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Camporesi Piero - Il pane selvaggio | L'autore intraprende una sorta di viaggio all'inferno attraverso l'immaginario dell'alimentazione, della fame, del corpo, della malattia nella società preindustriale: un museo degli orrori che ricostruisce sogni, allucinazioni, incubi di un'umanità miserabile e affamata.
Media Voto: 5 / 5Maurizio (06-03-2012) Una delle tante straordinarie ricerche sulla cultura materiale del medioevo e dell'eta' moderna del grande poligrafo forlivese: storico, filologo, antropologo, purtroppo scomparso. Autore di una trentina di volumi e di decine di curatele, saggi e articoli in massima parte dedicati all'alimentazione (e alla sua mancanza, la carestia) e ai fluidi della vita: latte, cioccolata, sangue. Questo volume e' antico - del 1980 - ma attualissimo e il taglio di Camporesi affascinante, con una tesi ben precisa che dimostra con una grande messe di citazioni estratta da testi delle epoche di riferimento: la societa' preindustrale si muoveva in uno stato di allucinazione continua, dovuta alla fame e alle endorfine che da essa scaturiscono, al consumo di erbe allucinogene e all'uso continuo dell'oppio, non solo in medicina, ma attraverso l'assunzione quotidiana. E' soprattutto la fame, la piu' grande malattia, al centro del testo. La fame che coivolgeva milioni di poveri e ne uccideva a migliaia e dissolveva - negli anni di massima crisi - i legami familiari e sociali. Ma bisogna leggerlo per avere un'idea dell'uomo e delle sue opere.
Utilissimi i numerosi riferimenti bibliografici posti, a pie' di pagina, come note al testo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
CORRADO cordefa@alice.it (28-03-2010) l'altra faccia della storia che ci hanno insegnato a scuola. La scrittura così straboccante di erudizione e di magia ti affascina a tal punto da stordirti. Un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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