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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Sepetys Ruta - Avevano spento anche la luna

Avevano spento anche la luna TitoloAvevano spento anche la luna
AutoreSepetys Ruta
Prezzo
Sconto 15%
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
Prezzi in altre valute
Dati2011, 298 p., rilegato
TraduttoreScarabelli R.
EditoreGarzanti Libri  (collana Narratori moderni)
 Disponibile anche in ebook a € 13,99

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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61 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. E l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi.

La recensione di IBS
Piantai un seme d’odio nel mio cuore. Giurai che sarebbe cresciuto fino a diventare un albero imponente, le cui radici li avrebbero strangolati tutti.

Può, il cuore di una ragazzina, contenere tanto odio? Eppure è la voce ferma di Lina a risuonare nelle immense distese ghiacciate dell’Unione Sovietica. Lina Vilkas ha quindici anni. Suo padre, Kostas, è il rettore dell’università di Vilnius, la capitale della Lituania e il 14 giugno 1941 è stata portata via da casa sua con indosso soltanto una camicia da notte azzurra. Gli uomini dell’NKDV, l’esercito sovietico, non hanno dato spiegazioni né usato riguardi verso di lei, suo fratello Jonas e sua madre: li hanno ammassati su una camionetta insieme a tutti gli altri. Destinazione ignota.
Sì, ma gli altri chi sono? Altre donne con bambini, una giovane partoriente, una parente alla lontana, qualche vicino di casa, qualche collega di lavoro del papà, ma non tutti. Solo qualcuno, nessun uomo, un ragazzino più grande di Jonas che viene lasciato tra le donne perché fatto passare per ritardato mentale.
La destinazione è ignota ma la stazione è quella centrale e la lista in mano all’esercito contiene nomi e cognomi che vengono ripetuti per tutta la notte e quella successiva, finché il vagone non viene riempito, finché il carro bestiame non è pieno di questi uomini e donne perduti. Ma questa volta no, non si tratta di ebrei.
Mentre Adolf Hitler in Germania pianificava lo sterminio degli ebrei e delle altre minoranze etniche, politiche e religiose, dall’altra parte della cortina di ferro un dittatore altrettanto sanguinario usava metodi analoghi per consolidare il suo potere. Stalin, alla vigilia dello scoppio della Seconda guerra mondiale rompe il patto stipulato con Hitler che assegnava la Lituania alla Germania e si annette gli stati cuscinetto tra la Russia e la Polonia. La popolazione, soprattutto gli strati sociali più alti legati culturalmente al centro Europa, organizza varie forme di resistenza e collaborazione con il “nemico”. Un popolo fiero e altero, quello lituano, che non si piega alla volontà di Stalin e al quale il dittatore ha riservato un trattamento punitivo esemplare: deportati in Siberia, uccisi dal freddo, dalla fatica e dalla fame.
È la storia sconosciuta e tragica di Lina, della sua famiglia e del loro viaggio infernale verso le terre estreme vicine al Polo Nord, passando attraverso un kolchoz nella regione deserta dell’Altaj. Donne e bambini stremati e malati lavorano nella aziende agricole collettivizzate dal regime, coltivano barbabietole, tagliano la legna da ardere e scavano con le mani le fosse comuni in cui verranno sotterrati i loro morti. Lo faranno per dodici anni. Ne moriranno venti milioni.
Lina, come tante altre ragazze incontrate nel suo viaggio, lotta per sopravvivere senza perdere la dignità. Soffre, odia, perdona e spera che qualcuno faccia terminare il suo incubo. Racconta con una voce mai rassegnata la sua tragedia, ed atterrisce l’idea che i pensieri e i sentimenti descritti in queste pagine intensissime siano stati realmente vissuti da intere popolazioni inermi, che per lunghi anni, anche dopo la fine dell’epoca stalinista, per paura delle ritorsioni degli uomini del regime, hanno taciuto la loro tragedia.
Oggi arriva, necessario, un romanzo che fa luce su una pagina terribile della storia europea e che, ne siamo certi, aprirà la strada a molte altre testimonianze con cui dovremo fare i conti.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 61 recensioni presenti.  Media Voto: 4.75 / 5

