|
|  |
Luzi Mario - Tutte le poesie | Questi due volumi comprendono tutti i versi di Mario Luzi pubblicati dal 1935 al 1994. Il primo volume raccoglie "Il giusto della vita", che rappresenta la produzione poetica luziana da "La barca" (1935) al 1960; "Nell'opera del mondo", che include i versi di "Dal fondo delle campagne" (1965), "Nel magma" (1963), "Su fondamenti invisibili" (1971) e "Al fuoco della controversia" (1978); e la raccolta "Per il battesimo dei nostri frammenti" (1985). Il secondo volume comprende "Frasi e incisi di un canto salutare" (1990) e "Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini" (1994).
Massimo Sannelli sannelli@interfree.it (05-03-2005) Questo è neomisticismo, forse. In quanto tale, il materialista lo troverà criticabile e incredibile, oppure falso e ingenuo: perché, evidentemente, non trasforma materialmente la materia. Quindi: «Tu? Non sei più dei nostri. / Non ti sei bruciato come noi al fuoco della lotta / quando divampavano e ardevano nel rogo bene e male». Ma: se si arriva alla non-dualità da uno studio non superficiale dell’ars dictaminis e da una conoscenza non superficiale del lavoro fisico, anche umilissimo, perché no? E insieme: no, assolutamente no, perché chi continua a vivere non è come chi muore, e l’Ariete della visione di Montale non è il Toro, «mostro cornuto», così come «cuore d’altri non è simile al tuo». Ma anche: sì, assolutamente sì: chi conosce la fatica non sarà del tutto criticabile, se il lavoro materiale - pura sopravvivenza, ricerca del pane - accompagna il suo lavoro intellettuale, che potrà essere letto almeno come una sublimazione, non come un gioco narcisistico. In mezzo a condizioni di pura sopravvivenza e di ricerca del pane si installa un progetto immateriale, ma articolato e vario, e amato (scrivere in determinati modi di chiusura-apertura, di rifiuto del ‘semplice’ impuro e del ‘difficile’ gratuito, di iperattività come primizia dell’enormità del non essere più nulla, o dell’essere più ‘qualcosa’ che ‘qualcuno’; e anche enorme dolcezza ed enorme asprezza, e tutto il dire ‘mediato’ da un’arte del dire). Chi è veramente cieco, allora? Chi è Narciso? Poi si ricade nel fuoco che affina: «nel turpe labirinto» (notti insonni, cliniche, fame, debiti, superlavoro, dolore fisico e della mente). Tutto pesa molto, e dal peso un uomo non può uscire; non sfugge il QUALCUNO, perché anche la sua singolarità pesa, che sia «vinta» o eretta «nella fierezza dei suoi mali» («c’è come un dolore nella stanza»: Amelia Rosselli, e la stanza è il luogo proprio dell’individuo, tanto è vero che Cristo ha insegnato a pregare il Padre nel segreto della camera, non ipocritamente); sfugge QUALCOSA, in forma di testi. Chi è, ha fatto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Luzi Mario |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|