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Accumuliamo ogni giorno scoperte scientifiche straordinarie e vediamo applicare tecnologie incredibili. Vendiamo ovuli e sperma a caro prezzo via Internet. Possiamo sottoporre il nostro partner a un test per scoprire se ha qualche malattia genetica. Viviamo in un'epoca in cui il 20% dei nostri geni è di proprietà di qualcun altro, un laboratorio privato, una multinazionale farmaceutica, una università: dunque un ignaro cittadino e i suoi familiari possono diventare oggetto di una caccia all'uomo; o meglio, di una caccia al suo prezioso codice genetico. Quello che sta già prendendo forma è uno scenario che sorprende, affascina e inquieta. Per farcelo vivere, Michael Crichton fonde in maniera originale le sue invenzioni narrative alle nuove frontiere della biotecnologia. Ci fa entrare in un mondo dove nulla è più come sembra. Next dimostra che il nuovo mondo genetico può sorprendere in ogni momento, cambiando le vite degli individui. L'incontro e lo scontro tra le nuove frontiere della scienza e la nostra esperienza quotidiana sfidano il nostro senso della realtà, con invenzioni ora comiche ora bizzarre, ma più spesso terrificanti.
Recensioni 1 - 20 di 35 recensioni presenti. Media Voto: 2.54 / 5DJ (09-11-2008) Brutto e prevedibile. Ma che fine ha fatto il mitico autore di veri capolavori come Timeline? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
andy78 (29-07-2008) Un libro molto particolare che si fa apprezzare per gli ingredienti sapientemente usati da Crichton. Scienza con scenari e proiezione futuristica, thriller e suspense con le quali esalta le brevi storie che si intrecciano tra loro unendo alcuni personaggi in una trama intelligente, la provocazione di alcune scoperte scientifiche che possono avere anche dei lati oscuri inquietanti. Il tutto integrato con degli articoli presi da giornali che siamo abituati a leggere nel nostro quotidiano che ci fanno capire come la realtà possa talvolta superare di molto la fantasia. Da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessia (25-07-2008) Una grande idea, anzi, molte grandi idee poco sfruttate dall'autore, poco sviluppate, per niente approfondite... E' uno scenario fantascientifico più che scientifico, che prosegue per somma di episodi più che per sviluppo degli stessi. Gli ingredienti per scrivere un capolavoro c'erano tutti, ma Crichton non ha investito sul potenziale delle singole storie e dei singoli persnaggi. Peccato! In passato questo autore era così brillante ed è uno dei pochi che sviluppino concretamente il genere del thriller scientifico. Speriamo che si riprenda!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paolo (13-07-2008) Salve, d'accordo con la maggior parte di voi.
Carino, ma niente più. Diciamo che dopo lo scivolone di Stato di Paura si è un poco rialzato. Siamo lontani da Sol levante, Rivelazioni, Jurassik park, Congo... Spero che, com' è accaduto a Stephen King con Duma Key, anche Crichton riesca a superare questo momento difficile.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Michele Pinto (08-05-2008) Credo che questo di Crichton sia un capolavoro o una vera ciofeca. A libro terminato non sono ancora giunto ad una risposta, ma credo, anzi ne sono convineto, che col passare degli anni questo romanzo possa diventare un vero e proprio faro sia sulla genetica e sia sul futuro dei thriller. Non più una storia lineare ma un intreccio di storie che sfociano in un tripudio a sfondo scientifico. Un libro difficile da comprendere.
Capolavoro, forse. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio (06-03-2008) romanzo abbastanza scorrevole se non fosse per l'alto numero dei personaggi e degli intrecci.
cricthon in maniera forse un po suggestiva ci racconta di un mondo scientifico sperimentale che probabilmente gia esiste e di cui noi siamo al perfetto oscuro. la trama non e' delle migliori ,ma nel compesso la lettura ne risulta gradevole..
non avevo mai letto nulla di questo autore quindi non mi posso esporre piu di tanto..
gli do 6 e mezzo.. ripeto troppi personaggi..ma attenti l'autore ci vuole mettere in guardia rispetto a pratiche della biotecnologia che ahime esistono realmente, le quali celano interessi di grandi spa evviva i soldi!!!!!!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Davide (25-01-2008) come si fa a dare un 5/5 a questo insulto alla letteratura ? Non si può spacciare un libro di propaganda per romanzo !!Enemmeno lo si può utilizzare come strumento informativo in quanto moltissime informazioni sono strumentalizzate o addirittura errate.La trama poi è un miscuglio di personaggi senza senza senso e senza collegamenti che non si sviluppa ma ti da un senso di immobilità straordinaro.Uno dei pochissimi libri che non mi ha lasciato assolutamente nulla!!!Pessima anche la scelta di inserire articoli(penso in gran parte inventati) di genetica all'interno e quella specie di petizione alla fine .... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tiziano (20-12-2007) Sono da tempo un estimatore di questo autore, ma devo dire che questo suo libro mi ha profondamente deluso.
Il tema che dà spunto al romanzo era potenzialmente interessante ed utilizzabile per costruire uno dei suoi romanzi intriganti e coinvolgenti.