donatella (22-02-2012)
Un racconto estremamente forte e sconvolgente che ti lascia esterefatto di fronte a questa realtà vissuta. Sono d'accordo con chi lo propone come testo scolastico..per non dimenticare mai questi genocidi.
Voto: 5 / 5
Antonella (19-02-2012)
Libro davvero toccante e commovente. Difficile smettere di pensare a Lina, al suo fratellino ed alla loro mamma. Grandi prove di coraggio. Fa riflettere e soprattutto aiuta a non dimenticare. Perchè queste cose non succedano più è necessario sapere.
Voto: 5 / 5
Roberta (19-02-2012)
Anche se non amo particolarmente le storie di deportazioni e genocidi, non posso che assegnare il massimo dei voti a questo libro pieno di emozione e sofferenza ma anche di speranza e voglia di vivere..
Voto: 5 / 5
Eugenio (16-02-2012)
Bellissimo libro, uno dei più belli che ho letto nell'ultimo anno. Da consigliare a tutti.
Voto: 5 / 5
ALBERTO (02-01-2012)
E' un libro veramente forte. Consigliato per capire la storia, e allo stesso tempo per provare la sofferenza di chi è stato deportato in Siberia. Indico vivamente la lettura di questo testo.
Voto: 5 / 5
rosario (27-12-2011)
ho letto tnt su qst genere e qst volume è una mix tra la pianista bambina e ho sognato la cioccolata per anni!! cmq proponibile per coloro che hanno intenzione di appassionarsi e ricordare sempre qst genocidi inutili!!
Voto: 3 / 5
nadia (20-12-2011)
Io lo farei leggere a scuola, a partire dalle medie. E' un libro scritto in modo semplice, e la vicenda di Lina ti resta dentro: sarebbe un mezzo efficace per far avvicinare i ragazzi alla storia. Comunque lo consiglierei ai lettori di tutte le fasce d'età.
Voto: 4 / 5
Carlo (19-12-2011)
Quando ho finito di leggere "Avevano spento anche la luna", due settimane fa, non riuscivo ad aprirne un altro, e rituffarmi in una nuova storia, come solitamente faccio. Continuavo a pensare a Lina, alla mamma, al fratellino e a tutto quell'insieme di personaggi positivi e negativi, che gravitano nel romanzo. Così sono stato costretto a riprenderlo e a rileggerlo, non a distanza di tempo, come faccio con i libri che più mi hanno colpito, ma subito! Mi sono nuovamente sentito rapito dalla semplicità della prosa, che qualcuno reputa un difetto ed io invece ammiro incondizionatamente. Ho nuovamente e sovente avuto gli occhi lucidi, e non mi vergogno di ammetterlo, "pur essendo un uomo". Ho gioito nei momenti lieti , provato dolore e rabbia, che sconfinava nell'odio(come dice Lina)nei momenti tragici. Come confessa la straordinaria autrice in un'intervista, lei stessa ha alleggerito alcune pagine rispetto ad una prima versione più dura, lasciando , a volte, l'orrore sullo sfondo, dove si percepisce anche senza vederlo descritto con tutti i particolari.La bambola della piccola Janina, "uccisa" dalla crudeltà gratuita dei soldati sovietici ne è un esempio lampante.
Voto: 5 / 5
ant lomell@libero.it (16-12-2011)
Un libro imperniato sull'odio profondo che Stalin aveva verso chi poteva mettere in discussione la sua leadership. In particolar modo in questo testo vengono analizzate e approfondite tematiche relative alla deportazione del popolo lituano, e soprattutto di una famiglia, i Vikas, la cui figlia quindicenne Lina è l'io narrante del romanzo. La trama: nel giugno 1941 Lina figlia del rettore dell'Università di Kaunas, in Lituania, viene trascinata via nel cuore della notte dagli agenti dell'NKVD, la polizia segreta sovietica, e riesce a portare con sè solo della matite colorate e dei fogli. Inizia un lungo viaggio per Lina,i suoi familiari e per tanti deportati di origine baltica verso la Siberia, la forza e la capacità di incuriosire il lettore sta proprio nell'intelligenza della scrittrice di saper mettere a fuoco tutte le