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Roth Henry - Chiamalo sonno | Il "caso Henry Roth" è forse l'unico nella letteratura del Novecento. Nel 1934 "Chiamalo sonno", opera prima di uno sconosciuto newyorkese di ventotto anni, fu salutato dalla critica come un capolavoro. Poi l'oblio. Roth si ritirò nel Maine ad allevare anatre, e per decenni il suo silenzio è stato interrotto solo da qualche raro racconto. Nel 1960 alcuni critici influenti promossero la ristampa del suo romanzo e rapidamente, nel giro di pochissimi anni, "Chiamalo sonno" ha superato i due milioni di copie e oggi è considerato unanimamente un classico, uno dei massimi risultati della letteratura del secolo, non solo statunitense.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.77 / 5Umberto Mottola mottolau.buggiano@gmail.com (08-10-2011) Ottimo romanzo, che mi ha fatto rivivere emozioni di quand'ero bambino. Henry Roth ha una straordinaria capacità di calarsi nel mondo infantile del piccolo David. Il punto di vista narrativo è sempre riferito a David, è come se lo scrittore fosse sempre lì ad un metro accanto a lui. L'autore ci mostra che la famiglia non è sempre un rifugio sicuro, anzi, può essere la causa di angosce e paure gigantesche. La madre e il padre del piccolo protagonista sono rappresentati magistralmente, così come i personaggi secondari. Basti pensare all'irascibile rabbino che insegna a colpi di bacchetta. In tutta la narrazione c'è una grande cura dei dettagli. Henry Roth si destreggia con grande equilibrio tra descrizione, azione e dialoghi. David "voleva essere come gli altri ragazzi della strada. Voleva essere in grado di dire dove lavorava suo padre." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberta (28-02-2011) Purtroppo devo andare controcorrente, su questo racconto salutato dalla critica come un capolavoro. Ho apprezzato solo la descrizione della New York di inizio Novecento, vista con gli occhi di Davide, bambino ebreo e il personaggio della mamma di David, donna forte e tenace. Probabilmente, pensavo di leggere un racconto alla Isaac Singer, ma cosi non e' stato. Troppi dialoghi che non ho compreso pienamente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
IG (11-09-2009) Uno dei più bei libri della letteratura mondiale (del '900 e non solo). Nella clasifica delle mie letture preferite è posizionato al secondo posto (attualmente) dopo I Buddenbrook di Mann. Letto alcuni anni fa ma indimenticabile, adesso sto leggendo la sua quadrilogia "Alla mercé di una brutale corrente" dove non raggiunge la forza del primo (le opere giovanili sono spesso le migliori) ma per varietà e inventiva stilistica la consiglio a chi ha amato Chiamalo sonno. Pagine da leggere e rileggere, poesia del quotidiano, come le nature morte di Morandi. P.S. Concordo su "Tempo di uccidere" di Flaiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patroclo (07-01-2009) questo é un libro di cui si capisce che sia un classico, e si capisce perché.
la prima parte solidamente realista é fulminante, la seconda piú misticheggiante effettivamente soffre un pó - ricordiamoci che Roth era appena 26enne quando scrisse il libro.
rimane comunque un romanzo importante (e bello), al di lá di sperimentalismi alla Joyce che letti oggi possono apparire anche un pó ingenui. i personaggi di David, della madre e del padre sono di quelli che non si dimenticano Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GB gprbzz@alice.it (18-09-2008) un bel tomo ha scritto sul risvolto di copertina che il volume in questione è (riporto fedelmente) "oggi unanimemente considerato un classico, uno dei massimi risultati della letteratura del secolo, non solo statunitense". io capisco, si deve pur vendere...! ma permettetemi di osservare che senz'altro denunzierei l'incauto estensore di questo commento per spaccio di notizie stupefacenti. Io più che alla pagina 77 non sono riuscito ad arrivare... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gaia (27-11-2007) Concordo con Fabio: uno dei libri più belli che abbia letto insieme a Tempo di uccidere, Il maestro e Margherita, Il diavolo in corpo ed altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio (28-08-2007) Ritengo sia il libro più bello da me letto ( e ne ho letti molti !). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angela (03-05-2007) ho cercato il valore letterario di questo romanzo che non riusciva a coinvolgermi in nessun modo. poi ieri, dopo molti ripensamenti, ho deciso di esercitare il terzo diritto inalienabile del lettore e l'ho abbandonato a metà. non so: troppo carico, troppo accesi i dialoghi, troppi punti esclamativi, troppo assoluti i personaggi. insomma, non mi piaceva proprio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
stefania (10-02-2007)
L'ho letto in un soffio. La lettura della realtà attraverso gli occhi di David bambino è sentire come quando si era bambini; un mondo precluso agli adulti che hanno dimenticato la propria infanzia. Ecco per me questo libro è stato tornare a vivere con gli occhi della mia infanzia. Leggerlo è stato bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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