|
|  |
Doninelli Luca - La nuova era | Il protagonista della "Nuova era" è un tranquillo professore di letteratura italiana, che vive un'esistenza normale in una città altrettanto normale. Tra le sue allieve c'è Chiara, una ragazza sprovveduta e sincera che sembra uguale a tutte le sue coetanee, nonché autrice di goffi racconti vagamente new age. Nell'incontro di queste due normalità così lontane esplode qualcosa di terribile: un orrore che spinge all'indignazione contro una violenza tanto diffusa da diventare invisibile, alla ribellione contro il facile ossequio alle dottrine di moda, al disgusto per la fatuità compiaciuta e la meccanica ferocia dei comprimari.
Media Voto: 3.33 / 5Romano De Marco romdema@tin.it (20-02-2007) Un libro che da un autore generalmente echitettato come "intellettuale cattolico" non ti aspetti. Pervaso di un pessimismo assoluto, sia di base, esistenziale, che più specificamente indirizzato al periodo storico e sociale vissuto. Sicuramente meno bello di TALK SHOW, meno compiuto nel suo tentativo di essere più esplicito, più diretto.
Secondo il mio modestissimo parere Doninelli inciampa in una trama a tratti troppo prevedibile e a tratti troppo forzata. Alcuni personaggi meritavano di essere più sfruttati, più esplorati... Altri risultano delle scontate macchiette stereotipate.
Non lo so, che ci siano cose da dire, talento, stile, è fuori discussione. Che artisticamente l'opera sia compiuta ho forti dubbi.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@alice.it (21-07-2006) La Nuova Era scava nella violenza dei nostri anni, la violenza che ci avvolge e che si presenta, a volte, sotto le spoglie più insospettabili. Racconta di come, in una vita, la violenza possa entrare da un momento all’altro, per sconvolgerla, per distruggerla, per divenirne padrona.
Per raccontare queste cose Doninelli si serve, per esempio, del personaggio di Chiara, una ragazzina stupidotta che scrive vomitevoli raccontini new-age e sul cui corpo sono scolpiti (con un uso del simbolismo per nulla scontato) i segni delle violenze che ha subito (aggiungerei in modo così rassegnato da risultare incomprensibile se non che, davvero, questa ragazza, mi ha dato l’impressione di essere disadattata e fuori di testa: una poveraccia)
E non è un caso, credo, che il responsabile di queste violenze sia proprio il figlio di un tutore dell’ordine, di un uomo che la violenza la dovrebbe combattere. Che mondo è mai questo, dove i figli di chi la criminalità la dovrebbe combattere sono criminali loro stessi?
Ne La Nuova Era non c’è posto per i sentimenti, anche se ogni riga piange la preoccupazione dell’autore per la storia che sta raccontando. Il professore senza nome, voce narrante del romanzo, è un uomo normale, caratterizzato in modo “sfocato“ che di se stesso dice:
“Io piaccio alle donne, e loro sanno di piacere a me. Della mia immensa fragilità, che ho saputo indurire fino a farla sembrare rudezza, questo è l’aspetto più evidente, il punto in cui, come si dice, il ghiaccio è più sottile. Sono un uomo facile al letto e non amo le situazioni pulite.“
E infatti, proprio a causa di una donna, il professore si vedrà crollare davanti la propria vita calma e incolore, in un vortice di violenza e inevitabilità che serra la gola.
E il caos predomina sull’ordine delle cose.
Ed è la fine.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Thisandslice (30-07-2002) Che dire? L'idea di fondo non è male (e rende bene l'orrore nascosto tra le pieghe di una spiritualità da supermarket), ma c'è qualcosa che non funziona: la scrittura, lo stile. I moventi dei personaggi sono meccanici, abbonda il ricorso al deus ex machina, la prosa è un po' piatta e sciapa. Forse Doninelli ha fatto apposta per aderire ancor meglio all'oggetto descritto, ma in complesso, assomiglia a Bevilacqua o Romano Battaglia. Il che non è bello. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Doninelli Luca |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|