sensazioni, le suggestioni, gli stati d'animo,le ansie,i tormenti,le paure...insomma tutta una gamma di emozioni umane riportate con sensibilità e precisione da parte della Sepetys. Quello che colpisce più di tutto, e che propompe più di ogni cosa da queste pagine a proposito dei sussulti dell'animo, è proprio la "dignità" dei protagonisti del libro e parallelamente di tutto il popolo lituano, incapaci di portare rancore e serbare odio ma vogliosi di ricominciare daccapo e di godere delle libertà perdute. Un libro sì molto triste ma allo stesso ricco di speranza e di profonda umanità.Saluti
Voto: 3 / 5
marcella (15-12-2011)
bellissimo, una storia che fa riflettere,piangere e pensare,e lascia tanta amarezza.Quando si inizia a leggerlo non si lascia fino alla fine, uno dei libri piu' belli che abbia letto fino ad ora.
Voto: 5 / 5
breeze23 (15-12-2011)
Quando si leggono libri del genere, dove la storia dimenticata o mai approfondita ti si presenta davanti con la forza di un tornado, è difficile passare poi alla lettura di lavori che sai fin dall'inizio essere frutto di sola fantasia. Nella sua linearità e semplicità di scrittura "Avevano spento anche la luna" tocca nel profondo e lascia il segno. Da leggere. Da ricordare. Da passare ai nostri figli.
Voto: 5 / 5
Mary (13-12-2011)
Tra i tanti libri che ho letto nel 2011, è quello che mi ha più coinvolto. Bellissimo,indimenticabile!
Voto: 5 / 5
TATY (12-12-2011)
Bellissimo ed estremamente toccante!
Voto: 5 / 5
Valy (29-11-2011)
emozionante!potrebbe essere una bella idea regalo,lo consiglio vivamente
Voto: 5 / 5
Maila (28-11-2011)
si legge velocemente,e' intenso e commovente.Secondo me pero' e' stato incensato un po' troppo:se da un lato e' una preziosa testimonianza storica,dall'altro e' lungi dall'essere una grande prova letteraria(come affermano molte recensioni).Sicuramente,vista anche la semplicita' lessicale,e' un buon testo scolastico.
Voto: 3 / 5
Marisa (23-11-2011)
Bello, ma sono i libri che non si vorrebbero mai leggere poichè narrano di storia vera, in questo caso le atrocità staliniste.
Voto: 3 / 5
dani70 (21-11-2011)
Questo libro affascina per la semplicità con la quale viene narrata una parte di storia così drammatica. E' incredibile il coraggio dei protagonisti, la loro bontà e il loro altruismo in situazioni così estreme. Li ho ammirati, ho sofferto la fame ed il freddo insieme a loro. E che rabbia che si prova. Ci si pongono tante domande: come è potuto succedere? perchè tanta cattiveria? Bellissimo. Da leggere e da far leggere anche nelle scuole.
Voto: 5 / 5
Teresa (21-11-2011)
A pagina 47 già piangevo. Letto in due giorni, non potevo farne a meno. Nonostante la pesantezza degli argomenti trattati, la lettura scorre molto. Passaggi crudi e drammatici, raccontati dall'autrice con la giusta misura. Finale forse troppo frettoloso, se proprio si volesse trovare una pecca. Le vittime degli stermini devono valere tutte allo stesso modo, perché a quelle di questa "fazione" non si dedica la dovuta attenzione?!? Piccola polemica...
Voto: 5 / 5
oriana iro_76@yahoo.it (18-11-2011)
....non si può che apprezzare un testo del genere.........per tutto dalla forma (scorrevolessima, leggibilissima, leggera........) al contenuto (incredibilmente duro.......) bello bello e può essere letto anche dagli adolescenti che vogliono conoscere questo pezzo di storia
Voto: 5 / 5
stefania (17-11-2011)
Ci tengo a scrivere due righe perchè questo libro è stato uno dei pochissimi, se non l'unico, ad avermi fatto scendere le lacrime!!! e non in senso metaforico...... per chi è amante del genere è consigliatissimo.
Voto: 4 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 61

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