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Capote Truman - Incontro d'estate | Grady McNeil è capricciosa e testarda come i suoi diciassette anni. Non ama le regole. Così quando i suoi genitori partono lasciandola sola nel lussuoso appartamento di New York, Grady si sente finalmente libera. Niente la obbliga più a tenere nascosta la sua relazione con Clyde Manzer, giovane veterano di guerra ebreo che lavora come parcheggiatore. Mentre l'estate avanza, calda e afosa, quella che all'inizio era solo un'attrazione fragile e ambigua, diventa un amore forte e profondo che imporrà a Grady scelte decisive per la sua vita di giovane donna. "Incontro d'estate" fu iniziato nel 1943, quando Capote era ancora molto giovane, e mai pubblicato. Solo nel 2004 è riemerso tra le carte dello scrittore abbandonate nella casa di Brooklyn.
| La recensione de L'Indice |
 Quando nel 1943, appena diciannovenne, iniziò a scrivere Incontro d'estate (Summer Crossing), Truman Capote viveva ancora a Brooklyn, ma sognava già Manhattan: la Quinta Avenue con i grattacieli e i ristoranti di lusso, gli eleganti attici con vista su Central Park, e il ritmo frenetico di Broadway che, scriverà nell'opera, "è una via; ma è anche un quartiere, un'atmosfera". Il risultato non lo soddisfece, costringendolo in futuro a ritornare più volte sul romanzo. Ma, nonostante le energie che vi spese, non lo pubblicò mai. Sembra anzi che, dopo il trasferimento a Manhattan, avesse disposto che il manoscritto fosse distrutto. Per fortuna le cose sono andate diversamente, poiché di recente il testo è ricomparso ad un'asta di Sotheby's dove, grazie all'attivo impegno di Alan Schwartz, fiduciario della Fondazione Capote, è stato acquistato dalla Public Library di New York. Oggi possiamo finalmente leggere il romanzo in italiano, nella bella traduzione di Stefania Cherchi. La protagonista è Grady McNeil, una diciassettenne ribelle dell'upper class che, con i genitori in partenza per la Francia, può trascorrere un'estate a New York da sola. Davanti a lei si stende "una lunga tela srotolata sulla quale avrebbe potuto tracciare i suoi primi tratti di penna, bruschi e puri, in piena libertà". Grady può finalmente frequentare Clyde Manzer, un ventitreenne ebreo di Brooklyn che lavora in un parcheggio. Mentre un'incredibile ondata di caldo preme sulla città "come la mano sulla bocca di un assassinato", i giovani imparano a conoscere i diversi ambienti da cui provengono. Col tempo, quello che sembrava un rapporto superficiale, nato come sfida alle soffocanti convenzioni sociali dell'upper class, diventa un legame diverso, più profondo, che finirà con lo sconvolgere l'esistenza di entrambi. Lo intuiamo dalla prima volta in cui Grady e Clyde dormono insieme nell'appartamento dei genitori della ragazza: sebbene in passato abbiano già vissuto momenti d'intimità, in questa circostanza il letto per Grady sembra assumere i contorni inquietanti di una terra ignota. Infatti, "tutto le sembrava sconosciuto, avrebbe giurato di non averlo mai visto prima, quel letto: strani laghi di luce increspavano la distesa di seta, i cuscini sprimacciati erano montagne inesplorate". Basta una prima lettura per rendersi conto della straordinaria maturità raggiunta da uno scrittore così giovane. Per quanto ancora lontano dal possedere l'equilibrio formale di Colazione da Tiffany (1958; Garzanti, 2005), il romanzo si giova di un dettato sobrio ed elegante, non di rado impreziosito da splendide immagini. Si noti, ad esempio, la raffinata precisione con cui viene evocato l'effetto prodotto sulla città dall'afa che l'avvolge: "In cielo, un crepuscolo senza stelle si era chiuso sulla città come il coperchio di una bara, e il viale, con le sue edicole piene di catastrofi e il ronzio dei neon vibrante come il volo di una mosca, faceva pensare a un lungo cadavere stagnante". Descrizioni come questa certificano da sole la statura dell'autore. Massimo Paravizzini |
11 recensioni presenti. Media Voto: 3.81 / 5Massimo F. (26-07-2011) Capote è un fuoriclasse, capace di sviluppare formidabili analisi descrittive che raggiungono l'apice nelle situazioni drammatiche. Anche in questo caso non si smentisce, proponendo una storia afosa e fastidiosa che esalta i conflitti (figli vs. genitori, ribellione vs. conformismo, proletariato vs. alta società). Peccato che l'autore abbia tenuto nascosto questo suo lavoro, rinvenuto e pubblicato ad oltre vent'anni dalla sua morte: si avverte la mancanza di una sua revisione finale che forse avrebbe prodotto una maggiore spinta espressiva sul testo, quella marcia in più che ne avrebbe fatto un capolavoro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MM (05-05-2011) Resta il mio preferito tra tutti.Bellissimo!