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Riesco Nerea - La ragazza e l'inquisitore | Spagna, Logrono, 1610. Le donne sono in fila e avanzano verso il patibolo tremando tra la folla esaltata. Il fuoco sta per essere appiccato: sono condannate a morte accusate di stregoneria e nulla le potrà salvare. Questo è l'ennesimo processo, l'ennesima condanna: sono mesi che tutto il Paese basco è piegato dalla caccia alle streghe e dalle strette maglie della Suprema inquisizione. Il ritrovamento del corpo di una donna, affiorato nel fiume nei pressi di San Sebastian, è solo l'ultima prova del fatto che le sette diaboliche non sono state ancora sradicate. Eppure, nonostante tutto sembri indicare che si tratti di un crimine commesso dai seguaci del demonio, l'inquisitore Salazar, in missione nel Paese Basco per conto dell'arcivescovo di Toledo, ha i suoi dubbi. Salazar ha imparato a diffidare di tutto, ha perso la fede in Dio e non crede al diavolo né alle streghe. Ha ricevuto centinaia di confessioni, ma ha capito che è difficile, se non impossibile, discernere tra la verità e la follia collettiva indotta dalla paura. La sua strada è destinata a incrociarsi con quella di Mayo, ragazza di sedici anni, esperta nelle erbe e negli incantesimi. La giovane è alla ricerca della donna che l'ha allevata, Ederra, splendida curandera che, dopo essere stata condannata a morte per stregoneria, è scomparsa nel nulla. Per trovarla dovrà lottare contro pregiudizi e tradimenti, fame e solitudine, ingiustizie e malattie, ma soprattutto dovrà seguire Salazar passo dopo passo. Nerea Riesco, nuova protagonista della narrativa spagnola contemporanea, giunge anche in Italia con questo suo romanzo storico di grande impatto, che ha tutti gli ingredienti per attirare l'attenzione di critica e pubblico. Storia di amore, magia e incantesimi, sullo sfondo di un Seicento duro e sanguinario, La ragazza e l'inquisitore è stato paragonato al grande successo di un'altra rivelazione della letteratura iberica, La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones. La narrazione non è ambientata nel Medioevo, come nel bestseller di Falcones, bensì all'epoca dell'Inquisizione e della caccia alle streghe, ma la vicenda è altrettanto intrigante e coinvolgente. Tutto ha inizio quando l'inquisitore generale di Spagna Bernardo de Sandoval y Rojas invia nei Paesi Baschi il suo fidato collaboratore Alonso de Salazar y Frías per fare chiarezza su numerosi casi di stregoneria e morti sospette accaduti in quei luoghi. Ligio al dovere, dotato di grande perspicacia e intelligenza, Salazar, uomo "di formidabile statura, sempre così sicuro e padrone di sé in ogni situazione", intraprende la missione affidatagli con zelo e si trasforma in un vero e proprio detective ante litteram: si spinge persino ad effettuare un'autopsia sul cadavere di una donna annegata per verificare la reale causa del suo decesso, rischiando di essere denunciato lui stesso alle autorità religiose. Al suo fianco compaiono presto altri personaggi, tra cui spiccano il giovane novizio íñigo, che parlava perfettamente il castigliano e il basco ("il che lo rendeva imprescindibile durante gli interrogatori dei penitenti") e che, soprattutto, "aveva il potere di ammorbidire il suo pessimismo e di farlo ridere", e una ragazza, Mayo de Labastide, seguace della bella Ederra, da cui aveva appreso le doti di guaritrice, erborista, aggiustaossa e profumiera, sempre accompagnata dall'asino, Beltrán, sotto le cui spoglie pare nascondersi un uomo, vittima di un incantesimo. Si affacciano sulla scena anche Rodrigo Calderón, potentissimo segretario del Duca di Lerma e persino la sfortunata figura della regina Margherita d'Austria.Saranno tutti coinvolti nelle indagini di Salazar, che si inoltrano nel mondo sfuggente della fobia collettiva e della magia ma anche in quello molto più pericoloso e tangibile degli intrighi politici e religiosi, orditi da personaggi senza scrupoli. Il tutto senza dimenticare gli scherzi del destino che riusciranno ad avvicinare anime che mai avrebbero potuto immaginare di condividere i loro desideri d'amore. Personaggi ben delineati, trama dai risvolti imprevedibili, avventura, mistero e suspense si abbinano sapientemente all'attenta ricostruzione storica, arte in cui Nerea Riesco si dimostra molto abile. Tutto questo rende il racconto molto accattivante non solo per gli amanti dei romanzi basati sulla fantasia in cui aleggiano mistero ed elementi esoterici, ma anche per gli amanti dei romanzi ambientati in epoche passate.
