gianfranco (28-03-2010)
Stupendo ed esilarante, La figlia del Podestà è un libro che consiglio a tutti. Do il massimo dei voti
Voto: 5 / 5
Elisa rorosm@tin.it (02-08-2009)
Piacevolissimo romanzo in puro stile Vitali: scorrevole, pieno di curiosi ma innocenti intrighi, sullo sfondo di uno pseudo-tranquillo paese affacciato sul lago. Decisamente migliore rispetto a "La signorina Tecla Manzi", che lo precede nella cronologia. Ho trovato un po' noiosetti i capitoli riguardanti la faccenda dell'idrovolante, confesso che ho saltato qualche pagina! Impeccabile il modo in cui vengono tratteggiati i personaggi, primi fra tutti la zia Rosina che è davvero spassosa!
Voto: 4 / 5
jane austen (14-01-2009)
carino, ma il frizzante si perde, dopo averne letti diversi. forse si somigliano un po'?
Voto: 2 / 5
antonella santarelli info@mediterraneoforpeace.it (24-11-2008)
Dopo Olive Comprese e Il Segreto di Ortelia, ho letto con avidità il voluminoso romanzo di Andrea Vitali, La figlia del podestà. Lo stile e il ritmo sono sempre gli stessi: il divertimento è quindi garantito. All'inizio confesso di avere faticato nel reggere sempre con attenzione lo scorrere di avvenimenti e intrecci; nessun problema da metà libro in poi, dove il genio e la fantasia dell'autore tratteggiano con grande fluidità i personaggi e le loro comiche azioni. L'avventura della bella Renata, con tutti i veti possibili da parte del padre, il sogno del piccolo podestà della borgata, inevitabilmente infranto dalle poco eroiche gesta di due giovani bellimbusti, un mare di battute, equivoci e trovate per capovolgere situazioni e dare corso al destino nel modo più naturale e umano, a dispetto delle convenzioni del momento... I romanzi di Andrea Vitali piacciono anche perché ci restituiscono la dimensione più terrena e comica della nostra esistenza: quella per cui è possibile ridere e prenderci in giro, lasciando poco spazio alla serietà deprimente dietro cui spesso ci rifugiamo, facendoci ulteriormente del male.
Voto: 4 / 5
Antonella Chinaglia antonellachinaglia@spigolature.org (16-10-2008)
Innegabile che sia la stringatezza descrittiva ad incollare gli occhi alla pagina. La brevissima sezione del cap. 102 è di due righe: incastonata al centro di passaggi d’inquadratura sull' amico del pilota e il pilota, i quali, sostituendosi l’uno all’altro, si appropriano del palcoscenico offerto da un centinaio di pagine dando vita ad un canovaccio da commedia dell’arte. Veramente ad arte, A.V. si appoggia ad un espediente che rende incalzante il raccontare: il concetto finale di una sezione narrativa, seppur minima, viene riproposto, rivisitato, in apertura di quella successiva. Rincorrersi di significante e significato che, pur ricordando il coblas capfinidas di poetica duecentesca memoria, è denudato di qualsiasi liricità. Si riversa nella prosa quale stratagemma: rende la simultaneità degli eventi, la similarità delle situazioni in una godibilissima zona centrale della narrazione. La forza del suo scrivere consiste nel soggetto sottinteso di una frase semplice. Voce verbale e complemento oggetto dicono già tutto. Molto è sottinteso. In alcuni casi basta il verbo in compagnia dell’avverbio. Ed il lettore diviene complice perfetto di A.V. immedesimandosi e immaginando insieme ai degni compari dell’ironia cognitiva della narrazione, i protagonisti delle scenette ambientate a Bellano, inconsapevoli maschere delle dinamiche di esclusione e collaborazione sollevate dall’ironia di A.V. nell'ulteriore puntata della saga di paese. Atteggiamenti riversati nel linguaggio. La sequenza di aggettivi riferiti all’indumento di biancheria femminile (unica esperienza del podestà in casa di tolleranza); quanto inespresso, ricavabile dal contesto, nel momento in cui la zia escogita la scusa per i due giovani; comiche implicazioni riguardanti la centralinista. Stilisticamente povero? Anzi, lo stile sfacciatamente proporzionato ai profili dei personaggi che A.V. intende dipingere è atto a ridicolizzare storie private e competizioni tra amministrazioni locali.
