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Scerbanenco Giorgio - Milano calibro 9 | Il volume raccoglie 22 racconti neri di Scerbanenco. Ventidue storie dure, disperate di morti ammazzati e di traffici oscuri, con impreviste pieghe di tenerezza e sconcertanti sussulti d'amore. Ventidue frammenti di vita che parlano dell'atrocità, della miseria, dell'assurdità di questo mondo. È Milano che torna sempre, a Milano si svolgono quasi tutti questi racconti: una città sentina di vizi e misfatti, odiosa e odiata, ma irresistibile.
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Mario (30-08-2011) Ventidue racconti neri, violenti, cupi, senza speranze. Scerbanenco ha uno stile leggero capace di tratteggiare con poche parole personaggi, situazioni e ambienti. La violenza che impregna i racconti è parecchia ma paradossalmente Scerbanenco ce la mostra "senza mostrarcela": riesce a evocarla in pochi passaggi senza esplicitare quasi nulla; tuttavia chi legge riesce nettamente a percepirla, insieme ai personaggi che praticamente in tutti i racconti sono fuggiaschi, assassini, truffatori, mafiosi, spacciatori di qualsiasi cosa illegale. Le poche frasi spezzate da virgole rendono i racconti fluidi e leggibilissimi. Da spizzicare, sennò finisce troppo presto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mario marioraciti@hotmail.com (26-07-2011) Ventidue racconti neri, violenti, cupi, senza speranze. Scerbanenco ha uno stile leggero capace di tratteggiare con poche parole personaggi, situazioni e ambienti. La violenza che impregna i racconti è parecchia ma paradossalmente Scerbanenco ce la mostra "senza mostrarcela": riesce a evocarla in pochi passaggi senza esplicitare quasi nulla; tuttavia chi legge riesce nettamente a percepirla, insieme ai personaggi che praticamente in tutti i racconti sono fuggiaschi, assassini, truffatori, mafiosi, spacciatori di qualsiasi cosa illegale. Le poche frasi spezzate da virgole rendono i racconti fluidi e leggibilissimi. Da spizzicare, sennò finisce troppo presto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
legionarius (02-06-2011) Ho riletto recentemente questo volume a distanza di parecchi anni ed il giudizio è addirittura migliorato dall'ultima volta.
Atmosfere cupe,personaggi crudi,violenti,reali,descritti in maniera precisa con un linguaggio fintamente semplice.L'Italia
rappresentata è quella in cui il boom economico continua ma
già si intravvedono le prime avvisaglie della crisi degli anni settanta.
A parte alcune situazioni datate,tutto il resto è attualissimo.
L'umanità protagonista del libro è disperata,senza illusioni, priva di ogni speranza,col destino già segnato.Scerbanenco è davvero grande:è il Dashell Hammett italiano che ci mostra l'altra faccia,quella oscura, del nostro paese che,sino ad allora
non era mai stata descritta.Per chi ama il noir e la grande letteratura.Purtroppo,oggi non ci sono autori di questo livello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca rigon (10-10-2010) Bel libro. Qualità media dei racconti molto alta. Da leggere per gli amanti del noir. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luigi (07-11-2009) Mi aspettavo qualcosaltro, ma sono rimasto favorevolmente impressionato. Tutti i racconti sono molto coinvolgenti e ricchi colpi di scena, come tutti i gialli che si rispettano.
Ogni racconto ti porta in un mondo che credevi ormai dimenticato.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simeone sparolisi@alice.it (14-09-2009) Come tutte le raccolte di racconti ci sono alcune storie che piacciono ed altre no...in questo libro devo dire la verità solo due erano un pò "fredde"...le altre storie invece sono belle così come i personaggi creati.Questi sono sempre diversi tra loro con una propria anima,con i propri difetti,ricordi e malattie psichiche che rendono il libro mai banale(se si legge una storia al giorno sembrate di assistere una serie tv:D)
Molte storie(se non si leggono frettolosamente)ti lasciano il vuoto e una pausa di riflessione sulla natura umana....scrittura sempre ad altissimo livello ma semplice e scorrevole..quindi voto pieno quasi il massimo:D Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea Aymerich (16-01-2009) LETTERALMENTE DIVORATO!
