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Barry Brunonia - La ragazza che rubava le stelle | È notte e il silenzio avvolge la baia di Salem. Zee Finch è ferma sul molo e fissa il mare. Il tempo pare essersi fermato. Aveva tredici anni e la notte usciva di nascosto in mare aperto su barche rubate, ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. Eppure, un giorno, aveva perso quella rotta, e aveva giurato a sé stessa di non percorrerla più. Perché quel giorno sua madre si era suicidata, all'improvviso. Zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli studi in psicologia. Sono passati quindici anni da allora. Ma adesso è venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. Il suicidio di Lilly Braedon, una delle pazienti più difficili di Zee, che ora fa la psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. Le analogie fra il caso della donna e quello della madre sono troppe. Zee è sconvolta, ma non ha altra scelta: l'unico modo per fare luce sulla morte di Lilly è capire la verità sul suo passato irrisolto. Zee non si può fidare di nessuno. Forse nemmeno di suo padre, ormai un uomo vecchio e malato. Non le resta che fare affidamento su se stessa, rimettere tutto in discussione. Ma deve fare in fretta. Perché una nuova spirale di violenza rischia di rendere ogni sforzo vano. La verità corre su un'unica strada, che Zee ha dimenticato per troppo tempo ma che, se troverà il coraggio di ripercorrerla, la porterà a casa. Qui potrà finalmente realizzarsi il destino che le spetta. Riportiamo l’intervista all’autrice curata dalla redazione di Wuz.it
Salem. Salem è sempre lo sfondo dei suoi romanzi. Perché? La sua rappresentazione di Salem ha, ogni tanto, qualcosa di addirittura grottesco: sembra quasi una Disneyland in salsa di streghe. Mi domando che cosa ci sia negli americani che li porti a svilire la loro storia - e una storia tragica come è quella delle streghe di Salem - in questa maniera.
Amo Salem, ci abito, per me è naturale sceglierla come ambientazione per i miei romanzi. Ha ragione per quello che dice riguardo alla faccenda delle streghe: c’è un certo movimento, ora, per ridare la giusta importanza ai fatti storici. È una storia così importante, c’è gente che viene da tutte le parti per visitare Salem e i luoghi dei processi, e allora tutto diventa un mercato. Alcune cose - il museo delle streghe, parecchie rappresentazioni sceniche- sono fatte molto bene, e poi c’è questo Disneyland - come l’ha chiamato lei. Per Halloween abbiamo avuto 300.000 visitatori che sono venuti apposta a Salem. La gente fa soldi sulla faccenda delle streghe e nessuno vuole rinunciarci. Ma c’è una lotta contro questo aspetto affaristico, adesso: non dovrebbe essere così, ma intanto…si sa come va il mondo…
Vecchie e nuove storie: l’amore omosessuale tra Finch e Melville serve per creare un legame con la relazione tra gli scrittori Hawthorne e Melville? Come per dire che non c’è niente di nuovo sotto il sole?
In parte sì, in parte era per contrastare il legame lesbico più moderno delle due donne. Volevo evidenziare quanto fossero cambiate le cose, come fosse cambiato anche il sistema legale: quando Finch iniziò la sua relazione, era quasi d’obbligo tenerla segreta. Per quello che riguarda Hawthorne e Melville, non credo che tra di loro ci fosse un amore omosessuale, anche se ci sono delle biografie che lo suggeriscono. In particolare ci sono delle lettere di Melville che lo farebbero pensare. Bisogna dire, però, che ai loro tempi, l’amicizia affettuosa tra uomini era più comune - ai nostri giorni lo considereremmo un legame di tipo sessuale.
E per quale motivo inserire la storia dentro la storia, il romanzo non finito scritto da Maureen sulla moglie infelice che cerca il suo innamorato?
Nel porto di Salem c’è la nave di cui parlo nel romanzo ed è una cosa di cui tutti sono molto orgogliosi, a Salem. La storia di Maureen è quella del grande amore che lei non ha trovato nella vita. Volevo distruggere la fantasia femminile che proietta in un uomo la sua immaginazione dell’uomo-principe azzurro, la fantasia del grande amore che non trova riscontro nella realtà, che è anche molto pericoloso. Perché non si vede la persona come questa è veramente e alla fine non si può non restare delusi. Maureen sposa l’uomo sbagliato e poi incontra un altro uomo e proietta di nuovo i suoi sentimenti su di lui. Ma Maureen non è una brava scrittrice: non finisce la sua storia, non sa come farla finire. Non trova la fine perché sopravvaluta la ricerca dell’amore.