Invece si ritrovano una serie di storie strampalate ed anche poco scorrevoli che convergono forzatamente in un finale poco probabile.
Probabilmente il fine unico dell'autore era esporre la sua opinione riguardo al campo della genetica. L'ha inserita in un romanzo senza capo ne coda.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paolo todaoda13@yahoo.it (23-11-2007) Libro molto particolare, non eccezionale. Non è un romanzo con un unico protagonista e una trama ben definita, ma un miscuglio di episodi bene o male tutti collegati tra loro....purtroppo più male che bene. Le finte review scentifiche sono piuttosto stucchevoli e anche il mal celato tentativo di far passare alcuni eventi e scoperte come reali quando in realtà sono solo frutto della sua immaginazione e lo dico per cognizione di causa (lavoro in quel campo). Alla fine viene fuori una via di mezzo tra un romanzo di fantascienza e un finto saggio scentifico. Il problema però è che quella di questo libro è fantascienza di 30 anni fa. Lo stratagemma di farlo sembrare un saggio di divulgazione scientifica è rischioso, poichè il lettore, il cui campo lavorativo non è la ricerca, rischia di farsi una cattiva se non pessima idea del mondo scientifico e della gente che vi lavora.
L'unica parte degna di nota sono le conclusioni finali che trae. Conclusioni non direttamente collegate al romanzo, ma riguardanti temi reali e problemi legislativi americani relativi alla ricerca medica e genetica. Conclusioni che a me personalmente possono interessare ma ad uno che non si intende di queste cose aggiungono altri trenta minuti di noia alla fine del romanzo.
Detto questo va riconosciuta però l'abilità narrativa dello scrittore che, pur non trattando nulla di particolrmente interessante o nuovo, riesce a conquistare il lettore grazie all'esposizione chiara di certi argomenti e alla brevità dei capitoli. Lo scrittore c'è è il contenuto che manca. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (08-11-2007) Pessimo libro da parte di uno scrittore che ho sempre tenuto in considerazione quando compro libri. A dire il vero non sembra neanche un libro con una trama ma tante storie con un argomento in comune. Avrebbe potuto essere fatto da qualsiasi persona interessata a questo tipo di argomento. Scadente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
conteugolino (02-11-2007) Che libro brutto!!! Il peggiore, fra quelli di crichton, che abbia letto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Federica Tomasi (30-10-2007) Bello ma non per tutti. Così si potrebbero definire gli ultimi romanzi di Crichton che hanno sicuramente bisogno di un interesse dell'argomento in questione (cambiamenti climatici, esperimenti genetici, nanotecnologie) da parte del lettore. Next non fa eccezione: come sempre scritto bene, informatissimo sui fatti, coinvolgente. Affascinante la trama a più livelli e i personaggi. Inquietante il pappagallo parlante e soprattutto pensante! Noname Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Antonio Bello (16-10-2007) Per essere lettore di Crichton non basta un'elevata soglia di resistenza alla paura, ma occorre anche una certa predisposizione alle tematiche scientifiche che lo scrittore americano è abituato ad approfondire con uno zelo pari, forse, solo al nostro Umberto Eco. A differenza dei colleghi best seller come Follet e Brown, infatti, Crichton ha l'abilità di presentarci i suoi scenari fantastici in maniera convincente, dandoci motivazioni scientifiche che (apparentemente) sembrano inoppugnabili. Certo un paradosso di fondo c'è sempre, anche evidente, ma viviamo tempi in cui il concetto di impossibile è in via di ridefinizione per cui scrittori fantastici come Crichton potremmo considerarli dei veggenti.
Next è un gene-thriller scritto apposta per il cinema, anche se per il momento non ci sono notizie su un'eventuale trasposizione (il film Next con Nicholas Cage è tratto da un racconto di Philip K. Dick). Senza rivelare troppo sulla storia, Next racconta di un intrigo scientifico-industriale al cui centro c'è un'azienda chiamata BioGen che non si fa scrupolo di utilizzare i geni umani per realizzare prodotti farmaceutici dagli effetti meravigliosi, ma non prettamente benefici.
Proprio per il fatto che lo stile science-thriller di Crichton oggi abbia fatto scuola e creato proseliti sia in letteratura che nel cinema, per quanto ben congegnate, le storie parallele di Next hanno tutte quel non so che di già letto (e visto). Difficile essere originali, in effetti, in un contesto come la genetica in cui, se non tutto è possibile, sicurramente tutto è prevedibile. Ciò non toglie, però, che anche il romanzo di Crichton sia avvincente e si faccia leggere con piacere e estrema scorrevolezza. Per chi volesse andare appena un po' al di là della trama del romanzo, le ultime pagi Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giorgio ghard@libero.it (13-10-2007) che noia....dopo i vari capolavori che ci tenevano incollati alla lettura con questo libro ha dimostrato che la scelta di fare un romanzo " a pezzi" è fallimentare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
MicioBello (28-09-2007) Vabbe' Chricton... ora basta.
Dopo "Rivelazioni" non piu' hai scritto niente di decente.
