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Vitali Andrea - Olive comprese

Olive comprese
Zoom della copertina
TitoloOlive comprese
AutoreVitali Andrea
Prezzo € 18,60
Prezzi in altre valute
Dati2006, 445 p., rilegato
EditoreGarzanti Libri  (collana Narratori moderni)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
In questo romanzo i personaggi sono tanti. C'è per esempio il Crociati, un esperto cacciatore che non ne becca più uno. C'è Luigina Piovati, meglio nota come l'Uselànda (ovvero l'ornitologa...). C'è Eufrasia Sofistrà, in grado di leggere il destino suo e quello degli altri. C'è persino una vecchina svanita come una nuvoletta, che suona al pianoforte l'Internazionale mentre il Duce conquista il suo Impero africano... Ci sono soprattutto, ad animare la quiete di quegli anni sulle rive del lago, quattro gagà, che come i "Vitelloni" felliniani mettono a soqquadro il paese. E c'è la sorella di uno di loro, la piccola, pallida, tenera Filzina, segretaria perfetta che nel tempo libero si dedica alle opere di carità e che, come molte eroine di Vitali, finirà per stupire. Ci sono naturalmente anche molti di quei caratteri che hanno fatto la loro comparsa nei precedenti romanzi: il prevosto, il maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, il podestà e la sua consorte, Dilenia Settembrelli, la filanda con i suoi dirigenti e operai. Hanno un ruolo importantissimo anche i gatti e i piccioni di Bellano, e si sentono la breva e la neve gelata che scendono dai monti della Valsassina e naturalmente si respira l'aria del lago.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Indovini un po' il lettore quale doppio senso si celi nel titolo dell'ultimo romanzo di Andrea Vitali, Olive comprese. Quale malizia dietro l'immagine apparentemente innocente del medico di Bellano (riva orientale del lago di Como) che libro dopo libro è arrivato a conquistarsi, come avrebbe scritto Virgilio Brocchi, il suo posto nel mondo (letterario).
E certo non immeritatamente, perché i romanzi di Vitali hanno la sveltezza franca e l'aguzza malizia del "moralista" che nella specola piccola del suo lago sa pescare con lenze flessibili e ami arguti storie e personaggi, segreti e manie, macchiette e figurine. Una capacità di ritagliarsi – nel genere del romanzo di costume, magari mescolando con altre misture – un teatrino di umoristica vivacità, che la scelta dei tempi d'entrata e la fissità dei caratteri modulano in un'assortita gamma di esiti, dal sorriso (anche amarognolo) alla franca risata, come succede nel mondo maturo di un narratore d'altre sponde lacustri (dal Cusio al Maggiore) come Piero Chiara, del resto da molti critici puntualmente evocato.
Qui il proscenio è quello dell'Italia fascista (tra la guerra di Spagna e la conquista dell'impero che riappare sui colli di Roma-doma), con tutta l'umana fauna dei pavidi e dei prepotenti, dei fatui e dei grotteschi, dei "vitelloni" e dei perbenisti, dei profittatori e dei poveri cristi che s'annidano in una provincia torpida, di noia colloidale, di letargica e larvale consistenza. Un paese (proprio quello di Bellano) che va al di là del suo toponimo e che aspira a essere un paese-mondo, capace di strapparsi al suo cordone ombelicale.
Un notabilato minimo, una borghesia bottegaia e una varia umanità composta da una coppia laconica, da un cacciatore ipovedente, da una vedova né simpatica né antipatica, da un albergatore di rara bruttezza, da un meccanico loquace, da una donna di costumi non proprio specchiati, da un'altra fattucchiera e "divinatrice", senza dire di qualche comparsa di bevitore, di mutilato, di lestofante, di sfaccendato. Un notaio pretino. Un prevosto timorato. Una perpetua manzoniana. Una serva tuttofare. Un filandiere-podestà con la moglie neurotica e credulona. Un ufficiale delle Regie Poste. Un segretario comunale. Un segretario del fascio. Un oste. Un probo maresciallo. Un medico non meno probo. Quattro giovanotti in vena di trasgressioni da strapazzo, buoni a concepire sfregi da quattro soldi, scherzi da prete e giusto qualche fuga ai bordelli di Lecco (con tutta il loro corredo di tenutarie invitanti e di irremissibili creature gaddesche, come qui la Drizzona) nelle giornate di festa grande.
Per non dire dell'onomastica fantasiosa, un vero e proprio inventario di destini, capace di rinviare a quei cataloghi che sono per se stessi un'avventura: da Maria Isnaghi a Eufrasia-Euforbia Sofistrà, da Anselmo Crociati a Evaristo Sperati, da Luigia Piovati detta Luigina Uselànda, a Dilenia Settembrelli, da Amilcare Camozzetti a Ermete Bonaccorsi, da Enea Anomali a Erlando Biancospini, da Giacinta Biovalenti a Evaristo Sperati detto il Risto, da Melchiorre Girabotti alla figlia Filzina, da Maristella Capa in Maccadò a Rosa Maria Ancella Grigli. Non sono che esempi scelti di un catalogo che a dirlo tutto occuperebbe ancora un bel po' di spazio. Un catalogo che s'incrocia con i toponimi di un orizzonte breve e circoscritto, non disgiunto da una certa malinconia. Da Morcate a Varenna, da Perledo a Dervio, da Cernobbio a Menaggio, i nomi di un mondo che sta tutto in un giro di battello, ma è che capace di costituire un palcoscenico di prigioni e di sogni.
Sono gli ingredienti principali di una storia che si dirama in tante storie imbarcando gli enigmi di più morti misteriose, di più vite incrociate, di più fatti collegati a qualche tirante più o meno dissimulato, che trovano alla fine un loro scioglimento più o meno felice. Vitali sa orchestrare il suo mondo con sottile equilibrio di fughe e riprese in capitoli che possono andare da qualche pagina a qualche riga, aprendosi e chiudendosi con calibrata sprezzatura???; addentellandosi in una storia che prende dal ritmo – più ancora che dalla trama – la ragione del suo esistere. Un linguaggio affabile e piano che si modula in un parlato e dialogato frequente, non disdegnando i passaggi schietti e bassi della volgarità più vigilata. Nella sua probità narrativa, capace di restituire il suono di una voce educata, Olive comprese ha l'innegabile merito di farsi leggere con gusto.
  Giovanni Tesio

