|
|  |
Bruck Edith - La donna dal cappotto verde | È una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi. Lea Linder sta comprando il pane. Nel negozio la osserva una donna anziana. È avvolta in un cappotto verde. Le si avvicina e quasi urla: "Sei Lea, la piccola Lea di Auschwitz!". E fugge, scompare. Come ha fatto quella donna a riconoscerla dopo tanti anni? Chi è? Chi era? Lea non riesce più a darsi pace. La cerca. Vuole scovare quel fantasma. Si sforza di ricordare. Se conosceva il suo nome, può essere stata un'aguzzina nel luogo dell'ignominia? Riesce a individuarla. Incontrarla. E ancora a temerla come la bambina di allora, dibattendosi tra il perdono e la rivalsa. Edith Bruck, straordinaria testimone della più grande tragedia del nostro tempo, affronta con fine sensibilità due temi chiave che segnano l'esistenza di tutti noi: la memoria e la pietà. "La donna dal cappotto verde" li indaga facendone il motore di una storia, la storia - possibile e impossibile - di due donne che si cercano, oltre il dolore e la colpa.
Media Voto: 1.5 / 5Lady Libro (19-04-2012) Questo libro è terribilmente freddo, noioso, non suscita alcuna emozione. Il dolore legato alla Shoah è praticamente assente e l'intera vicenda assume i toni di un giallo di serie b, con una protagonista a dir poco antipatica.Sconsigliatissimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito romolo.ricapito@gmail.com (24-02-2012) Il libro inizia come un giallo, ma dopo si rivela per quello che è. Una storia che prende l'avvio dalla Shoah per indagare, invece, la vecchiaianel suo disfacimento dei corpo. La protagonista, Lea, si confronta con un marito 90enne, che accudisce amorevolmente. La situazione si ribalta: colpita da un ictus (ma presumibilmente da un malessere psicosomatico) questa alter ego della Bruck finisce in ospedale, assistita da un circolo ristretto di parenti e amici. La malattia è vista come consapevolezza della morte che prima o poi arriverà. Ma le sensazioni descritte apparengono a un vissuto comune di chi ha avuto a che fare con le ospedalizzazioni. Qui il racconto si disperde in una banale esercitazione sui mali della terza età. Dunque l'input iniziale è sperduto. La scrittura intensa ma decadente e deprimente non serve a riscattare l'opera intera, che finisce per assomigliare più che a un romanzo, a un tentativo di romanzo abortito Voto: 2 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Bruck Edith |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|