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Ford Jamie - Il gusto proibito dello zenzero | Seattle. Nella cantina dell'hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant'anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l'ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L'America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l'odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l'aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All'inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, il loro legame si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l'ordine del governo è chiaro: i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, agli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto. Siamo nel 1986 e Henry, seduto su un volo per New York, stringe tra le braccia una preziosissima copia in 78 giri di Oscar Holden. Nonostante sia stato uno dei più grandi jazzisti americani, trovare una registrazione di Holden è quasi impossibile, a meno di frugare tra le masserizie custodite nello scantinato dell'hotel Panama di Seattle. Un vero scrigno pieno di tesori: album fotografici, lettere, disegni, uniformi e oggetti tradizionali, ma anche l'ultimo baluardo di un quartiere e di una cultura completamente cancellati. Nihonmachi fino al 1945 è stato il quartiere giapponese di Seattle. Popolato da una folta comunità di americani di origine nipponica, il quartiere era stato smantellato lentamente negli anni successivi a Pearl Harbor, mentre i suoi abitanti venivano prima isolati e poi letteralmente deportati in veri e propri campi di lavoro. Era stato per volontà del Presidente Roosevelt, nel febbraio 1942, che l'America aveva deciso di internare in dieci campi disseminati in tutto il territorio, circa 120.000 cittadini di origine nipponica, per la maggior parte di seconda generazione. Proprio in uno di questi campi, a Minidoka, si compie il destino dei due giovani protagonisti di questa storia. Henry è un dodicenne di origine cinese. Suo padre, un nazionalista convinto, decide di far studiare suo figlio in una scuola americana, dove può assorbire i valori della grande nazione che lo ospita, ma dove, allo stesso modo, conosce la discriminazione e l'odio dei suoi compagni bianchi. Solo negli occhi a mandorla di Keiko riesce a riconoscersi, anche se lei non è cinese ma giapponese e anche se nel giro di pochi anni lei diventerà un nemico per il popolo americano. Alla lenta conquista della libertà di Henry, che si emancipa dall'autoritarismo di suo padre assaporando gli a solo jazz dei suoi cantanti preferiti, si contrappone l'altrettanto inesorabile scomparsa di Keiko e della sua comunità. Prima viene chiuso il giornale nipponico di Nihonmachi, l'Hokubei Jiji, poi la polizia entra nelle case per portar via le radio e le macchine fotografiche, infine sono gli uomini a sparire, accusati sempre più spesso di sabotaggio. Un intero quartiere viene smantellato e sostituito, 6000 persone vengono rinchiuse a Minidoka, mentre la seconda guerra mondiale vede succedersi le incursioni aeree nel Pacifico, culminanti con il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Nel mezzo del conflitto che incendia le nazioni, i due giovani americani dagli occhi a mandorla si baciano attraverso un muro di filo spinato. Mentre stringe Keiko, Henry non sente gli spuntoni del fil di ferro e la pioggia gelata che lo bagna, sa soltanto che aldilà di quella rete c'è la donna che ama e che è riuscito a ritrovare viaggiando per molte miglia. Un romanzo epico, una storia d'amore struggente e intensa, ma anche il racconto di uno dei periodi più bui e sconosciuti della storia americana.
Recensioni 1 - 20 di 71 recensioni presenti. Media Voto: 4.22 / 5Mixy (31-01-2012) Libro delizioso e molto scorrevole. Affronta peraltro un argomento di cui si è parlato poco o niente (confesso che ne sapevo ben poco...). Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lalla (19-12-2011) Un libro scorrevolissimo. L'ambientazione storica è descritta in modo molto dettagliato che ci fa tornare indietro nel tempo. Grazie a questo libro ho scoperto un tema poco trattato come l'internamento dei nippoamericani durante la seconda guerra mondiale, confesso che non ne avevo mai sentito parlare prima. Fa riflettere.
Lo consiglio vivamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lu (02-12-2011) Una vera delusione... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Icaya (01-12-2011) Libro delicato e molto appassionate.Storia realistica senza sentimentalismi e lacrime.
Scritto molto bene, lo consiglio vivamente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MARA REGONASCHI (03-11-2011) E' la delicata, struggente amicizia amorosa di due giovani ragazzi, divisi dalla guerra, dalla razza e dalle tradizioni familiari, che non si dimenticheranno mai l'uno dell'altro, pur percorrendo, non a fatica, la loro strada, la loro vita, virata verso nuove passioni e necessità. Ma in fondo al cuore rimane il loro tenero ricordo, affrancato dalla possibilità in tarda età di riconoscersi, possibilità favorita questa volta dalla famiglia, più aperta e disponibile anche se Henry l'aveva imparato tanto tempo prima.... la famiglia non ha niente a che vedere con la perfezione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
nuccio (10-10-2011) Ho finito il libro in due giorni molto bello una storia dolce di quelle che ti fanno pensare anche quando hai finito e lo posi nella libreria. Ma la cosa che mi ha fatto riflettere è stata la deportazione, l'accanimento del popolo americano contro i nipponici, quasi dei nazisti?......Un libro decisamente consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ely958 (04-09-2011) Veramente un bel romanzo,se in America ha avuto dodici ristampe nel primo anno di uscita una ragione ci sara'. Lo consiglio vivamente e sfido chiunque a non commuoversi nel finale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudia (31-08-2011) Libro ben scritto ed interessante anche dal punto di vista storico,con bellissime atmosfere , amore , amicizia sincera con una trama mista di fantasia e realta'. Lo consiglio vivamente , a me è veramente rimasto nel cuore .... e magari, perchè no , anche da regalare ad una persona x voi davvero speciale !!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Raffaella (29-07-2011) Il libro è molto piacevole da leggere, mi sono immersa nei sentimenti dei due protagonisti calandomi nelle rispettive realtà. Colmo di emozioni profonde che riescono ad avvolgerti e a trascinarti in una lettura piacevole e ricca di sensazioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mik_94 (25-07-2011) Questo è un libro che,avendo adisposizione un trama romantica e originale, aveva davvero delle ottime potenzialità. Purtroppo io ho trovato la scrittura dell'autore piatta e monotona e,quindi,man mano che procedevo con la lettura ho visto svanire davanti ai miei occhi la speranza di leggere qualcosa di nuovo e di emozionante.
