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Simone Raffaele - Il paese del pressappoco. Illazioni sull'Italia che non va | Con un linguaggio ironico e spregiudicato, e pescando in una fitta raccolta di fatti, opinioni, testi di epoche diverse, "Il paese del pressappoco" si chiede se l'opinione diffusa da secoli secondo la quale l'Italia è un paese ricco di meraviglie ma totalmente inefficiente e culla dell'approssimazione, sia solo uno spiritoso stereotipo o abbia radici profonde nella nostra mentalità. Confrontando il nostro con altri paesi prossimi e remoti, l'autore ricostruisce caparbiamente le origini storiche e culturali del "Mal d'Italia" - quello per cui anche quando il paese sembra progredire, in realtà sta regredendo -, ne descrive i molti sintomi e le metastasi e suggerisce che guarirne davvero non è affatto impresa da poco.
Media Voto: 3.66 / 5sergio oliveri (10-05-2008) Che gli italiani abbiano difetti, come lo scarso senso civico o l’educazione spesso approssimativa, lo si sostiene da tempo, e a ragione. Ma farne un libro di oltre duecento pagine, rimasticando ripetitivamente più o meno gli stessi concetti attraverso ben 35 capitoletti in forma simil-epistolare non è forse la migliore delle idee: si finisce per abbandonare la lettura per sfinimento dopo la prima dozzina. Del resto l’analisi va appena al di là del luogo comune (del resto il sottotitolo parla di “illazioni”) e il tentativo di indicare vie di soluzione neanche accennato: insomma si ha la sensazione di star ascoltando un esercizio di masochismo, oltretutto redatto in un ampolloso stile auto-compiaciuto. Una buona idea sciupata. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giorgio ghard@libero.it (14-06-2007) Specchiamoci o non specchiamoci in questo libro, Simone dice mille verita'. Io lo proporrei come libro di testo nelle scuole e al tempo stesso come linee guida per il futuro governo dell'Italia "citta' del sole"... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Corrado Spataro corrado.spataro@libero.it (11-04-2007) Sinceramente l'ho letto con molta attenzione, cercando di ravvisare il punto di vista dell'autore che ho condiviso quasi sempre. Ne esce un'Italia incompiuta, immatura, arretrata anche se eccelle in qualche campo (no, non sto parlando di "CALCIO"). Nella sua drammaticità il libro mi è piaciuto. Perchè non ho dato il massimo? Perchè voglio pensare e credere (diciamo illudermi) che l'Italia non è così maldestra e opportunista... almeno voglio crederci. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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