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"La Mano" è un monologo, una ballata spezzata e sincopata di ricordi, sogni e allucinazioni. In uno sfogo sospeso tra dolcezza e repulsione, Isabel rivive il suo rapporto con il fratello Jerry, un grande del rock, fino alla morte atroce, dopo che lui si è tagliato la mano sinistra, quella che danzava sulle corde della chitarra. Il racconto di questa donna dal "cervello mezzo bruciato" ruota intorno a una canzone infarcita di note e di simboli, una canzone di Jerry, naturalmente, che per lei è l'ultimo punto di riferimento. Al centro della vicenda ci sono anche le rivalità tra Jerry e Zac, l'altro chitarrista del gruppo, e poi Marion, la donna di Zac, che però avrà un figlio da Jerry, e l'altra ragazza, Gail...
mario gazzeri mariogazzeri@hotmail.com (08-06-2001) inconcepibilmente, doninelli sembra aver assorbito accenti baricchiani
(alessandro baricco) e spunti lucarelliani (carlo lucarelli).
e' difficile capire perche' l'autore, a mio avviso il piu' interessante dell'odierno panorama
letterario italiano, abbia lasciato in sospeso la sua ricerca, ancora incompiuta,
sul linguaggio, sulla parola come veicolo di analisi delle ignote profondita' dell'animo
umano.
dove sono andate a finire le urla di denuncia sull'abiezione del vivere umano, le
impietose ricerche che hanno fatto de 'la revoca' e de 'le decorose memorie' senza ombra
di dubbio i piu' bei libri italiani di questi ultimi anni? doninelli ha lasciato la sua strada per
percorrerne una nuova, e questa volta ha sbagliato. lasci stare 'la mano' e torni ai suoi temi
cosi' importanti per lui e per noi. Ogni tanto, peraltro, anche ne 'la mano' riemerge
qualche spunto doninelliano: '...in fondo al viale, si vedeva una riga di tramonto...' (cito a
memoria). caro luca, lasci stare e torni indietro, si rilegga le pagine de 'la revoca', de 'la
verita' futile'...
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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