Voto: 4 / 5
pamela (29-03-2008)
E' il primo romanzo di questo autore che leggo: mi sembra un pò modesto.
Voto: 2 / 5
fcoraz (17-03-2008)
E' il Piero Chiara lariano (meno arguto e pungente). Una storia di provincia durante gli anni Trenta in cui le microstorie individuali fanno da sfondo al roboante progetto degli idrovolanti. Un libro scritto bene.
Voto: 4 / 5
Alessia (29-02-2008)
Un romanzo scorrevole, simpatico e leggero che si chiude con un sorriso sulle labbra.
Voto: 3 / 5
Matteo Merola (21-02-2008)
Semplice, banale ma allo stesso tempo coinvolgente. Leggendo questo romanzo ci si immerge letteralmente nell'ambiente lacustre di Bellano. Persino la carta delle pagine pare odorare di acqua stagnante. Un podestà con segreti e sogni da realizzare, l'amore "impossibile" tra due giovani, gli inganni e le illusioni e la simpatica presenza di una vecchina, ormai ottuagenaria, che sconvolge il corso della storia con i suoi consigli di vita a due giovani amanti. Fresco nuovo e intrigante è il romanzo di Andrea Vitali che riesce a descrivere il suo paese natale in modo impeccabile, preciso anche nel dipingere la società degli anni '30 e del fascismo. Personaggi avvincenti, determinati e trame elaborate. Lascia un dolce retrogusto di felicità nell'animo del lettore. "La figlia del Podestà" è sicuramente uno dei romanzi più ben riusciti dell'ormai noto autore Bellanese. Il successo di questo libro non tarderà ad arrivare.
Voto: 4 / 5
claudio s. (16-12-2007)
Massì, cosa si può voler da un libro se non quello di volersi fare leggere e di lasciarti appeso a....come va a finire? In certe serate dove la TV non ti offre un fico secco, rintanarsi nel microcosmo di Bellano, respirare l'aria del lago, sorridere alle macchiette disegnate vale tutto il prezzo del libro (che ci fai con 5.90 euro di questi tempi?).
Voto: 4 / 5
paola64 (08-11-2007)
Nell'esprimere il mio gradimento per questo libro di Andrea Vitali, ed anche per gli altri suoi libri, mi permetto di ricordare agli amici lettori (in alcuni dei quali a volte riscontro una certa dose di presunzione [provassero loro a scrivere un libro]), che un libro non deve essere per forza un'opera da premio Pulitzer. Un libro deve far riflettere, deve informare, deve insegnare ed a volte "deve" far divertire. Divertire di più o di meno a seconda del senso dell'umorismo di ognuno di noi. Personalmente questo non è il periodo migliore della mia vita e ringrazio vivamente gli autori dei libri che contribuiscono a farmi passare delle ore spensierate e a strapparmi anche qualche sorriso, anche se non sono capolavori. Trovo giusto scambiarsi dei consigli sui libri, ma con un po' di umiltà, senza crederci dei grandi critici letterari. E poi alla fine non tutti i gusti sono alla menta.
Voto: 5 / 5
Cinzia tranzocchicinzia@gmail.com (23-10-2007)
Aiutoooo! Mi imbatto sempre in romanzi a sfondo politico… bastaaaa! Città di Bellano nel primo dopo guerra quindi circa 1930. Periodo di grande ripresa, di nuovi progetti, di ottimismo popolare, dedito non più ai problemi riguardanti la guerra ma ai fatti propri, come per esempio alla nascita di nuovi amori e alla realizzazione di nuovi progetti per il futuro finanziario del paese. Una storiella, così mi viene da definirlo questo romanzo, perché nella realizzazione di un progetto economico relativo al collegamento della città di Bellano con gli altri paesi del lago di Como attraverso un idrovolante, l’autore ci mescola l’amore di Renata (figlia del podestà di Bellano) e Vittorio (figlio della donna che rifiutò il podestà all’altare), impossibile da portare avanti per storie vecchie quanto una generazione. Proprio lei Renata, invece grazie all’aiuto della cara e vecchia Zia Rosina, scopre l’artefatto negativo che si sta per abbattere su l’intero progetto, salvando cosi, la sua storia d’amore con Vittorio e il finto pilota dell’idrovolante. Certo c’è da ammettere che nonostante la banalità della storia, talvolta pure senza seguito logico, l’autore è stato bravino nel descrivere i personaggi e i luoghi di ambientazione. Non è un libro che consiglierei a chi ha veramente voglia di leggere, perché non la sua lettura non lascia niente!