Farneticante... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
groucho (26-09-2007) L`amicizia spinge a leggere libri che non si leggerebbero mai. Così, consigliato in buona fede, ho tentato prima con Next e poi con altri due romanzi di Crichton.
Il tema del romanzo in questione è intrigante, ma la storia è spesso noiosa. Forse si dovrebbe parlare di storie che tentano anche di essere parallele, ma non sono certamente un film di Altman. Da questo romanzo si possono ricavare cinque o sei trattamenti cinematografici, da accontentare sia i catastrofisti che i buonisti spilberghiani.
Ho notato che Crichton ama mettere una postfazione con le sue idee. Se in futuro ampliasse quella parte e restringesse i romanzi non sarebbe male. Per esempio un romanzo visto dall´ottica del ragazzino-scimmia, sarebbe interessante. Oppure scrivere una storia incentrata sull´etica per le chimere come Asimov la scrisse per i Robot, non sarebbe stonata e avrebbe un pubblico più vasto: dal lettore saltuario, al divoratore di libri, al filosofo.
Molto buona comunque è la bibliografia di Next: ci sono un paio di libri davvero notevoli. Consiglio di fotocopiare questa parte e di lasciar perdere il romanzo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paolo Numana (10-09-2007) Insomma non ci siamo proprio. Diciamo che la definizione romanzo è probabilmente un po' troppo ottimistica. La storia - o il turbine di storie - non decolla mai e a metà libro ti chiedi ancora dove è il filo conduttore del romanzo. Dispiace leggere un autore così abile nella narrativa in performance così. Speriamo nel prossimo... Peccato che era lo stesso presupposto dopo la lettura di "Stato di paura". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesco (08-09-2007) Mi piace il modo di fare letteratura di Crichton, anche se con gli ultimi due romanzi esso è cambiato. Non mi dispiace aggiornare le mie conoscenze in campi (lo ammetto) a me lontani. Giudico quindi questo libro dal punto di vista informativo e da quello letterario. Lo stile è semplice, molte volte il filo narrante si spezza e prende a ragionare come ragionerebbe il protagonista di quel momento (poichè questo romanzo è l'intreccio di varie vicende, vicende che si uniscono magistralmente alla fine del romanzo). DEVO PERò RIMPROVERARE LA GARZANTI: QUANTI ERRORI DI BATTITURA (TRE PAROLE CON TRE LETTERE UGUALI), QUANTE VIRGOLETTE MANCANTI, QUANTE PAROLE SCRITTE MALE (GIà ALLA SECONDA PAGINA SE NE TROVA UNA; UN VOLAVA ANZICHè VOLEVA - PAG.307; A PAG. 360 LEGGIAMO: NON SI ERA RESA CONTO DI QUANTO DI AVEVA CONTATO; E ALTRI PICCOLI ERRORI... MI DOMANDO PERCHè? LA GARZANTI HA SEMPRE PRODOTTO LIBRI ECCELLENTI, MA IN QUESTO... DANNO FASTIDIO, E SICURAMENTE NON GIOVANO AL ROMANZO IN Sè). COMPLESSIVAMENTE, PERò, NEXT è UN BEL LIBRO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (06-09-2007) Intendiamoci subiuto: se cercate un bel romanzo, magari sul filo di Jurassik park, lasciate perdere. Ormai Crichton ha abbracciato la causa del profeta dell'informazione, di chi cerca di aprire il velo dell'ignoranza (o, meglio, della comune disinformazione quotidiana) su temi sempre all'avanguardia dalle nanotecnologia alla biologia molecolare finendo con gli usi spregiudicati e commerciali della genetica. E' un peccato perchè se i testi sono sempre molto documentati anche su dettagli marginali (addirittura c'è la citazione del "sapone" di Silvio ...) il lettore comune dopo poche decine di pagine inizia ad annoirsi, finendo per cestinare il tutto. E' un peccato ma, d'altro canto, se vuole farsi seguire l'Autore dovrebbe sforzarsi di creare un plot più avvincente e meno didattico. Concordo con chi ha scritto che pensava di acquistare un film d'azione e finisce per seguire Quark. Che è un'ottima trasmissione, ma forse bisogna avvisare prima il lettore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Adriano da Roma (04-09-2007) Next, ovvero: l'aspirazione di Crichton di essere sempre un passo avanti. Che si tratti della resurrezione dei dinosauri, dei possibili scenari delle nanotecnologie, delle mutazioni climatiche, e, come in questo romanzo, di genetica di consumo. In realtà la forma di romanzo è un pretesto per fare divulgazione scientifica e per denunciare la spregiudicatezza delle istituzioni pubbliche e private. Si brevettano malattie, segmenti di DNA, geni, con l'unico scopo di fare business. Le riflessioni a fine lettura sono interessanti. Saremo tutti un po' più informati ed un po' più coivolti sulle nuove frontiere della genetica. Ma il romanzo in sè, come gli ultimi del creatore di E.R., scorre maluccio, lasciando un certo retrogusto. Un po' come andare al cinema con l'intento di vedere un action movie e beccarsi invece una puntata di Quark. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 35
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