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Potok Chaim - Il dono di Asher Lev | Asher Lev è un ebreo osservante che, a dispetto delle circostanze più avverse, è diventato un pittore di fama internazionale. Quando muore un amato zio, deve intraprendere il viaggio di ritorno con la moglie e i due bambini da Parigi a New York. Asher Lev sente che "qualcosa di strano sta accadendo a Brooklyn... una vaga sensazione di venire risucchiato" e quasi subito deve fronteggiare lo sdegno e l'animosità che le sue opere suscitano nell'ambiente d'origine e le difficoltà che causano alla propria famiglia. Dolorosamente, si ritrova al centro dei conflitto tra la cultura in cui è nato e la cultura che ha forgiato per se stesso e che vent'anni prima l'aveva spinto all'esilio.
Media Voto: 4.33 / 5M. T. (08-02-2009) Leggere la storia della vita di Asher Lev, che si completa con questo secondo romanzo, è entrare nel cuore dell'ebraismo, nella lotta tra modernità e tradizione, è leggere suoni colori emozioni scolpiti con maestria. Un belllissimo libro che sveglia l'anima a chi si immerge in esso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulio Rutigliano giuruti@libero.it (27-02-2007) Dopo "il mio nome è Asher Lev" questo libro appare forzato, esplicativo,con il vago sentore dell'inizio di una saga familiare (vago sentore dei Buddenbrook)dove alcune figure del precedente libro sbiadiscono per consentire la messa a fuoco di personaggi "politici" (il Rebbe ed il padre dell'A.) che fanno perdere al racconto l'atmosfera della mistica ebraica per il passaggio in un'altra più tesa alla conquista del potere, come omologazione della sopravvivenza del chassidismo ladover ebraico che riesce ad entrare nella knesset israeliana.Secondo il mio parere questo dono di Asher Lev è meno ispirato del precedente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gabriele (31-05-2004) Ne ho letto come del secondo libro da portare su un'isola deserta dopo la Bibbia. Valutazione esagerata, ma questo primo libro di Potok che leggo mi ha affascinato. E' la lota tra il bene ed il male che si guardano negli occhi. E' la diversità che viene letta come colpa da chi guarda da lontano. E' l'accettazione di un possibile disegno di Dio. Possibile, non certo, quindi pieno di fede. Qui si tratta di ambiente ebreo, osservante. Così intriso di tradizione antica e di drammi recenti. Si cerca di spiegare i drammi recenti con la Tradizione antica. Saggezza e contemporaneità qui rappresentata dalla pittura moderna che viene considerata blasfema dagli ortodossi ottusi o venali.
Un libro forse con qualche pagina di troppo, ma che sprigiona un senso del religioso profondo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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