Voto: 2 / 5
nelly (13-09-2007)
che delusione! mi è stato consigliato da un collega che me lo aveva magnificato tanto.E' stato il mio primo libro di Vitali ma è stata una lettura inutile, di quelle che non lasciano nell'anima niente, come leggere un romanzetto. Decisamente sopravvalutato
Voto: 1 / 5
giunio bruto crippa gbcrippa@inwind.it (18-06-2007)
Bel Libro, sotto la signorina Tecla, si sente lontano mille miglia la lezione di Piero Chiara di cui manca però la mordacità "cattiva" Sembra da un certo punto di vista il "sommarsi" di tante storie più piccole e i personaggi ne risultano complessivamente una serie di bozzetti...
Voto: 3 / 5
Silvia (11-06-2007)
Carino ma non è tra i miei preferiti dell'autore.
Voto: 4 / 5
daniele (03-04-2007)
Una narrazione asciutta che stimola molto la fantasia del lettore. Stupisce ad ogni attacco di capitolo. I quadretti familiari ed i personaggi sono dipinti con affetto. Peccato che la storia sia un pò troppo fantasiosa ed improbabile, con un finale che non rende onore al racconto e secondo me non lo risolve in maniera positiva. Ha chi piace, come a me, questo stile di scrittura è un libro imperdibile. Una felice scoperta.
Voto: 4 / 5
claudio arzani (arzy) claudioarzani@jumpy.it (21-03-2007)
Come sempre a Bellano e, dopo “la signorina Teclamanzi” e “il procuratore”, di nuovo negli anni del regime per scoprire che, governi a parte, gli uomini son sempre quelli. Ovvero, naturalmente, il pettegolezzo la fa da padrone e ancor di più trionfa l’amore, tanto quello sacro quanto talvolta il desiderio di quello profano. Dopo inevitabili vicissitudini, altrimenti che gusto ci sarebbe: in riva al lago l’amor non è bello se non è contrastatello. In questo caso lo scenario è semplice: un Podestà in camicia nera piccolo piccolo (ma di grandi ambizioni) in gioventù viene rifiutato ad un passo dall’altare dalla promessa sposa. Ventanni dopo la figlia di lui di chi s’innamora? Naturalmente del figlio di lei. Consentire alle nozze? Non sia mai! Di mezzo ci si metta un aereo, un pilota che preferisce infilarsi nelle lenzuola d’una gentildonna maritata, un paio di mutandine col pizzo ordinate alla merceria del paese (e il paese, si sa, è piccolo e mormora), una centralinista col vezzo dell’artista alla ricerca d’uno straccio di fidanzato. Una scrittura, una capacità di raccontar leggero, i libri di Vitali scivolano come l’acqua frizzante di un torrente che, appunto, scende dai monti e allegramente si getta nel lago. Inevitabile la voglia di lasciare sciarpa e giacchetta sulla riva e tuffarci a nostra volta nuotando allegramente fino all’altra riva dove inesorabile (e con nostro rammarico) c’attende l’ultimo punto. In attesa della prossima puntata, del prossimo tuffo.
Voto: 3 / 5
Fausto (03-03-2007)
Romanzo piacevole meno brillante di "olive comprese" le descrizioni sono molto simili ora sto leggendo però i romanzi di Piero Chiara per poterne valutare la differenza visto che in altre recensioni è stato accennato
Voto: 4 / 5
Alessandro (11-12-2006)
Dopo aver sentito commenti molto positivi mi aspettavo qualcosa di più: il romanzo si lascia leggere ma si lascia dimenticare nel momento stesso in cui si chiude. Il gran numero di capitoli e il "punto a capo" ogni tre parole mi sono sembrati solo un grande spreco di carta. Nel complesso un libro abbastanza gradevole ma sopravvalutato.
Voto: 2 / 5
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