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Magris Claudio - Un altro mare | Alle soglie della grande guerra, il giovane Enrico, grecista e filosofo, s'imbarca per il Sudamerica e va a fare il gaucho in Patagonia, sparisce nell'anonimato e nella solitudine. Tra la fuga in Patagonia e il ritorno al mare istriano, fra la caduta dell'impero e la tragedia della seconda guerra mondiale e del comunismo, tra i grandi spazi d'oltreoceamno e il caparbio ritiro immobile su uno scoglio dell'Adriatico, l'esistenza di Enrico, ricca di avventure, amori e vicissitudini, si consuma interiorimente in un'ansia di perfezione che la conduce al nulla, si brucia per troppa luce e si chiude in un acre e nostalgico diniego, sul grande sfondo del mare, del suo incanto e del suo vuoto.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5simonetta (09-06-2011) struggente. storia vera che forse solo in friuli venezia giulia si riesce a comprendere (oltre che a capire) fino in fondo. più propriamente a gorizia e a trieste, città di confine geografico, culturale, intellettuale. la commistione delle tre, la loro coesistenza, sono divinamente raccontate da claudio magris con il suo linguaggio genialmente semplice. trafigge senza lasciar scampo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Max il_lago_di_lugano@yahoo.it (14-09-2006) forte è l' aurea michelstaedteriana intorno al romanzo, che si rivela così una valida ed estetica via per avventurarsi in quel momento particolare della civiltà europea, e per respirare l' atmosfera che promanava il giovane filosofo goriziano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sm (21-02-2006) Secondo me, questo libro non ha capo nè coda. Non sono stata in grado nemmeno di finirlo... Sono argentina e la storia di Enrico nelle "pampas argentinas" mi aveva certamente attirata ma, veramente, non ho trovato un filo conduttore. Bel linguaggio, comunque, ma ciononostante, non vale la pena pur essendo un libro corto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
piero (18-10-2005) Tanto di cappello a Magris che usa la lingua italiana come una casalinga la scopa. L'impossibilità di raggiungere la persuasione, l'ineluttabilità del tempo, la solitudine e l'ombra di Michelstaedter rendono questo romanzo fantastico. Finale straordinario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (01-08-2005) Linguaggio aulico e contenuto abulico, si vede che Magris sa scrivere ma stavolta stanca un po.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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