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Camon Ferdinando - Un altare per la madre | Il romanzo è la conclusione ideale di quello che Camon ha intitolato "il ciclo degli ultimi", in cui un mondo contadino immobile da sempre rivive nella sua miseria e nella sua grandezza. Da questa matrice terrestre l'autore approda ora, per trasfigurazione d'amore, mediazione di memoria e per virtù di poesia, a un sentimento dell'immortalità che trova il suo simbolo e segno nell'altare di rame costruito per la madre. È il padre che lo erige, ma è il figlio che ne registra la nascita, costruendo a sua volta un "altare di parole", il libro appunto, che consentirà alla madre di "smettere di morire".
Media Voto: 4 / 5Manuela di Trieste (27-05-2011) Commossa rievocazione di un mondo contadino che non esiste più, e di una donna semplice ed altruista.Interessante, anche se non è quello che mi aspettavo: immaginavo che l'altare cui si accenna nel titolo fosse un altare spirituale, fatto di ricordi e di parole...trattasi, invece, di un altare vero e proprio. Comunque, secondo me, il libro vale la pena di essere letto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (10-06-2009) Come al solito 2048 caratteri sono troppo pochi per contenere la mia recensione e allora mi limiterò ai due periodi alla fine della stessa:
Camon è capace di commuovere senza invitare alle lacrime, riuscendo a fare di una vicenda familiare un’opera corale, così che un altare per la madre finisce con il diventare l’ara in onore e in memoria di una civiltà scomparsa.
Dopo la Vita eterna Camon ha scritto quindi un altro grande romanzo, per certi aspetti ancor più bello, perché è presente un ritmo, quasi un lungo adagio, di natura poetica, un’armonia che non viene mai meno, in una continuità invidiabile che coinvolge, rendendo i lettori partecipi, spettatori ignoti di fronte alle scene create dalle parole che si fanno immagini.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rainbow tempofranco@inwind.it (17-06-2007) Un po’ sopravvalutata forse questa opera di Camon, dalla quale mi aspettavo francamente di più. Della sua produzione contadina io continuo a preferire Il quinto Stato, e questo romanzo cerdevo che addirtittura la superasse. Forse, se avesse insistito un po’ di più sull’aspetto della civiltà contadina a scapito, magari, di quello psicologico-familiare, avrebbe toccato vette ancor più elevate. Comunque si sente che è l’opera di un grande scrittore, uno dei grandi della nostra letteratura, un autore che dà sempre molto al lettore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gaetano sodastream1979@libero.it (04-10-2006) ecco, se c'è un premio strega ke è sicuramente strameritato è queso, assegnato a Camon! un racconto più ke un romanzo...dove protagonista è l'amore per la madre scomparsa, la bellezza di quesro libro sta nella delicatezza della prosa ke, come già sottolineato da sara-genova, raggiunge dei livelli lirici e , incredibile a dirsi, davvero molto ma molto toccanti... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sara-genova (20-03-2005) mi è piaciuto molto.
lirico,intenso senza essere mai patetico.lo consiglio Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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