La lettura delle stelle qui e la lettura dei pizzi ne La lettrice bugiarda: sembrano due fili conduttori simili e invece sono diversi. La lettura dei pizzi cerca di vedere nel futuro, la lettura delle stelle cerca la direzione del proprio corso, una metafora per la necessità di seguire un fine nella vita. Sono entrambe due tematiche molto singolari per uno sfondo narrativo…
All’inizio non avevo idea che avrei inserito la lettura delle stelle nel libro. Poi è successo, perché cercavo un’immagine di fondo: naturalmente la lettura delle stelle è diventata una metafora. Il contrasto tra la lettura delle stelle e la lettura del pizzo non è stato intenzionale, ma tra le due letture c’è qualcosa in comune: ci sono spazi bui tra le stelle e ci sono spazi vuoti tra i fili del pizzo. Entrambi questi spazi ‘vuoti’ rappresentano quello che è nascosto e in entrambi i libri c’è molto che è nascosto.
Ritroviamo in questo romanzo allusioni a personaggi de La lettrice bugiarda, nonché a Yellow Dog Island e alla lettura dei pizzi: allusioni per ricordare al lettore il romanzo precedente?
Sì, se si è lettori appassionati, è piacevoli rincontrare i personaggi dei romanzi precedenti. Io volevo mostrare qualche personaggio ancora vivo dopo dieci anni. Volevo mostrare Salem dieci anni dopo: forse oggi Salem è un po’ meno Disneyland di dieci anni fa. Entrambi i romanzi sono ambientati nel presente ma più o meno a dieci anni di distanza: ecco, mi pare che ci sia stata, in questi anni, una riscoperta dell’architettura e della storia di Salem.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.28 / 5Flavia (24-05-2011) Mi è molto difficile esprimere un voto su questo romanzo, dopo la lettura de "la lettrice bugiarda" sono partita piena di speranze, ho letto che questo libro era anche meglio e così, forse mi sono fatta troppe aspettative.
Le prime 100 pagine sono uno strazio, noiosissime, ma mi sono convinta a continuarlo ed ho fatto bene.
Propio dopo un centinaio di pagine, con il racconto della madre di Zee il romanzo si riprende e diventa fantastico.
Le pagine successive sono da pieni voti, peccato veramente per le prime. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cremo (01-03-2011) Dunque, leggendo la descrizione del libro sembra ci siano chissà quali misteri da scoprire , è stato proprio questo che mi ha spinto a leggere il libro, pur sapendo che non è il mio genere, la descrizione della trama mi aveva fatto pensare ad una buona componente di colpi di scena e qualche brivido . Penso che questa descrizione non rispecchia molto il libro, o meglio, nulla tranne una ventina di pagine.
Per il resto un libro che comunque leggi fino alla fine , e considerando che non è il mio genere, un voto in più proprio perchè non ti annoia al punto di pensare di smettere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ILARIA (19-02-2011) Brunonia Barry ha scritto un libreo vermante insolito innovativo e piacevole,ipnotico che mi ha conquistato ed era la Lettrice bugiarda..........
Questa sua seconda opera non ha nemmeno uno degli ingrdienti che avevano fatto precedentemente breccia .
Si legge si,ma la qualita' del romanzo e' veramente minima un harmony un po' piu' pretenzioso Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ilydily (15-02-2011) Ho amato tantissimo La lettrice bugiarda, ma non posso dire altrettanto di questo. Non è un brutto libro, nel complesso piacevole, direi di compagnia ma non mi ha mai veramente coinvolta o intrigata. A tratti persino un po' noioso e quasi ripetitivo.Niente di eccezionale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
camilla (12-02-2011) Bello, i personaggi sono coinvolgenti, buona e misteriosa la trama con finalone a sorpresa, lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elisa (10-02-2011) Nonostante sia stata una storia abbastanza singolare, e nonostante alcuni colpi di scena curiosi, non mi sento di dare un voto più alto. Io l'ho trovato parecchio ripetititivo e a parer mio se invece si svisceravano alcuni passaggi piuttosto di altri sarebbe stata una storia molto più avvincente. Sufficiente cmq nel contesto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giulia (14-01-2011) Un libro davvero interessante,con un finale veramente imprevedibile...che altro dire....lo consiglio...e...5*! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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