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Capote Truman - Altre voci altre stanze | "È insolito, ma qualche volta succede, a quasi tutti gli scrittori, che la stesura di una particolare storia risulti facile, esterna a noi, come se stessimo scrivendo le parole di una voce da una nube": è stato le stesso Truman Capote a raccontare così la genesi del suo primo romanzo, il libro che gli avrebbe dato la fama e il successo. "Altre voci altre stanze "ha per protagonista il tredicenne Joel Harrison Knox, che da New Orleans arriva in campagna, a Skully's Landing, un tempo casa padronale ora decaduta, dove vive suo padre. In questo ambiente isolato e bizzarro, animato da presenze grottesche, popolato da personaggi eccentrici, l'adolescente Joel incontrerà i suoi demoni, e potrà misurare la sua solitudine e la sua sete d'amore.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5Biagio Mastrangelo wildesmoker@libero.it (12-10-2009) Il mio primo incontro con Capote l'ho avuto con Musica per Camaleonti, che ho trovato molto interessante (specie il racconto di un incontro la la Monroe e Capote stesso!), ma devo dire che questo romanzo resta nel cuore per la semplicità delle situazioni e la bellissima descrizione dei luoghi e delle persone! Superbo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio (26-08-2009) E' il primo libro che leggo di Capote e l'ho trovato geniale. E' piacevole come Capote riesce a farti immedesimare nel personaggio di questo racconto, un adolescente già adulto, che si trova ad affrontare la crudeltà della vita tutto da solo. Ci si affeziona al personaggio per quanto apparere fragile e allo stesso tempo coraggioso. Se non sbaglio questo è solo il secondo libro che aveva pubblicato Capote, sorprendente.
Un consiglio per apprezzare ancora meglio il libro è documentarsi un minimo sulla sua vita. Leggendo il racconto in chiave autobiografica capirete meglio il pathos che ha spinto l'autore a scrivere questo bel libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
zogno gian luca g.zogno@alice.it (18-01-2008) Siamo di fronte, a mio avviso,ad un racconto privo di qualità,nonchè ad una storia lontana dalle cose reali e per molti versi incomprensibile.Da capote,data la fama,e con tutto il rispetto,mi aspettavo di più.Tra l'altro ho cominciato a leggere anche "Arpa d'erba" ed anche quest'ultimo è privo di forza e non riesce a coinvolgere il lettore.Secondo me Capote è soppravvalutato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cesare (21-03-2005) E' un libro allucinato e difficile, senza dubbio. Non ti dà una trama, una struttura. Sembra più che altro il ricordo di un sogno, scritto per non dimenticarlo. Ma queste pagine stralunate ti lasciano un gusto e un senso che non si riesce a dire, ma c'è. E poi qui ho trovato la più bella definizione dell'amore che mi sia capitato di leggere. Ecco che cos'è, a pagina 105. Era così semplice. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (12-11-2004) Brutto. Troppo caricato e "allucinato" nella trama e nella forma, scivola in un finale "allucinante". Un esempio dalle ultime pagg.: "..signore profumate di verbena che pigolavano come fanelli...cotonieri ricchi e burbanzosi(!)...ragazzi dagli occhi simili a coccole di ginepro...". Fatto per fatto, preferisco di gran lunga Bukowski. E, se non è fatto, allora ribadisco è proprio solo un gran brutto libro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Pavesi Incerti (12-07-2002) Eccellente primo incontro con Truman Capote! Un viaggio gotico nell'incubo adolescenziale di una crescita forzata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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