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Handke Peter - La donna mancina | Al suo apparire in Italia, "La donna mancina" riscosse successo di pubblico particolarmente sensibile alla questione femminile - e di critica: Claudio Magris vi scorse la manifestazione di "una vita pura, essenziale, che brilla nei dettagli minimi", e Alighiero Chiusano fu pronto a scommettere sulla sua durata a dispetto "di tante altre roboanti cosmogonie sperimentali". Lasciate cadere le trasgressioni astute e plateali degli anni Sessanta, l'implacabile e delicata macchina narrativa di Handke ha conquistato uno sguardo limpido e impassibile come quello di una macchina da presa. Quello sguardo offre qui l'indimenticabile ritratto di una donna sulla soglia misteriosa della sua "lunga stagione di solitudine".
Media Voto: 3.6 / 5geffina gemondi@libero.it (05-11-2011) Uno si sveglia la mattina e decide di scrivere un libro?così! E il lettore, assetato di ogni genere di lettura, cade nel tranello.
L'incipit mi era piaciuto: una giovane donna decide all'improvviso di vivere da sola e costringe il marito a lasciare la casa e il bambino. A questo punto mi sono detta: sarà interessante! Macché, è di un'inconcludenza disarmante, non arriva da nessuna parte. Boh!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Shiva (15-09-2008) Un momento, un momento. Vada per la sperimentazione, vada per il minimalismo linguistico (sotto il cui segno si onora la penna appena discreta dei Carver di turno), vada per l'essenzialità, vada per x e y.
Ma "La donna mancina" m'appare assai meno che un eccesso di sperimentazione, di minimalismo.
E' un'opera che sarebbe poco definire antiletteraria. La struttura non è ridotta all'ossatura, ma proprio non esiste. E la parola? appiatita e senza tono, lei, così! che per paradosso si fa fatica non dico a visualizzare l'immagine, ma a fissarla, a sentirla, interiorizzarla. Insomma, l'atto del raccontare da-a, che è il senso e il fondamento della narativa, mi pare che latiti, sia altrove.
Non restano che pagine sottili come cartavelina, senza il buon sangue d'inchiostro e la responsabilità sentimentale che patisce chi narra il vero o il verosimile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ilary (19-10-2005) Donna Mancina è sicuramente un libro lontano da qualsiasi possibile prototipo. Nella sua semplicità riesce a creare forte "scompiglio" interiore, lasciando nel dubbio quasi tutti i lettori di questo libro. "Chi sono io veramente? E' realmente questo che voglio fare? Sono diventata una perfetta maschera in questo monotono mondo?" Queste sono le domande che ti balenano in mente leggendo "Donna Mancina". Ciononostante il libro riesce a fornirti gli indizi chiave per scoprire il vero piacere della vita..Leggetelo!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincent xdarkwriter@hotmail.com (12-04-2005) Romanzo perfetto nella sua essenzialità. La macchina da presa di Hanke, rigorosa e implacabile, svela il percorso di una donna che, con la sua scelta e le conseguenze che ne derivano, tenta di riscoprire se stessa e di riconquistare, spogliandosi di tutto, la propria vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
susi ferrarello ferrarello.susi@ tiscalinet.it (27-08-2001) Con uno stile che si trova a metà strada tra la cronaca e la poesia Peter Handke riesce a farci immergere in una vita quotidiana e nello stesso tempo paradossale . Ci fa spiare silenziosamente una donna . Una donna mancina. Diversa. Misteriosamente libera eppure incredibilmente umana. Entriamo nell' immobilità sua e di tutto ciò che la circonda.Ed è nella sua dinamica immobilità che riusciamo poi a riconoscere gli aspetti più pensosi del nostro vivere quotidiano.Leggetelo, vi lascerà curiosi e pieni di domande! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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