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Gadda Carlo E. - Quer pasticciaccio brutto de via Merulana | Roma durante il fascismo. Il commissario di polizia don Ciccio Ingravallo è incaricato di svolgere un'inchiesta su un furto di gioielli avvenuto al 219 di via Merulana, una via popolare nel cuore di un vecchio quartiere. Nella casa abitano due amici del commissario: i coniugi Balducci, dai quali è solito andare a pranzo nei giorni festivi. Per lo scapolo don Ciccio Liliana Balducci è l'incarnazione della dolcezza e della purezza femminile. Un mattino, Liliana viene selvaggiamente assassinata nel suo appartamento: il furto dei gioielli e l'assassinio sono opera di una stessa persona? Da questi episodi prende il via il romanzo gaddiano, che, apparso in "Letteratura" nell'immediato dopoguerra, fu scritto a Firenze nel ricordo di un lontano soggiorno nella capitale (1926-27). Basandosi su un reale fatto di sangue, Gadda costruisce un intrigo poliziesco che gioca su un duplice registro: può essere letto, infatti, come eco del mondo e come bricolage letterario.
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 3.48 / 5Maria (02-09-2011) Difficile. Affascinante e sorprendente l'abilità di Gadda, ma forse un tantino spinta oltre. Sarò banale, ma avrei preferito una parte finale meno spiazzante e continua. Tre punti su cinque credo comunque siano dovuti. E mi chiedo perchè tanti giudizi negativi vengano riservati a Gadda per la sua " incomprensibilità e confusione" e invece per stili analoghi-un nome su tutti: Viaggio al termine della notte!!!- solo elogi! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Max (11-07-2011) Fare un commento a questo libro è difficile così come difficile è il libro in sè. Ho pensato di dare il voto in base a quello che mi è rimasto della storia. Indubbiamente l'immagine di Liliana Balducci, ma soprattutto il modo in cui è stata rappresentata: sempre indirettamente, le immagini più forti si hanno che è già stata vittima del suo destino e quindi non è più presente tra i personaggi. In altre parole ciò che mi ha colpito è stata la capacità di Gadda di creare questo personaggio allo stesso tempo potente e debole mediante un affresco allo specchio. Alla fine del libro si continua a pensare a lei, anche qui Gadda non svela direttamente l'arcano, ma lo lascia all'immaginazione del lettore, immaginazione che continua poi a lavorare anche dopo la fine della lettura materiale del libro, se inteso come entità fisica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvana vaniglia53@yahoo.it (03-03-2011) L'ho terminato due giorni fa e un po' mi sento eroica. In gran parte devo questa impresa alle recensioni lasciate su questo sito da Enrico Linardelli, che tutti potete leggere più sotto. Per apprezzare questo libro bisogna prima di tutto essere degli amanti della lingua, o meglio dell'esprimersi verbalmente, in tutte le sue possibili forme: e non bisogna avere la pretesa di conoscere e capire TUTTE le lingue utilizzate da Gadda! Mi sono persa dentro quell'elucubrare che a volte mi è parso senza senso, ho spesso riso per la sottile ironia e il fraseggio barocco, per il "mascellone de palazzo Chiggi" e i vari personaggi femminili e le loro variegate e variopinte dignità, ho apprezzato la sincerità descrittiva di situazioni grottesche o, al contrario, la distorsione della razionalità più basilare. Ma soprattutto ho amato molto il pastiche di parole di provenienze diverse, il non tradotto delle lingue vive o morte, la necessità frequente di intuire un significato dalla sua onomatopea più che con l'aiuto del vocabolario. A volte la lettura è stata arrancante, ho trovato pagine intere in cui non ho capito assolutamente nulla ma ho tenuto duro e, al ritmo di poche pagine per sera, sono arrivata alla fine con il desiderio che non finisse davvero lì. Sorprendente però come il non finito di questa narrazione ha in realtà una sua completezza...
