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Furini Luigi - Volevo solo vendere la pizza. Le disavventure di un piccolo imprenditore |
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Titolo | Volevo solo vendere la pizza. Le disavventure di un piccolo imprenditore |
| Autore | Furini Luigi | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 193 p., brossura |
| Editore | Garzanti Libri
(collana Saggi) |
Nella promozione Garzanti fino al 20 febbraio |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Dove è più facile aprire un'impresa? In un paese dove si possono fare affari con relativa semplicità. Nella classifica della Banca Mondiale, l'Italia è all'820° posto, dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore. Segue i corsi di primo soccorso, quello antincendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le "lavoratrici gestanti" dei rischi che corrono - ma solo quelle "di età superiore ad anni 15". E poi c'è l'Asl con tutti i regolamenti sull'igiene e l'obbligo di installare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida vogliono fare una statistica?). C'è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un'infinità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre finalmente l'attività: un piccolo negozio di pizza d'asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti "lavoratori" e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega. L'eccessiva rigidità nei rapporti di lavoro porta a un eccesso di flessibilità? Le leggi troppo restrittive spingono inevitabilmente verso l'economia sommersa e il lavoro nero? Sono i temi di discussione in questi mesi caldi, mentre si parla di riforma della Legge Biagi. Quello di Gigi Furini non è un trattato di economia del lavoro. È il resoconto di due anni impossibili...
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.05 / 5michele68 (15-10-2008) Alla faccia di chi sostiene che chiunque in Italia può realizzare un impresa e di chi eventualmente volesse mettere in dubbio gli accadimenti descritti nel libro di Furini: per esperienza indiretta posso confermare che non è per niente facile, tutt’altro. Ho trovato nel libro una lucida e onesta testimonianza del tentativo di inserirsi nello spinoso sistema della (piccola) impresa in Italia: nel nostro Paese di solito è più che difficile avviare un’attività partendo da zero, a causa soprattutto di una burocrazia cieca e mostruosa, ma una volta avviata è altrettanto arduo rimanere a galla tra chi reclama i suoi diritti, un fisco integerrimo e insaziabile, un credito con tassi da usura. Ed ecco che si appalesa il fenomeno “cinese” (ma non è l’unico) in Italia: ma loro come fanno?
Un libro denuncia che dovrebbe fare riflettere per cambiare e migliorare noi e il nostro Paese.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (26-07-2008) L’autore - un giornalista di economia - racconta, in una prosa scorrevole e godibile, le proprie vicissitudini nel mondo dell’imprenditoria alimentare: in un ambiente a lui estraneo, decide di investire i risparmi in una piccola pizzeria d’asporto, ma verrà travolto dalla burocrazia, dai problemi coi dipendenti, dagli adempimenti e dalle multe, che lo porteranno a chiudere l’esperienza dopo soli due anni di attività.
193 pagine che si lasciano leggere in poco meno di tre ore, lasciando il lettore un poco disorientato e, probabilmente, sorpreso che il nostro Paese riesca, seppur sempre più precariamente, a tirare avanti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paola (29-03-2008) Scorrevole e divertente. L'ho letto in tre ore filate. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (06-03-2008) L'ho letto tutto in un giorno. Non ho esperienza come commerciante e penso come altri che la vicenda sia un po' romanzata. Questo non significa che l'apparato burocratico bizantino che blocca tutto, la pappatoia generale di corsi, bolli, autorizzazioni che distrugge l'iniziativa imprenditoriale del giornalista-pizzaiolo Furini non siano reali. Semplicemente è probabile che per esigenze di spazio ed "artistiche" l'autore abbia fatto ricadere tutta la Kafka-burocrazia italiana sulla stessa persona: se stesso. Comunque una cosa la posso testimoniare: ho il patrocinio legale e ho assistito ad uno sfratto che si è svolto con le esatte modalità descritte nel libro, casa affitata distrutta compresa. Credo, nonostante le probabili licenze artistiche dell'autore, sia uno spaccato reale ed efficace dell'Italia attuale: da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GIULIANA (10-11-2007) Una storia divertente e sconvolgente che ci fa capire come mai questo paese va alla malora...ho scoperto ed imparato tante cose. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (31-10-2007) Molto bello ed interessante: in esso ho trovato varie analogie con quello che ho passato io per aprire un ristorante ed un' azienda vinicola. Mi dispiace che ci sia qualcuno che lo ritiene poco veritiero: evidentemente non ha mai provato a scontrarsi con burocrazia ed uffici. Credetemi, ciò che leggete nel libro è tutto fin troppo verosimile! Bravo, comunque, l'autore a raccontare la vicenda con una dose di (auto)ironia. P.S.: l'episodio del suo affittuario la cui sede aziendale è "sparita" è vero: io passo per quella strada e una casa è stata demolita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MAX67 INFO@BARONET.IT (09-07-2007) BEL LIBRO SCORREVOLE E DI PIACEVOLE LETTURA ,IO SONO UN COMMERCIANTE E MI FANNO SORRIDERE I COMMENTI CHE DICONO CHE IL CONTENUTO NON E'VERITIERO ,A QUELLA GENTE IO DO' UN CONSIGLIO " PROVARE PER CREDERE" CE' DA DIVERTIRSI A FARE I CORSI E A SENTIRE LE COSE CHE INSEGNANO E IN ITALIA PER FORTUNA TUTTI PIU' O MENO CI POSSSONO PROVARE. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (05-06-2007) L'ho letto in poche ore. Godibile, gradevole, scritto in modo semplice e scorrevole. Se quanto narrato corrisponde al vero, il mio voto è 5/5 in quanto rievoca atmosfere più che kafkiane. Se invece, più probabilmente, i fatti sono in parte frutto della fantasia il mio voto è 1/5 perché va bene denunciare la lentezza e la stupidità della burocrazia, ma quando questo non corrisponde al vero lo trovo semplicemente speculativo e strumentale. Anche perché una serie di disavventure simile capitata ad un'unica persona nell'arco di un tempo così breve mi sembra un poco inverosimile.