14 recensioni presenti. Media Voto: 2.35 / 5Cristina (28-07-2009) Ciao a tutti. L'ho finito pochi giorni fa..... dopo un mese.... Noioso a tratti superficiale. Concordo con chi ritiene che tratti il tema dell'inquisizione cin troppa leggerezza. Falcones lo ha giudicato meraviglioso....mi viene spontaneo chiedermi che libro ha letto. L'unica capitolo ce mi è piaciuto un po' di più è proprio l'ultimo dove parla di Mayo. Comunque bocciato e se permettete il gioco di parole, bocciato a pieni voti!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco (30-06-2009) Assolutamente da evitare. Noioso, inutilmente prolisso, trama scontata e personaggi poco delineati. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elisa rorosm@tin.it (02-06-2009) Penso che sia un romanzetto con pretese da romanzo storico e poco più. Corretto dal punto di vista della scrittura e della sintassi, ma la narrazione è pesante ( pagine pagine di descrizioni..) e sinceramente non si può raccontare dell'Inquisizione con così tanta leggerezza. Delusione totale o quasi. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marcello (18-12-2008) Certissimamente mi sarei aspettato di più dal punto di vista storico,ma ho constatato che,nel complesso,si è trattato l'argomento dell'Inquisizione quasi come una storiella e non con quella profondità che avrebbe meritato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gabriella (27-09-2008) E' un romanzo particolare, a tratti interessante ma a tratti leggermente noioso.
Comunque mi ha incuriosito parecchio sulla storia dell' Inquisizione Spagnola . Voto: 2 / 5 |  |  |  |
LaVero (31-07-2008) Michelle sono d'accordo con te! Ho trovato questo libro meraviglioso!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania (14-07-2008) Prima di acquistare questo libro avevo letto i commenti degli altri lettori ed ero rimasta un pò perplessa pensando di acquistare un libro noioso ma ormai la trama mi intrigava e così l'ho acquistato ugualmente e devo dire che non sono rimasta delusa... non l'ho trovato per niente lento e anzi l'ho letto abbastanza velocemente... e poi rispecchia molto la vita di tutti noi: l'andare avanti grazie all'amore per qualcuno anche quando le cose non vanno per il meglio e poi anche il fatto che a volte le persone che crediamo amiche invece non sono così... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Michelle (20-05-2008) E 'meraviglioso una prosa non estranea alla poesia. Un'ottima commistione tra storia e romanzo.
“Il nome della rosa” Italia, 1327
“La ragazza e l’inquisitore” Spagna, 1610
Non è lo stesso!!! Molto ignoranza!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
smarty (16-05-2008) Ma che delusione!!La storia c'era, le idee pure.. con tutti questi spunti il libro poteva diventare un libro di quelli da leggere tutto d'un fiato, un libro di quelli che ti restano nella memoria.
Invece ogni spunto viene trattato con estrema leggerezza e senza lo spessore storico che avrebbe dovuto avere.Trovo che non lo si possa minimamente paragonare a "il nome della rosa".
Chi compra un libro su questo periodo storico, ama la storia.Non si può scrivere un romanzo storico... scrivendo una storiella! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alessandra (10-05-2008) Non è scritto male, corretto e non volgare...però che noia...dov'è la storia? arrivata a metà l'ho abbandonato. Qualche spunto interessante c'è, ma non sviluppato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
MAMY (08-05-2008) Ho fatto così fatica a finirlo!L'ho trovato lento e povero di contenuti. Peccato,perchè come scrittura non era male e c'era anche qualche passaggio carino. Delusione Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giovanna (14-04-2008) Il libro mi ha deluso moltissimo: la vicenda romanzata non avvince e il tentativo di raccontare la storia dell'inquisizione spagnola fallisce.Tutto rimane sopra le righe, c'è uno spreco di parole e di descrizioni che non chiariscono nulla. Che fatica arrivare alla fine!
Lo sconsiglio a meno che non si abbia proprio nulla tra le mani da leggere. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Laura (12-04-2008) Sinceramente questo libro è stata una profonda delusione,l'ho trovato molto noioso e poco scorrevole.Si sofferma a lungo sulla condizione psicologica dell'inquisitore,poco su avvenimenti che invece andavano trattati con una maggior quantità di dettagli.Unici argomenti interessanti,dal mio punto di vista, le ricette utilizzate dalla curatrice e la dettagliata descrizione della situazione di paura e disagio in cui si trovavano a vivere le diverse cittadine della Spagna, in un periodo di forti trasformazioni sociali.Più che un romanzo mi sembra un documentario storico che nn segue necessariamente una storia con una trama a se stante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mirco Ficola firkoo@alice.it (02-04-2008) Questo libro mi ha deluso. Visto l'argomento ed il periodo storico in cui si inserisce avrebbe potuto essere la degna continuazione de Il nome della Rosa. Gli spunti dovevano convincere l'autrice a dare una diversa impostazione al testo: l'inquisitore che lascia spazio al dubbio, che indaga e archivia con accuratezza scientifica precorre i tempi di una Chiesa meno intrisa di potere temporale; la ragazza che pur tra mille fantasie sperimenta gli effetti delle erbe e che "osserva" anticipa l'avvento dei grandi esperimenti chimici; il Re che ordisce trame machiavelliche è il prologo del lavoro sotterraneo delle logge. Eppure niente di tutto questo viene sviscerato, analizzato, proposto: resta tutto in embrione ed il ricordo del dialogo sul "riso" tra frate Guglielmo e l'abate priore presente ne Il nome della Rosa fa rabbrividere pensando a quello che si sarebbe potuto scrivere in questo libro. Nel secolo di Galileo e alle porte dell'Illuminismo, con la nascita del "metodo sperimentale" e l'ingresso prepotente della "ragione" la scrittrice si perde quasi in una favola, e tra frizzi e lazzi nega al lettore persino la bellezza dei dialoghi (il libro ne è praticamente privo). Non ho dato il voto più basso soltanto perchè ritengo che scrivere un libro sia comunque una fatica ed un impegno: però si poteva fare di più. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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