E' stato il mio primo approccio a Scerbanenco, che ho voluto provare grazie alle raccomandazioni di Carlo Lucarelli e devo dire che ho gia' iniziato "I milanesi ammazzano al sabato".
Noir che piu' cupo non si puo' in una elegante lingua italiana di 40 anni fa.
"Stazione Centrale ammazzare subito" e' il racconto che mi e' piaciuto di piu'.
Imperdibile per gli amanti di Carlotto e Lucarelli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simone (24-10-2008) Credo che Giorgio Scerbanenco - qui al meglio coi suoi racconti più belli ed efficaci - abbia rappresentato una delle intelligenze più alte nel panorama letterario italiano; dispiace pertanto constatare come in realtà rimangano ancora poche - soprattutto se si pensa a quanto ha scritto! - le sue opere in commercio. In una cornice di assoluta eccellenza, mi permetto di segnalare - non sugli altri; magari prima degli altri - il racconto "Minorenne da bruciare". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Franchini info@paolofranchini.tk (14-12-2006) Ventidue racconti. Avete capito bene: ventidue, in pratica come dire due volte undici. O undici volte due, scegliete voi.
Ci sono sia l'amore che la tenerezza, non posso nasconderlo, ma soprattutto c'è la morte. Storie dure e crude, raccontate con quel pizzico di cinismo che non guasta mai in queste occasioni.
Altro che Milano da bere: questa è una Milano da bare. Morti ammazzati, traffici loschi, donnette allegre, killer spietati e mezze cartucce. Non manca nulla. Le pagine, vi avviso, grondano sangue. Attenti a non sporcarvi le scarpe.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (08-06-2006) Scerbanenco è uno scrittore di grande fantasia; lo leggo volentieri, è un ottimo antidoto al falso intellettualismo sofisticato di molti autori contemporeanei, e ci racconta molto - e bene - di un'Italia paleocapitalista, violenta e già frantumata.
Racconti come "Basta col cianuro" sono davvero affascinanti..ma altri, diciamocelo pure, rasentano quasi l'involontaria assurdità e quindi è meglio non scriverne qui. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nicola nicolaceccoli@alice.it (07-11-2005) A mio modesto parere il miglior libro di Scerbanenco(almeno di quelli che ho letto io,è ovvio!)22 amarissimi racconti sullo sfondo di un'Italia non ancora percorsa da terrorismo rosso e trame nere ma non per questo meno cinica e violenta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Latinese (22-10-2005) Ora va tanto di moda parlare di giallo italiano, ma chi si ricorda i fondatori del genere? Scerbanenco era Scerbanenco prima di Camilleri, prima di Carlotto, prima di Machiavelli, prima di tutti. Scerbanenco, soprattutto, era Scerbanenco: uno scrittore che ha reso come pochi altri l'atmosfera unica di quella Milano del pre-boom e del boom, di quel mondo particolarissimo sparito negli anni '80 dei garofani. A rileggerli oggi, questi racconti, ci si rende conto di come lo sgangherume di oggi ci fosse già allora; in nuce, in potenza, ancora inespresso. Allora, al di là del piacere che queste storie sempre ben congegnate e sorprendenti dànno con generosità, si potrebbe provare a rileggerle come veri documenti storici, tracce di un'Italia che s'andava facendo e disfacendo, presagi di Bande della Magliana e Uno Bianche a venire, divinazioni di bombe e stragi prossime venture. A suo modo, Scerbanenco ha conservato una memoria che nessun altro degli scrittori del periodo ha potuto catturare. E per questo merita di essere letto, e meditato, e studiato. Oltre che gustato, ovviamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristiano crixcol@infinito.it (21-12-2004) 22 racconti amari, taglienti, crudi, disperati talvolta ironici.
Un ritmo e una tecnica narrativa sicuramente notevoli.
Veramente ispirato.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marcello patascos@usa.net (18-06-2001) Racconti brevi e taglienti, di gusto prettamente noir ma senza forzature, personaggi in bilico sul filo della vita, i cui destini sono gettati come un immenso shangai nel crogiuolo della Milano triste e piovosa anni '60. Scerbanenco dà il maglio di sè, da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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