Pertanto voto medio: 3 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizioliberti.style.it (12-05-2007) Se siete di quelli che pensano che i commercianti sono tutti ladri e che vivono da nababbi evadendo il fisco, questo è il vostro libro. Sono le disavventure (aimè vere) di un giornalista che desidera aprire un piccolo esercizio di pizza al taglio stando bene attento a rispettare la legge e a non violare le infinite leggi e leggine e ad assecondare la burocrazia italica. Risultato? Impossibile lavorare rimanendo nell'ambito della legalità. Una lettura più istruttiva di mille dibattiti tv. Abbastanza superflua secondo me la prefazione di Marco Travaglio che in pratica è un riassunto delle vicende che il lettore di appresta a conoscere.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe peppemele2003@yahoo.it (27-04-2007) Il libro è leggibile e carino. La storia nel complesso è poco credibile. Il giudizio alquanto NEGATIVO è dovuto all'economicità del testo: non è possibile a mio parere spendere 14 euro per un libro che si legge in meno di 2 ore; come lettore e consumatore mi sento preso in giro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Leo (26-04-2007) Uno spaccato dell'Italia e della fine che farà! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gregorio chichiriviche@katamail.com (29-03-2007) Un ottimo libro, a metà strada fra il racconto ed il saggio, capace di spiegare come "non funzioni" questo paese. Chi fa l'imprenditore in Italia sa bene come stanno le cose. Leggendolo ci si rende conto del perchè la corruzione è e sarà endemica fino a quando sopravviverà questo sistema bizantino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (24-02-2007) Due risate le fai ma è una storia assurda e assolutamente non veritiera. La burocrazia è una brutta bestia però di pizzerie in Italia è pieno e dunque mi sa che solo Furini non è riuscito a farla funzionare. Forse più che un giornalista-pizzaiolo gli riesce meglio fare il comico. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurizio (23-02-2007) E' un racconto divertente, ma allo stesso tempo sconvolgente. Un quadro dettagliato dell'intricata burocrazia italiana, dal quale si evince che purtroppo, anche se l'Italia e gli italiani dovrebbero essere tutti uguali, alcuni sono piu' "uguali" degli altri. Istruttivo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
arianna (04-02-2007) Libro tragicomico che riassume tutto quello che i piccoli imprenditori devono subire per arrivare ad aprire bottega.(se ci arrivano)
Rispecchia esattamente l'andazzo generale dell'economia italiana , i cavilli e gli ostacoli che la nostra classe dirigente crea a dimisura a discapito del cittadino intraprendente.
furini però ci insegna a lottare contro il sistema, sempre a testa alta e con il sorriso sulle labra. Perchè al giorno d'oggi se non ci si ride un po addosso non si puo tirare avanti.
Racconto veritiero di una realtà quotidiana dove tutti possiamo riconoscerci.
Libro comico che a suo modo ci insegna qualcosa.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni (03-02-2007) E' divertente ma penso che sia tutta inventata la storia quella che racconta luigi furini. Dato che è giornalista alla fine non capisco come mai lui non sapesse nulla delle leggi per aprire una pizzeria. E poi mi chiedo perché mai se la prende con i dipendenti che hanno fatto malattia ...e lui? Mentre apriva la pizzeria continuava a fare il giornalista prendendo lo stipendio d'oro? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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