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Furini Luigi - Volevo solo vendere la pizza. Le disavventure di un piccolo imprenditore | Dove è più facile aprire un'impresa? In un paese dove si possono fare affari con relativa semplicità. Nella classifica della Banca Mondiale, l'Italia è all'820° posto, dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore. Segue i corsi di primo soccorso, quello antincendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le "lavoratrici gestanti" dei rischi che corrono - ma solo quelle "di età superiore ad anni 15". E poi c'è l'Asl con tutti i regolamenti sull'igiene e l'obbligo di installare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida vogliono fare una statistica?). C'è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un'infinità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre finalmente l'attività: un piccolo negozio di pizza d'asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti "lavoratori" e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega. L'eccessiva rigidità nei rapporti di lavoro porta a un eccesso di flessibilità? Le leggi troppo restrittive spingono inevitabilmente verso l'economia sommersa e il lavoro nero? Sono i temi di discussione in questi mesi caldi, mentre si parla di riforma della Legge Biagi. Quello di Gigi Furini non è un trattato di economia del lavoro. È il resoconto di due anni impossibili...
Media Voto: 3.5 / 5marina (10-10-2011) spietaamente comico, maledettamente vero... bravo furini! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lidia gogolis@alice.it (18-07-2010) Il problema di questo libro è l'autore. Non perchè scriva male, anzi. Il problema è che una storia del genere è credibile e veridica se "viene dal basso", ma l'autore non è certo uno del ceto medio-basso, anzi, era già giornalista prima di decidere di vendere pizza, ha ottenuto un prestito di 100.000 euro passando un trafila bancaria tutto sommato "normale", investiva in titoli. Insomma, non certo un poveraccio che tenta di campare la famiglia con una pizzeria. C'era tutto un altro mondo in ballo, non la sopravvivenza familiare, ma la quotazione in borsa. Divertentissima la prima parte, soprattutto quando il nostro è alle prese con i corsi tenuti dal "professore", ma infarcita di luoghi comuni da comunista da salotto la seconda. In complesso una lettura che non riesce ad arrivare al nocciolo della questione, cioè gli errori del sistema italiano, ma vi si libra sopra mettendo al massimo a segno un paio di descrizioni comiche ma senza ironia.
Avevo dato tre pallini, ma li porto a due. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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