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Viswanathan Padma - La sposa bambina | Villaggio di Cholapatti, India, 1896. Nella camera tutto è pronto per la prima notte di nozze. La piccola Sivakami siede sul letto. Fuori della porta ha lasciato i giochi, i sogni, le fantasie. Ha lo sguardo pieno di paura e sta tremando sotto il sari e i gioielli. Ha solo tredici anni quando sposa Hanumarathnam, guaritore ed esperto di oroscopi. Così hanno deciso i suoi genitori. Da questo momento in poi nessuno si occuperà più di lei, ma sarà lei a prendersi cura degli altri, prima come moglie, sempre attenta a compiacere ogni desiderio del marito, e poi come madre. Ma la forza che Sivakami ha nutrito e scoperto in sé nei primi anni di matrimonio forse non è abbastanza per affrontare la morte di Hanumarathnam. Ora Sivakami è vedova, la condizione peggiore per la casta brahmanica di cui fa parte. Da adesso in poi deve rispettare le rigide regole che il suo stato le impone: tenere i capelli tagliati a zero, indossare il sari bianco, non uscire di casa, non avere alcun rapporto con il sesso maschile e non toccare nessuno dall'alba al tramonto, neanche i suoi figli. Crescerli, farli studiare, offrire loro una vita migliore pare impossibile in questa condizione. In bilico tra i conflitti inconciliabili della tradizione e la modernità che incalza giorno dopo giorno, Sivakami dovrà scegliere. Sarà l'amore incondizionato di madre a spingerla ad agire e a prendere una decisione drastica, che influenzerà il destino di tutti loro in maniera sorprendente e inaspettata.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.42 / 5Eleonora (23-08-2011) La sposa bambina è il libro decisamente più bello che io abbia letto negli ultimi due anni. Offre un approfondimento dettagliato della tradizione Indiana del periodo (1890-1950), non poi molto diversa da quella di oggi, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna e delle vedove in India. E' un libro che mi ha dato la possibilità di conoscere aspetti della cultura Indiana che non conoscevo, accrescendo anche il desiderio di approfondire alcuni aspetti. Le descrizioni precise dei luoghi e delle usanze (utilizzando molti termini Indiani) fanno da sfondo ad una storia di vita, che seppur di fantasia, appare molto realistica e nel raccontare le tre generazioni che si intrecciano.
Ciò che mi ha un po' deluso, se devo essere onesta, è la fine del libro, le ultime pagine (Epilogo). Ritengo che la protagonista Sivakami avrebbe dovuto ricevere maggiore importanza ed avrei apprezzato anche un commento ed una descrizione dei suoi sentimenti soprattutto nei riguardi del comportamento di Vairum. Alla fine si sono riappacificati veramente ? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
valentina (04-01-2011) oltre allo straordinario scenario culturale e storico della civiltà indu, La sposa bambina è la storia di donna di casta brahmana che, dopo la morte del marito, si accola tutte le responsabilità della famiglia e della casa, nonostante la sua condizione di donna vedova, cioe priva di diritti. Tuttavia Sivakami nel perseverare e seguire scrupolosamente le regole dettate dalla religione che le imponevano a portare i capelli rasati, indossare un sari bianco e non avere contatti fisici dall'alba al tramonto, viene pienamente rispettata e presa a modello da quelli che la conoscono. Personalmete l'uso del presente non mi ha fatto mai pensare che stessi leggendo un fatto di cronaca anzi mi ha messo a stretto contatto con la storia quasi da farmi penetrare nelle vicende. Non è sicuramente consigliato come lettura leggere, ma non è assolutamente un libro prolisso, può sembrare tale solo per la straordinariua bravura dell'autrice nel descrivere lo scenario che si svolge più o meno sempre negli stessi ambiti, e per questo può sembrare che descriva sempre la stessa cosa, ma che anzi ogni volta che lo fa, ci aggiunge dei particolari nuovi, che ci permettono di immaginare sempre meglio la storia. Ho selezionato un voto alto non perchè è il piu bel libro che abbia letto, ma per cio che mi ha trasmesso, mentre leggevo sentivo sulla mia pelle il respiro di una ragazza coraggiosa e forte, dolce e sensibile prima moglie e poi come madre che ha lottato contro tutto e tutti per il bene dei suoi figli..
E' un libro da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuela (08-09-2010) Non è scorrevole, i nomi così poco comuni per la nostra abitudine occidentale mi hanno reso un po' difficoltosa la lettura.
L'utilizzo dell'indicativo presente fa sembrare la narrazione come una semplice cronaca nuda e cruda degli avvenimenti. Interessante per scoprire gli usi e costumi di una realtà che si conosce solo in minima parte, ma secondo me non abbastanza da spingere a intraprendere la lettura di un testo così lungo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Silvia (07-02-2010) E' disturbante, all'inizio, il fatto che usi il presente. Questo trasforma la storia narrata in una cronaca, invece che un vero e proprio romanzo.
Ed e' appunto la cronaca di una famiglia indiana attraverso le diverse generazioni (quindi, una saga famigliare), partendo da inizio secolo (1900) e arrivando a ben oltre la meta', con tutte le trasformazioni che questo comporta per l'India.
Ma queste non sono vissute pubblicamente, come accadeva per Seth, bensi' sono accettate/rifiutate e rielaborate nell'intimita' della famiglia e del singolo individuo e messe in pratica nei piccoli gesti, nei rituali, nella piccola vita del villaggio, nucleo fondamentale nella vita indiana prima e durante l'era di Gandhi.
Si parte da una cieca adesione ai valori tradizionali, con i matrimoni combinati attraverso gli oroscopi e gli oracoli degli dei, alla rigidissima divisione in caste fino all'Indipendenza, separazione, unione delle caste in nome del progresso economico.
E questo crea un bel po' di disorientamento in tutti, tra chi si trincera dietro a credenza lunghe millenni a chi accetta a braccia aperte il cambiamento.
Il tutto con tono lieve, senza appesantire, senza essere troppo prolisso, descrivendo delicatamente i turbamenti, le gioie, i lutti, i rancori, sempre con la calda e confortante presenza di amici, vicini, nipoti, parenti acquisti.
E' quindi un grande elogio anche della vita famigliare, a tutti i livelli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mixy (11-10-2009) Ci si mette decisamente troppo ad "entrare nel libro" (a metà libro ancora cercavo di capire dove volesse andare a parare!) ed è in molti punti troppo prolisso... ma non è male. Soprattutto perchè dà un bello spaccato della vita indiana... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Yasmine (11-09-2009) Dò un voto mediocre, solo perchè sono riuscita a finirlo. E' senz'altro interessante per conoscere usi e costumi di una popolazione cosi diversa dalla nostra, ma in effetti in certi punti davvero troppo prolisso. I personaggi sono tanti, tantissimi! Più volte sono tornata indietro per capire chi era parente di chi, e il fatto che forse non abbiamo familiarità con nomi propri indiani, non aiuta certo a tenerli a mente (abituati ai soliti Tom, Jack e Key :))
Non mi sento di sconsigliarlo in assoluto perchè di per sè è stato interessante, ma certo non è un libro leggero che ti fa venire voglia di correre a vedere come finisce! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
bea (22-07-2009) non lo consiglio assolutamente a chi come me ama i romanzi con trama scorrevole. è troppo pesante come stosia.se la trama si concentrasse di più su una sola famiglia invece di coinvolgere 3 o 4 generazioni forse lo avrei letto più volentieri. sono a metà e non so se riuscirò a finirlo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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