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Scerbanenco Giorgio - Racconti neri | A parere unanime Giorgio Scerbanenco è considerato il capostipite del noir all'italiana. Prima di lui il genere in pratica non esisteva, e da anni è il modello per molti scrittori italiani di questo genere. Il volume raccoglie una trentina tra i migliori racconti di Scerbanenco, scritti tra il 1959 e la morte, avvenuta nel 1969. "Storie - scrive Carlo Lucarelli -, storie vere ed eccezionali anche se minime, racconti di poche righe ma che per densità potrebbero essere le righe centrali di un romanzo di centinaia di pagine. Storie da raccontare, come va fatto senza tante scuse."
Media Voto: 4 / 5Grazia G. (19-09-2006) Come si fa a definire grandissimo un autore che inframmezza errori su errori non lo capisco davvero. Leggendo alcuni usi di termini e verbi dapprima mi veniva il dubbio che fossero un po' desueti, ma poi riflettendo bene mi rendevo conto che c'era qualcosa di sbagliato: se un verbo deve reggere una preposizione non ne può improvvisamente reggere un'altra.
E poi quelle frasi infinite senza punteggiatura, che oltre a farti perdere il fiato ti fanno anche perdere il filo, tantochè devi rileggere il capoverso più e più volte, ti sfiniscono...
Non ho capito da dove è venuta l'idea all'Editor di definirli "Racconti neri", dato che molti sono al massimo "grigi" ed alcuni assolutamente "rosa", infatti all'inizio sono stati pubblicati su settimanali femminili.
Alcune storie sono proprio brutte, altre, troppo poche, piacciono, sia per la trama o per come finiscono e non si può non dire che l'autore abbia capacità poetiche notevoli, ma le storie d'amore sanno d'antico: molto tempo fa le cose andavano così, adesso quei tremiti e pensieri da cui nascono i sentimenti fanno quasi ridere. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
superga (19-06-2006) Racconti a trecentosessanta gradi con uno stile semplice, coinciso e malinconico.
Storie di un'italia dimenticata dal progresso in cui viviamo allontanandoci dalle nostre radici popolari descritte da uno dei pochi scrittori pop dell'epoca: Scerbanenco, che con le sue parole riusciva a descrivere tutte le classi sociali penetrando approfonditamente nell'animo umano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
riccardo (18-05-2006) scerbanenco non racconta storie, racconta le persone Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni M. (07-01-2006) Una conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il genere preferito da Scerbanenco è... il genere umano. Personaggi a tre dimensioni che pulsano sulla pagina scritta. Per ogni cosa, ogni sentimento, l'autore ha una parola. Il segno del Maestro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angelo Nardoianni nardo64@interfree.it (03-08-2005) Consiglio questo libro a tutti coloro che amano la grande letteratura, le storie accattivanti, i personaggi ben disegnati che il lettore non dimentica più.Raccomando poi questo libro a chi ama la bella scrittura,il ritmo narrativo incalzante,la prosa avvolgente e lucida.Con questi racconti il grande Scerbanenco ci accompagna nella società italiana del boom economico e ci narra storie torbide,con personaggi spietati e al tempo stesso fragili nei quali, nonostante gli strazi e il degrado, emerge sempre una parvenza di umanità.Da sottolineare poi l'iniziativa della Garzanti che ha ristampato le opere di Scerbanenco permettendoci di conoscere e apprezzare questo genio del noir,fonte di ispirazione per i vari Lucarelli,De Cataldo,Faletti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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