|
|  |
Perrone Roberto - La lunga | Giacinto Mortola è un cronista sportivo, redattore di un grande quotidiano alla vigilia della pensione. Simone Perasso ha giocato in serie A, due gol nel Torino, poi poca serie B e molta serie C. Mortola ha cominciato a fare il giornalista quando l'informazione era un'altra cosa, e anche il calcio in cui ha debuttato Perasso era diverso, forse più vero. Quell'ultima notte Mortola rimane di turno al giornale, solo nella redazione, per intercettare le notizie dell'ultimo minuto e metterle in pagina: è quella che nel gergo giornalistico chiamano "la lunga". E in occasione di quella "lunga", il destino dello stagionato redattore di poche ambizioni, vittima designata del carrierista caporedattore Angrisani, incrocia per l'ultima volta quello dell'ex centravanti dimenticato da tutti (o quasi). Una vicenda di giornalismo e di calcio, dagli anni Sessanta ai giorni nostri. Per questi tempi di feroce arrivismo, ha un protagonista curiosamente controcorrente, dolce e ostinato, apparentemente svagato ma con una piccola scintilla da ribelle. Roberto Perrone racconta la sua umiliazione e il suo riscatto con un sorriso appena venato di nostalgia. Perché questo apologo in apparenza lieve ci racconta anche quello che dovrebbero e potrebbero essere l'informazione e lo sport: qualcuno vive una bella storia e qualcun altro vuole e sa raccontarla.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Giulio ZV (28-01-2008) Una lettura rilassante e piacevole. Nè più nè meno. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio Froldi (01-11-2007) Molto gradevole. Scorre via bene, senza enfasi né parolone, tratteggiando personaggi godibilissimi. A tratti pure commovente. Due ore di lettura, più giornalistica che letteraria (il che non è un difetto, ma una caratteristica), spese bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
G. Sassa (28-08-2007) Una storia senza troppe pretese; da intendersi nel senso buono. Voglio dire, talmente vera da sembrare vera. Oggi siamo abituati a storie, di tutti i generi inventate o meno che siano, tutte infiocchettate. Perché pare che se ad un dramma non gli si accosta una love-story alla beatiful per bilanciarlo, la storia non si vende.
Perrone, che mi è venuto da criticare anche per un suo ultimo pezzo di Lunedì scorso, in questo caso non ha fatto ricorso ai fronzoli, ha scritto una storia credibile; certo forse di altri tempi, tempi di quando non ci si vergognava delle proprie emozioni e si era uomini non per le sopraffazioni ma per un gesto di amore e/o di amicizia. Non è improbabile che io così l'abbia letta solo per il fatto che non sono certo un giovane d'oggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
stefano cavastracci stefano.cavastracci@tiscali.it (18-07-2007) Forse non sarà un capolavoro ma è una storia molto godibile e sono convinto della buona fede del critico letterario del Corriere. L'ho letto in un solo giorno mentre ero in vacanza a La Maddalena. Il protagonista è proprio un bel personaggio e incarna bene gli uomini che, sebbene competenti e autorevoli, non vengono compresi da chi è diverso da loro come il terribile Angrisani, summa dei difetti di tutti i capi ufficio. Certo Mortola mi sarebbe piaciuto con un pizzico di sana grinta in più. Significativi, ma poco sviluppati dal punto di vista emotivo, i rapporti col padre e con il calciatore scomparso. Insomma a mio avviso c'era materiale per scrivere una vicenda di più lungo respiro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo (12-07-2007) Una storia d'altri tempi. Forse c'era bisogno di una storia così "tranquilla" dopo una serie sterminata di libri che cercano di stupire raccontando di situazioni portate sempre al limite. Chi non apprezza questo libro è forse troppo abituato alle storie "forti", forse troppo forti, che si leggono di recente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dario dariomariani63@virgilio.it (25-06-2007) Incuriosito dagli elogi di D'Orrico ho affrontato la lettura. L'idea non è male, purtroppo è sviluppata in maniera banale e noiosetta; scrittura agile ma niente di più.
Già messo in seconda fila nella libreria... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
mario (21-05-2007) romanzo estremamente modesto, anche se gradevole, leggero, digeribile come un bicchiere d'acqua.
sono veramente sorpreso dagli elogi che sta ricevendo dai giornali. purtroppo viene da pensare che tra colleghi si diano una bella mano... ma forse sono io che faccio dietrologia.
la mia modesta opinione è che se invece di scriverlo un giornalista del corriere lo avesse scritto un cronista dell'eco di rovigo questo libro non sarebbe mai stato pubblicato e d'orrico lo avrebbe buttato nel cestino sdegnato.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giulio aebima@katamail.com (16-04-2007) Dopo l'eccellente Zamora, Perrone ci propone un altro bellissimo romanzo. Senza tanti fronzoli, una storia "d'altri tempi": civile, emozionante e pronta per essere tradotta in film. Il finale un po' troppo positivo mi impedisce di dare il massimo punteggio. Ma è un peccato veniale per un autore da tenere d'occhio. Nel nostro panorama letterario si merita un posto di tutto rispetto. Grazie Perrone, regalacene altri... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
claudio (02-04-2007) Conoscevo Perrone solo dalle pagine sportive del Corriere ed è stata una piacevole sorpresa. Romanzo pulito, lineare, senza tanti fronzoli, con personaggi vicini alla realtà. Sarà che anche per me come per il protagonista si avvicina la pensione. E poi quell'Angrisani: credo che un tipo del genere l'abbiamo avuto tutti nel mondo del lavoro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Perrone Roberto |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|