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco franzdebba@libero.it (02-10-2008) IL TALENTUOSO SCRITTORE LASCIA UNA GEMMA INCASTONATA NEL BRILLANTE SGARGIANTE DELLA SUA ECLETTICA PRODUZIONE. DALLE SUE MANI RAMPOLLLA UNA RAFFINATA PATINA DI SOFISTICATA INTROSPEZIONE,AFFASCINANTE NARRAZIONE DI AMBIENTI,METICOLOSA DESCRIZIONE DI OGGETTTI,PERIODI DENSI DI ELUCUBRAZIONE PROFONDA CHE LASCIANO INTRAVEDERE ORIZZONTI METAFISICI.IL CLYDE DI CUI PARLA ,ROZZO E TEATRALE NELLE SUE POSE ,IL PETER ARROGANTE DAI MODI TRIVIALI,SEMBRANO PERSONAGGI USCITI DALLA FUCINA RUMOROSA E STRIDENTE DI KEROUAC,SE PUR PLASMATI DAL GENIO MODERATORE DI CAPOTE CHE INFONDE UNA VENA DI ALLUCINATA RAZIONALITA' ALLE MOVENZE SBIADITE DELLE LORO GESTA.LA DISSERTAZIONE LUCIDA SULLA FAMIGLIA DELL'HIGH SOCIETY DELLA FACILITY GIRL(PER LA MORALE DEI BENPENSANTI DELL'EPOCA)E' TUTTA SUA,NASCE DALLA MEDITAZIONE ATTENTA E DALL'OSSERVAZIONE INTENSA DEL COSTUME DEL TEMPO,A TRATTI RICORDA L'INTELLETTUALE ANTONIO ROQUENTIN SARTRIANO,DI CUI FORSE AL LETTORE PUO' EVOCARE QUALCHE PALLIDO TRATTO NELLA PESANTEZZA DI CUI AMMANTA LA DESCRIZIONE DELLA MEGALOPOLI OVE BASTA IL CALDO A RENDERE TUTTO VISCHIOSO E AD ANNULLARE LA FORZA ATTIVA DELLE PERSONE,RIDOTTE AD AUTOMI STREMATI, SVUOTATI DI FORZE.NON E' LECITO OPERARE UN AZZARDATO PARAGONE ALLORQUANDO CI SOFFERMIAMO DAVANTI AD IMMAGINI PIENE DI ONIRISMO INTROSPETTIVO,DI TIPI ALLUCINATI E DI PSICHEDELIA ALLO STATO PURO?
ANTONIO ROQUENTIN PERCORRE VIALE NOIR."VI E' UN PEZZO FASTIDIOSO :SUL MARCIAPIEDE DI DESTRA UNA MASSA GASSOSA CON STRIE DI FUOCO FA UN BRUSIO DI CONCHIGLIA:E' LA STAZIONE VECCHIA.LA SUA PRESENZA HA FECONDATO I PRIMI CENTO METRI DEL VIALE NOIR,VI HA FATTO NASCERE UNA DIECINA DI LAMPIONI UNO ACCANTO ALL'ALTRO..".E CAPOTE :"UN CREPUSCOLO SENZA STELLE SI ERA CHIUSO SULLA CITTA' COME IL COPERCHIO DI UNA BARA E IL VIALE CON LE SUE EDICOLE ,PIENE DI CATASTROFI E IL RONZIO DEI NEON VIBRANTE COME IL VOLO DI UNA MOSCA FACEVA PENSARE AD UN LUNGO CADAVERE STAGNANTE".POTENZA EVOCATIVA DEL LINGUAGGIO:GRADY IN DIFFICOLTA'GRIDA,LA SUA ECO SI DIFFONDE IN UNA CAVERNA.RICORDA EDWARD MUNCH?CAPOLAVORO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio (16-09-2008) Bello e scritto in maniera assolutamente magistrale! Seppure la trama non sia delle più originali Capote in questo libro riesce a rapire l'attenzione del lettore dalla prima all'ultima pagina. E arrivati in fondo se ne vorrebbe ancora! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
frafri (18-01-2007) un libro unico nel suo genere, profondo, con finale a sorpresa...abbastanza sconvolgente...ma comunque molto bello...leggetelo!!!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Brigitta (13-12-2006) Incontro d'estate ha un grande limite: non porta un messaggio "decontestualizzabile" che ne possa fare un romanzo senza tempo o che funga da espediente per una costruttiva riflessione del lettore.
D'altra parte, la caratterizzazione dei personaggi, tra il detto e l'omesso, è esemplare. La prevedibilità di Grady e ancor più quella di Apple ne sono una conferma. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
distruttricidilibri92 (05-12-2006) Ho trovato Truman molto in forma, amaro al punto giusto ma mai extra zucchero... Per il resto fa sempre molto piacere leggere 1 libro molto Salinger e con 1 tocco di Sepulveda, ma con guizzi degni della Bronte dei tempi migliori... Ne consigliamo la lettura alle insegnanti di latino fanatiche di IBS e di Jenny... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Chiara soffocare@libero.it (31-07-2006) Molto molto bello, amaro e romantico insieme..
a chi paragonereste Capote come stile?
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ladybrett (09-07-2006) sarà tutto vero capote come si sostiene nel commento ? l'ho trovato privo di decisione, un po'caracollante, molto fitzgerald, un certo quantitativo di nabokov, come una sensazione di cose già sentite.... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giudi (04-06-2006) Un libro bellissimo, scritto con una particolare sensibilità anche solo (e non è proprio lì che fa la differenza?!) nel descrivere piccoli gesti e ciò che smuovono dentro...lo si legge senza fermarsi. Bellissimo e amaro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco mantovani marcomarco1979@yahoo.it (23-05-2006) Credo ci sia poco da dire: questo libro è semplicemente bello, ma anche molto amaro; l'impressione, infatti, è che in amore si possa incontrare solo la persona con cui, per un motivo qualunque, non si può stare.
La protagonista, inoltre, potrebbe essere la sorella o la gemella di Holly, dato che alla fine compiono una scelta simile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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