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Magris Claudio - Utopia e disincanto. Storie, speranze, illusioni del moderno | Il volume raccoglie un'ampia scelta della produzione saggistica di Magris tra il 1974 e il 1998. E' un itinerario che percorre territori ben conosciuti, ma attraversa anche zone nuove e inesplorate. I grandi scrittori hanno un ruolo centrale, ma ci sono anche libri di viaggio e d'avventura. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull'attualità, su problemi di rilevanza morale e politica, su situazioni quotidiane affrontate con passione e ironia.
Tino Cobianchi (02-05-2002) "Utopia e disincanto" è una corposa raccolta di articoli e saggi di Claudio Magris apparsi, tra il 1974 e il 1998, su giornali e riviste. Gli scritti si caratterizzano tutti per la lucidità e l'acutezza con cui affrontano i vari argomenti.
Un primo gruppo di articoli analizza l'attuale condizione umana e storica. Claudio Magris affronta temi che riguardano la svolta di fine millennio, il ruolo della letteratura, la figura dell'intellettuale, l'identità culturale e il libero arbitrio. In "DALL'ALTRA PARTE. CONSIDERAZIONI DI FRONTIERA" lo scrittore triestino si sofferma sul significato e sul senso della frontiera. Magris, dopo aver rilevato come la linea di confine è "duplice, ambigua; talora è un ponte per incontrare l'altro, talora una barriera per respingerlo", considera la frontiera come "una necessità, perché senza di essa non c'è identità". Un altro filone di interventi riguardano il profilo di personaggi e la riscoperta di libri dimenticati. In questa parte Magris rievoca la figura di Ninon de Lenclos, donna colta e fascinosa del secolo XVII, il grande naturalista Linneo e l'opera di uno scrivano del seicento. Nel saggio in cui Magris parla "Della dissimulazione onesta" di Torquato Accetto, libro dalla prosa "trasparente e insondabile come un'acqua limpida ma profonda", sono fatte alcune belle considerazioni sul mestiere dello scrittore ("ciò che distingue il vero scrittore, anche piccolo, è la coscienza di non essere autore o creatore, ma un causale contenitore o un attento verbalizzatore delle epifanie che gli vengono donate") e sull'uso della verità ("la dissimulazione onesta copre temporaneamente la verità per proteggerla dai fraintendimenti e dalle deformazioni, per impedire che essa si manifesti in modo inopportuno, rovesciandosi così nel falso"). Le figure di grandi scrittori e poeti hanno un ruolo di primo piano nel libro. Claudio Magris traccia, rievocando diverse circostanze, un profilo delle opere e della vita di Borges, Junger, Goethe, Hugo, T. Mann, Dostoevskij, Goncarov, Hesse, Broch, Andr Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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