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 68 recensioni presenti.  Media Voto: 3.77 / 5

Claudio cm_rho@yahoo.it (27-01-2010)
Una lettura piacevole, anche ironica e leggera, ambientata in un passato non troppo lontano. E' bello rivivere usi e costumi, abitudini, modi di vivere di una volta. Il solito paesaggio Bellanese del lago di Como quasi al confine con la Svizzera è lo sfondo ideale per scandire la vita dei protagonisti tra le gioie ed i dolori che la vita gli propone.
Voto: 4 / 5

Ilydily (21-12-2009)
E’ stato il primo libro che ho letto di Vitali… e sicuramente non sarà l’ultimo! Veramente spassoso e divertente. Nonostante la lunghezza si legge in un lampo, e quando finisce ci si intristisce perché ormai ci si è proprio affezionati a quegli strampalati personaggi. Le atmosfere e le battute ricordano i bei tempi di “Don Camillo e l’onorevole Peppone”. Assolutamente esilarante, una dialettica fluida e colorata, e storie avvincenti e curiose. Meglio di così! Da leggere…consigliatissimo!
Voto: 5 / 5

arianna (03-08-2009)
Esilarante! ti semba di fare amicizia con tutti gli strampalati personaggi del libro. A me è piaciuto molto!
Voto: 4 / 5

ELENA (27-07-2009)
Era da tanto tempo che volevo acquistarlo e alla fine mi sono decisa e non ho sbagliato. Letto in un soffio sotto l'ombrellone, lo consiglio a tutti coloro che vogliono vivere una bellissima avventura. Veramente bello l'intreccio dei personaggi e delle vicende. Sarei pronta a rileggerlo ma, essendo soltanto a quota uno, preferisco scoprire gli altri sperando che Vitali mantenga la medesima linea narrativa.
Voto: 5 / 5

andrea bottura (16-02-2009)
approvo il commento di ulisse: il libro si rigira in compiaciute descrizioni di personaggi della provincia italiana. La trama è articolata, ma niente di che. Lettura piacevole, ma debole al confronto di grandi come Piero Chiara, che della provincia italiana è stato un vero cantore e a cui Vitali ha cercato di avvicinarsi, sia nell'ambientazione che nel periodo storico. Leggere 'La stanza del vescovo' prima.
Voto: 2 / 5

ulisse (13-01-2009)
Mah. Sono piuttosto perplesso perché la prosa di Vitali è ottima. Tuttavia la narrazione non avvince, il libro non decolla mai, la vicenda non appassiona e mai potrebbe appassionare. Si parla per decine di pagine della morte di un piccione. Si ordiscono trame attorno al nulla. Non sorge nel lettore alcuna partecipazione, alcun coinvolgimento per la sorte dei personaggi, si prosegue su binari di noia e inconcludenza, come una partita di calcio che termina a reti inviolate con continui passaggini sulla linea di centrocampo. Sono a metà libro e non credo che continuerò.
Voto: 1 / 5

