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Capote Truman - Preghiere esaudite | "Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte". In questo suo ultimo romanzo incompiuto, Truman Capote traccia uno spietato ritratto di un mondo di artisti e miliardari, di politici e parassiti, di perversi e candidi inebetiti, insomma di quella lucente corte dei miracoli che era il jet-set di cui lo scrittore era uno dei più fulgidi e contrastati protagonisti. 'Preghiere esaudite': un libro sulla verità come illusione: poiché la verità non esiste, non può essere altro che illusione - ma l'illusione, questo sottoprodotto dell'artificio rivelatore, può raggiungere le sommità più vicine alla vetta inaccessibile della Verità Perfetta.
Media Voto: 4.33 / 5Biagio Mastrangelo wildesmoker@libero.it (16-12-2010) Il piccoletto ci sapeva davvero fare con la penna, e non mi meraviglia il fatto che sia stato bandito dal jet set che fino a quel momento lo aveva coccolato, dopo la pubblicazione dei racconti che sono raccolti in questo volume. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
intrevado nicola intrevado@hotmail.it (14-04-2009) E' meglio piangere in una lussuosa suite del George V° a Parigi che in una pensione infestata da scarfaggi e gore di umido sulle pareti a Isernia. Questa frase riassume molto meglio di tante concettose teorie tutta la filosofia di questo suo ultimo lavoro. Certo, incompleto e amputato , ( volutamente ? Come sostengono i suoi biografi piu' accreditati ? ) di suoi altri , ben 7 capitoli. I 3 che lo conpongono , comunque fantastici , di fatto , furono gia' pubblicati in patinate riviste americane , negli anni 70. E , " Mojave " , altro capitolo , fu del tutto esiliato dal corpus del lavoro per trovare un suo definitivo alloggio nella raccolta di racconti " La forma delle cose ". Ma Capote resta comunque Capote , sia pure con un romanzo " monco" , sia pure con un Opera che , mette in luce tutto il sommerso del jet-set del suo tempo , in una sorta di cloaca a cielo aperto. Confessioni , indiscrezioni , segreti , pettegolezzi che gli erano stati bisbigliati con solenni giuramenti , vengono da lui , sbandierati al pubblico famelico , gia' allora assetato di gossip. Ma nei tre capitoli superstiti, e' intatto il suo senso dell' humor , terribilmente elegante , e la sua capacita' di scrittura che lo rende un autore, unico nel suo genere. Anzi , inventore di un genere.Il libro va letto , e letto dopo aver esaurito tutti i suoi scritti. Solo cosi' si assapora questo frammento di una galassia certo non sconfinata come vorremmo ma , abbastanza luminosa da abbagliare il buio della mediocrita' di tanti prolifici autori. Capote ha scritto poco , ma cio' che resta , tanto rappresenta del suo tempo come chi ha recitato una sola parte ma inciso con un segno inedito ed indelebile il cuore e la mente di chi legge. Ora , nel tempo che avete impiegato per leggere questa mia recensione , il tipo al George V° ha smesso di piangere perche' ha ritrovato il suo Rolex d' oro , mentre , il tizio alla pensione di Isernia piange ancora poiche' la macchina che gli e' stata rubata non e' stata ancora ritrovata. Ma la vita e' ingiusta. Si sa. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
saverio (29-01-2008) Capote e' un genio
Forse in questo lavoro postumo si avverte stanchezza. Mancano degli episodi che lo stesso Capote volontariamente non ha voluto fare ritrovare. E' il libro che gli e' valso l'esilio dal jet set di Manhattan e si dice anche un suicidio sulla coscienza. Un inchino al grande genio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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