Ho una mia personale pagella per i libri che leggo, e al pasticciaccio darò sicuramente un bel 9 pieno! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mario (12-11-2010) Non ce l'ho fatta. Ho interrotto la lettura alla fine del penultimo capitolo (entra a far parte del gruppo molto esiguo - quattro o cinque- di libri da me interrotti). Una storia che non mi ha coinvolto. Questo neo-linguaggio che stanca. Stile superbo come la ricerca che ne costituisce la base. Ma questo non basta, almeno per me. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giovanni (28-09-2010) Ho letto questo libro con una notevole aspettativa per la fama che si porta dietro. Alla fine della lettura devo dire che mi lascia alquanto perplesso, la scrittura di Gadda è certamente di una esuberanza e creatività inimmaginabile, questo rende però il libro abbastanza pesante e difficoltoso e la storia in sè risulta abbastanza banale. Sarà un capolavoro, ma evidentemente io non sono un critico letterario, ma solo un semplice lettore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Estelgard cantadm@gmail.com (10-04-2010) E' stato davvero uno dei libri che ho fatto più fatica a leggere, soprattutto perchè era obbligatorio per l'esame di letteratura italiana all'università. Di certo Gadda è un elemento importante della nostra letteratura, ma il suo stile intricato e la scelta coraggiosa di utilizzare un linguaggio così originale e caotico, lingue e dialetti disparati, non fa altro che causarmi più confusione in testa. Ammetto che il genere del giallo non è proprio il mio preferito, ma il mio personale gusto non riesce ad appassionarsi ad una storia raccontata in questo modo "popolare". Gadda è da amare o da odiare senza vie di mezzo, io scelgo la seconda opzione senza comunque condannare l'autore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
enrico_linardelli enrico_linardelli@alice.it (12-11-2009)
FOrse prima di vendere una copia del Pasticciaccio dovrebbero fare dei test agli aspiranti lettori.
"Attraverso Gadda succede che una parte del nostro mondo (il periodo storico tra le due guerre) si esprima quasi da sé, allo stato puro - fascismo e antifascismo, reazione e democrazia - nella sua contraddizione oggettiva che si fa angoscia e nevrosi nel soggetto testimone. Sicché, se per caso
questo libro fosse rimasto nel cassetto dell'autore e fosse uscito fra trenta o quarant'anni, la sua attualità sarebbe stata identica, proprio perché in questo momento esso è un po' inattuale, ma si presenta già come un valore assoluto - prodotto di un grandissimo cervello e di un cuore grandissimo - oggetto non già, idealmente, di critica militante, ma ormai di esame storiografico o di venerazione".
Pier Paolo Pasolini Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Palestrione james_utopia@libero.it (09-11-2009) A venti pagine dalla fine non l'ho più retto e l'ho abbandonato. Mi ha fatto venire un mal di testa pazzesco. La trama è confusionaria, lo stile di una pesantezza mostruosa. Ideale per farsi venire l'emicrania.
Gadda avrebbe dovuto dedicarsi più all'ingegneria e meno alla letteratura. Forse come ingegnere sapeva il fatto suo, ma come scrittore, a mio avviso, faceva decisamente pena. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
tonico (13-09-2009) E' proprio un grande capolavoro. Mitico ingravallo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico linardelli enrico_linardelli@alice.it (07-09-2009) è impossibile riassumere l'opera dell'Ingegner Gadda. Forse basterebbe dire che nella scuola italiana è come sconosciuto. A nessun coscienzioso educatore e formatore di bravi cittadini verrebbe mai in mente di affrontare seriamente l'imbarazzante e ingombrante eredità lasciata da Carlo Emilio Gadda. Questo è il suo più grande titolo di merito. Essere sempre straniero in patria, come solo i grandissimi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FRANCESCO franzdebba@libero.it (20-03-2009) UN INGENGERE NON PUO' FARE LO SCRITTORE.IL ROMANZO NON E' UN ALGORITMO MISTIFICANTE CRIPTATO DA SHINING LANGUAGE,PER QUANTO SOFISTICATA E SPERIMENTALE VOGLIA ESSERE L'AFFABULAZIONE,PER QUANTO ELEVATA POSSA ESSERE LA BRAMA DI LETTERATURA DI GADDA,CHE MEGLIO AVREBBE FATTO A NON LASCIARE LE AMPOLLE DEL LABORATORIO DI CHIMICA O A NON TRASCURARE LA PROGETTAZIONE DI STRADE E LA COSTRUZIONE DI PONTI.A MIO GIUDIZIO, SCRITTO PESSIMO.PESSIMO POICHE' LA CONTAMINAZIONE E' TALMENTE OSSESSIVA CHE RELEGA AD UN BAGLIORE DI MINUS FETAZIONE LETTERARIA L'EVENTO DOPPIO CATALIZZATORE ,RIUSCENDO A DEFOCALIZZARE IN UN MICOROCOSMO DI OZIOSA NEGHITTOSITA'(RIDICOLE LE LACERANTI ELUCUBRAZIONI SULL'INCEDERE DEI GALLINACEI,O LA FINTA ESTASI METAFISICA DAVANTI ALLO SMACCHIATO DI UN AFFRESCO DI CAMPAGNA) FINANCO L'AMBIENTAZIONE ,RIDOTTA AD UN GRANELLINO DI SENAPE PERSA INESORABILMENTE NEL MARASMA DELIRANTE DI UNA SCHIZOIDEA PRESUNTUOSA SETE ONNIVORA DI MOSTRARE ALL'ORBE LA PASSIONE PER IL CLASSICISMO,CHE E' COME DIRE CHE HA FINITO SOLO COL TEDIARE. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