Marco Z. (09-01-2009)
Un romanzo senza infamia e senza lode che scorre via liscio liscio. Da leggere se non si ha altro sottomano .
Voto: 3 / 5

xyzeta (06-10-2008)
E' uno dei soliti romanzi di Vitali: leggero e spensierato, che si legge tutto d'un sorso. Però ci siamo un po' stufati dei pettegolezzi della Bellano degli anni '30, sembra di sfogliare un giornale scandalistico italiano.
Voto: 3 / 5

Camilla (14-07-2008)
Mentre lo leggevo avevo la sensazione di trovarmi in quei luoghi con quelle persone tanto sono ben rappresentati. Un libro bellissimo, talmente appassionante che correvo a leggerlo ad ogni minuto libero. Non vedo l'ora di iniziare il prossimo di Vitali.
Voto: 4 / 5

martina (10-07-2008)
Le ambientazioni sono sempre coinvolgenti, i personaggi sono unici! Questa volta Vitali si è superato nella trama, un intreccio narrativo chiaro in cui ogni elemento è delineato alla perfezione. Inoltre è garantita la leggerezza del racconto, anche trattando del preludio di uno dei periodi più cupi della storia italiana. Approvo le parole della Bignardi: "leggendo i romanzi di Vitali, ti immergi talmente nell'aria del lago di Como, fino ad avere la sinusite!"!!
Voto: 5 / 5

Luro62 (09-07-2008)
Il romanzo parla delle vicende di quattro amici che dopo una bravata si dividono, e di altri personaggi del paese. I capitoli sono anche di una sola pagina e sembrano scene di un film. Vi è sempre un podestà che questa volta ha una moglie che si immedesima in tre persone, la storia di una signora un pò indovina e come detto la sorte di quattro amici. Il titolo del romanzo è preso della frase “pesa in chilo e due etti comprese le olive” e si riferisce al membro di uno dei quattro che per curiosità di amici viene pesato. Vitali volutamente mette un po di prurigine nel romanzo prendendo da questo episodio il titolo dello stesso. L’enfasi su questo grande membro viene poi evidenziato dal fatto che il suo possessore si fidanza con la sorella di uno degli amici che ricordando il rifiuto avuto dal suo amico dalla Drizzona (la meretrice dedita ai clienti super) del bordello di Lecco ad un rapporto con lui proprio per le dimensioni del suo membro, vuole avvertire la sorella del pericolo che corre. Rimane però “stupito” quando la vede sorridente e soddisfatta dopo la prima notte di nozze tanto da non potersi esimersi dal domarle notizie sulla “topina” . Domanda che la sorella fa finta di non capire. A mio avviso tutto il novellato intorno a questo enorme membro è fatto per suscitare la chiacchiera intorno al romanzo perché se tolto lo stesso non ne risentirebbe. Meglio il suo “La figlia del podestà” che pur essendo un lieve romanzo si fa apprezzare per l’intrigo presente.
Voto: 3 / 5

donatella (26-06-2008)
divertentissimo. l'ideale per farci un film. lo stile ricorda quello del "don camillo e peppone" di guareschi. davvero spassoso.
Voto: 5 / 5

Alessandra (13-04-2008)
Io non l'ho finito. So di essere in controtendenza, ma non mi è piaciuto. Non perché sia scritto male, anzi. Però mi ha annoiato. A metà libro non ho trovato alcuna motivazione per continuare a leggerlo. Peccato, avevo iniziato con entusiasmo, mi aspettavo una lettura leggera ma ironica, piacevole, invece solo noia. Se questo è uno dei migliori di Vitali non penso che ne leggerò altri.
Voto: 2 / 5

Cle (05-04-2008)
Spettacolare! E MAI noioso! Ho preso in mano il libro in libreria perché mi incurisiva il titolo, e non vedevo l'ora do capire da dove arrivasse, ed è stato a dir poco esilarante! Bellisimo l'intreccio delle storie, lo stile del Vitali, che confesso non avevo mai letto, e la capacità di tenerti incollato al libro fino a che anche l'ultima pagina dell'epilogo non è stata divorata. Vitali ha la capacità di chiudere i capitoli in modo che non si possa fare a meno di iniziare quello successivo. E se nelle pagine successive non si "conclude" la porzione di storia precedentemente iniziata, sei ancora più motivato ad andare avanti per sapere come si chiudono i tanti cerchi che pagina dopo pagina si aprono, ti incuriosiscono, ti rendono compaesano dei Bellanesi! Fantastico! Lo consiglio a tutti, davvero un bel romanzo!
Voto: 5 / 5