Finale carico di speranza, seppur poco realistico e eccessivamente forzato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sara.froli (15-07-2011) romanzo bellissimo pieno di emozioni.. soprattutto verso la fine non riesci a staccartene porteresti il libro ovunque.. scritto in maniera perfetta riesce ad esprimere i sentimenti in maniera toccante .. il tempo e lo spazio non sono sufficienti a cancellare il primo vero amore...MERAVIGLIOSO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valeria (30-06-2011) libro interessante, soprattutto per l'argomento trattato....scritto in maniera semplice e piacevole, i salti nel tempo rendono più alta l'attenzione....da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
moreno (27-06-2011) buon libro. Trama un po' scontata ma piacevole e a volte toccante. La scrittrice ha preferito la trama ai particolari e a mio avviso non ha sbagliato. Sarebbe stato difficile approndire il dramma giapponese in poche pagine. Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mario (01-06-2011) Un romanzo d'esordio veramente bello con una scrittura pulita. Secondo me il pregio maggiore è la dimostrazione che si può scrivere una storia piacevole e intrigante senza inserire per forza descrizioni truculente, eccessivi pietismi o ricorrendo al sesso per tenere desta l'attenzione. Indubbiamente gli eventi storici quasi sconosciuti, descritti nel libro, hanno reso ancora piu' interessante il romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ramona (26-04-2011) Carino. Ho faticato ad arrivare alla fine, me lo sono dovuta imporre ma ammetto che è scritto bene. Sarebbe stato bello se l'autore avesse parlato più delle due culture dei due personaggi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cinzia (16-03-2011) 5 e lode, vale davvero la pena leggerlo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sophie (13-03-2011) semplicemente bellissimo , lettura scorrevole e fluida nonostante i salti temporali, ottima lettura , consigliatissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carmela marino mannarino (13-03-2011) Così è possibile che di un intero capitolo di storia tutto deve restare ignoto, e tutto così si sottrae alla conoscenza e al ricordo. Questo libro colma una lacuna e fa sì che tutto ci venga trasmesso ora in forma dettagliata quasi parola per parola, quasi a erigere un santuario a memoria. Certamente un libro utile, immerso in un'atmosfera particolarmente persuasiva, che funziona perché dà vita a un meraviglioso romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
laura (27-02-2011) MERAVIGLIOSO!!!!Mi associo a coloro che non conoscevano questo pezzo di storia riguardante la deportazione dei giapponesi.. Posso mettere questo libro nella lista dei miei libri preferiti!Complimenti a Jamie Ford! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maupes (17-01-2011) Ogni popolo ha i suoi scheletri nell'armadio. Gli USA non fanno eccezione riguardo un periodo per molto tempo dimenticato e persino escluso dai libri di storia e che è venuto alla luce di recente, anche per merito di questo romanzo d'esordio di Jamie Ford. La storia di Henry e Keiko, entrambi nati a Seattle qualche anno prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, americani per cultura e nazionalità, ma lui cinese e lei giapponese di origine, è dolce e romantica, dolorosa e sofferta, per causa di una guerra e rancori secolari fra popoli in lotta perenne fra loro e divisi persino nei confronti degli Stati Uniti. La deportazione di massa dei giapponesi nei campi di lavoro all'interno dapprima frena poi interrompe l'idillio fra i due ragazzi, che erano accumunati da sentimenti e sogni simili, come la passione per il disegno ed il jazz. Il racconto è sviluppato in parallelo, saltellando fra quei giorni ed un presente ambientato negli anni 80, con Henry ormai anziano e vedovo della donna che aveva sostituito infine Keiko nel suo cuore spezzato, quando le lettere fra loro si erano diradate ed infine erano cessate del tutto. La notizia di un ritrovamente nell'hotel Panama, ultimo residuo di quel tempo a Nihonmachi, risveglia in lui la nostalgia per Keiko. Suo figlio Marty e la sua prossima sposa Samantha lo aiuteranno a fare giustizia, pur con molto ritardo, ad una memoria storica ed una vicenda che meritavano una degna conclusione. Difficile non commuoversi nelle ultime pagine di questo mirabile romanzo d'ambiente, storico e di semplici ma basilari sentimenti umani, senza cedimenti a sdolcinature fini a se stesse. Una storia che parla di difficili rapporti generazionali fra padri e figli, di arroganza, di errori di prevenzione e cause superiori, di odio razziale, che rievoca eventi da non dimenticare attraverso gli occhi ed il cuore di due ragazzi che vorrebbero voltare pagina e chiudere definitivamente conflitti fondati sui preconcetti e sull'intolleranza. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 71
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