massimo (28-01-2009) da acluni commenti s'evince la superficialità con cui si prende in mano gadda.non è un poliziesco,non è un libro dialettale e ingravallo non è certo montalbano. ogni parola, ogni singola parola è lì con un preciso valore, tratteggia uno stato d'animo,culturale,sociale e tutto allo stesso tempo. ogni riga trasuda di significato e la vera indagine che si snoda o, meglio, si annoda di pagina in pagina non è a proposito del banale delitto, è intorno, dentro e fuori il male del mondo e la sua finale incoglibilità.chi ha ucciso liliana?non ha importanza sapere il nome, chi si aspetta un giallo così non è pronto per gadda. questa è Letteratura. è un viaggio in quella "ragione del mondo" che si "onubila", processo, in ultima analisi incomprensibile, di cui il delitto di via merulana è l'emblema. un grande romanzo, difficile quanto grande. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Deb (27-01-2009) ...libro difficile, da leggere e da commentare. racconta il caso di un omicidio irrisolto, ambientato nella Roma fascista (pochi ma irriverenti i riferimenti a Mussolini). Ma questo è l'aspetto meno importante...la trama non è imperdibile e forse neanche i personaggi (lo stesso Ingravallo dopo un pò si confonde), ma il linguaggio è unico. Descrizioni dettagliate, italiano aulico, dialetto, dialoghi popolari. HO incontrato periodi che non ho capito...ma alla fine il libro ricrea un ambiente, un'atmosfera...una lingua. Ed è questa credo la sua dote migliore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
luchino (06-12-2008) Forse all'autore non importava nulla di tirar fuori una bella trama... Alcuni momenti di dialetto romanesco e considerazioni su Mussolini non sono male.... ma insomma considerarlo un capolavoro mi pare un po' troppo. Il finale mi pare dilettantesco e anche la figura del maresciallo che all'inizio potrebbe far pensare a un "Montalbano odierno in erba" in seguito delude parecchio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lucio Iaccarino (28-11-2008) Volevo solo dire a LEON che non deve mettersi su nessun piedistallo quando emette un suo giudizio.Nessuno deve farlo,neanche io posso.Quindi gradirei che ogni parere sia libero e senza commenti superflui tipo "Gadda non è per tutti"....
Ognuno deve esprimere il suo voto(io confermo il mio:libro mediocre)secondo la sua cultura e le sue nozioni,i suoi pensieri e opinioni.Poi possono essere giuste o sbagliate,questo è certo!Ma non spetta a nessuno sindacarle... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
LEON (01-11-2008) Gadda non è per tutti!!! Uno dei più grandi della letteratura di tutti i tempi. E "il pasticciaccio" ne è la massima espressione. Facciamo attenzione, per favore, a giudicare senza cognizione di causa!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
laura (17-10-2008) mi spiace unirmi al coro dei detrattori, forse si tratta di un problema personale, ma raramente (eppure giuro che ne ho letti di libri) ho trovato qualcosa di più confuso, compiaciuto, altalenante e povero di contenuti di questo libro. Se questo è il capolavoro assoluto del '900 stiamo messi proprio male. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lucio Iaccarino (09-10-2008) C'è il libero arbitrio anche sui commenti di un qualsiasi romanzo,quindi io rispetto chi lo considera un capolavoro.Ma non condivido questo pensiero,anzi...
Ho trovato il racconto piuttosto banale e insulso,nonostante un buon inizio.La trama va peggiorando pagina dopo pagina,e le varie divagazioni sociali di Gadda sui temi che via-via vengono proposti sono stucchevoli.
Insomma,una delusione...Un saluto a tutti e grazie!!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Angelo 48 cntngl@tiscalinet.it (01-07-2008) Capolavoro assoluto della letteratura italiana del novecento. Il Pasticciaccio avvince non tanto per la trama (Gadda non era un romanziere nel senso più comune del termine), quanto per la maestria insuperabile nell'uso della parola e nella capacità di descrivere situazioni, ambienti e sentimenti da un'angolazione sempre originale, capace anche di toccare momenti di sublime poesia. Non bisogna arrendersi di fronte alle difficoltà di lettura, spesso notevoli: il lettore paziente troverà le sue gemme ed imparerà ad amare l'arte del grande Ingegnere milanese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angelo (20-05-2008) Libro molto bello, esempio di raffinata tecnica lingustica con cui l'autore esprime ironia e disincanto del fascismo e della vita ai tempi del fascismo. Memorabili le figure retoriche e gli artifizi lingusitici con cui Gadda, senza nominarlo, evoca ironicamente Mussolini, di cui ricordo in particolare, con molta simpatia, l'espressione di "Mascellone Autarchico". Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 25
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