gmb (03-04-2008)
Il Vitali è un maestro, una girandola di personaggi indimenticabili...l'Uselanda, la Drizzona, il Maccado'...avercene di narratori così!
Voto: 4 / 5

claudio arzani (arzy) (05-01-2008)
Ma era poi davvero così allegra, guascona, spensierata, talvolta boccaccesca la vita nell’Italia del Benito che pensava all’impero e dei volontari che andavano a combattere in Spagna? Sicuramente no ma a leggere per come la dipinge Andrea Vitali, medico condotto in prestito ormai permanente alla narrativa romanzata, viene davvero voglia di immergersi nelle acque del Lago di Como, salire su un battello e lasciarsi trasportare fino al mitico paese di Bellano. Sperando di incontrare l’umanità varia descritta da Vitali: l’anziana Eufrasia Sofistrà che per poche lire legge il destino, il Crociati esperto cacciatore che per un malaugurato incidente non ne becca più uno ma spara, spara, spara, e ancora l’Uselànda, Luigina Piovati, sempre attenta alle gioie degli uomini del paese, per concludere con la piccola tenera Filzina, mite segretaria modello, dedita alla carità e devota fedele che non mancherà di stupirci lasciando senza parole lo stesso fratello. Umanità varia cui si aggiunga l’azione del maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, il prevosto, il podestà con la sua strana moglie, la filanda con i suoi dirigenti e gli operai. Il tutto ruotando d’attorno alle gesta di quattro ragazzotti scapestrati della buona borghesia paesana che ne combinano una più di Bertoldo. Impossibile insomma commentare le vicende narrate da Vitali. Non resta che abbandonarsi alla lettura, un po’ come salire sulla giostra che inizia a girare accompagnata da una musica allegra proposta con una vecchia fisarmonica. Ultimo dettaglio: il titolo, "olive comprese", si riferisce ad un dettaglio del promesso sposo della Filzina, il Risto, uno dei quattro mariuoli ...
Voto: 5 / 5

Sarachan (04-01-2008)
BELLISSIMO!!!Di Vitali avevo già letto altri libri che erano carini ma in definitiva non mi avevano neanche fatto impazzire, poi ho iniziato "Olive comprese"...fantastico!!!Lo stile dell'autore unito ad una storia intrigante con momenti molto divertenti, piena di trovate, vivace, frizzante. Un libro da leggere!!!
Voto: 5 / 5

danydanilla (30-10-2007)
ho acquistato questo libro perchè mi ispirava la trama e la copertina. L'ho trovato simpatico, divertente, scorrevole, ma non molto di più: bella l'ambientazione e alcune delle trovate del narratore.
Voto: 3 / 5

alba 60 (08-10-2007)
l'ho comprato per caso su incoraggiamento di una diligente libraia e devo dire che mi sono più che divertita.Anche se le situazioni e i personaggi sono perfettamente incastonati nella storia di un piccolo paese tanto da risultare prevedibili, ho trovato addirittura esilarante la narrazione, leggera e soave. Si certo, è un libro da consigliare quando la testa ha bisogno di uno scacciapensieri. Ho provato a ripetere l'esperienza con un altro libro di Vitali ma...la magia non si è ripetuta.Pazienza.Con questo libro mi sono divertita.
Voto: 5 / 5

ton (15-09-2007)
Leggendo qualcosa su chi è Andrea Vitali, dove abita, quali sono gli ambienti ed i personaggi dei suoi romanzi non può non venire in mente Piero Chiara: orbene, il libro si fa leggere, è scorrevole, intrigante, i personaggi molto promettenti. Però, però l'impressione è che, come dicono le professoresse a scuola, potrebbero fare di più: ci sono tutti gli elementi per cucire una trama con più intensità, di molti (tutti ?) si vorrebbe e dovrebbe sapere di più e invece che fine fanno, spariscono senza raccontarti tutto quello che hanno dire. Insomma sembra un libro che è ancora bozza e dal quale, lavorandoci ancora un po', sviluppando certi fatti e figure, può sbocciare un romanzo di quelli che si ricordano: al momento lo definirei non memorabile, anche se ne consiglio la lettura. Una promessa che deve (si vede che Andrea Vitali è bravo) dare di più. PS Dopo averlo letto, però andate a leggervi, o rileggervi, Piero Chiara.
Voto: 3 / 5

Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 68

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