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Viswanathan Padma - La sposa bambina |
Villaggio di Cholapatti, India, 1896. Nella camera tutto è pronto per la prima notte di nozze. La piccola Sivakami siede sul letto. Fuori della porta ha lasciato i giochi, i sogni, le fantasie. Ha lo sguardo pieno di paura e sta tremando sotto il sari e i gioielli. Ha solo tredici anni quando sposa Hanumarathnam, guaritore ed esperto di oroscopi. Così hanno deciso i suoi genitori. Da questo momento in poi nessuno si occuperà più di lei, ma sarà lei a prendersi cura degli altri, prima come moglie, sempre attenta a compiacere ogni desiderio del marito, e poi come madre. Ma la forza che Sivakami ha nutrito e scoperto in sé nei primi anni di matrimonio forse non è abbastanza per affrontare la morte di Hanumarathnam. Ora Sivakami è vedova, la condizione peggiore per la casta brahmanica di cui fa parte. Da adesso in poi deve rispettare le rigide regole che il suo stato le impone: tenere i capelli tagliati a zero, indossare il sari bianco, non uscire di casa, non avere alcun rapporto con il sesso maschile e non toccare nessuno dall'alba al tramonto, neanche i suoi figli. Crescerli, farli studiare, offrire loro una vita migliore pare impossibile in questa condizione. In bilico tra i conflitti inconciliabili della tradizione e la modernità che incalza giorno dopo giorno, Sivakami dovrà scegliere. Sarà l'amore incondizionato di madre a spingerla ad agire e a prendere una decisione drastica, che influenzerà il destino di tutti loro in maniera sorprendente e inaspettata.
Media Voto: 3 / 5Silvia (07-02-2010) E' disturbante, all'inizio, il fatto che usi il presente. Questo trasforma la storia narrata in una cronaca, invece che un vero e proprio romanzo.
Ed e' appunto la cronaca di una famiglia indiana attraverso le diverse generazioni (quindi, una saga famigliare), partendo da inizio secolo (1900) e arrivando a ben oltre la meta', con tutte le trasformazioni che questo comporta per l'India.
Ma queste non sono vissute pubblicamente, come accadeva per Seth, bensi' sono accettate/rifiutate e rielaborate nell'intimita' della famiglia e del singolo individuo e messe in pratica nei piccoli gesti, nei rituali, nella piccola vita del villaggio, nucleo fondamentale nella vita indiana prima e durante l'era di Gandhi.
Si parte da una cieca adesione ai valori tradizionali, con i matrimoni combinati attraverso gli oroscopi e gli oracoli degli dei, alla rigidissima divisione in caste fino all'Indipendenza, separazione, unione delle caste in nome del progresso economico.
E questo crea un bel po' di disorientamento in tutti, tra chi si trincera dietro a credenza lunghe millenni a chi accetta a braccia aperte il cambiamento.
Il tutto con tono lieve, senza appesantire, senza essere troppo prolisso, descrivendo delicatamente i turbamenti, le gioie, i lutti, i rancori, sempre con la calda e confortante presenza di amici, vicini, nipoti, parenti acquisti.
E' quindi un grande elogio anche della vita famigliare, a tutti i livelli. Voto: 5 / 5 |
mixy (11-10-2009) Ci si mette decisamente troppo ad "entrare nel libro" (a metà libro ancora cercavo di capire dove volesse andare a parare!) ed è in molti punti troppo prolisso... ma non è male. Soprattutto perchè dà un bello spaccato della vita indiana... Voto: 3 / 5 |
Yasmine (11-09-2009) Dò un voto mediocre, solo perchè sono riuscita a finirlo. E' senz'altro interessante per conoscere usi e costumi di una popolazione cosi diversa dalla nostra, ma in effetti in certi punti davvero troppo prolisso. I personaggi sono tanti, tantissimi! Più volte sono tornata indietro per capire chi era parente di chi, e il fatto che forse non abbiamo familiarità con nomi propri indiani, non aiuta certo a tenerli a mente (abituati ai soliti Tom, Jack e Key :))
Non mi sento di sconsigliarlo in assoluto perchè di per sè è stato interessante, ma certo non è un libro leggero che ti fa venire voglia di correre a vedere come finisce! Voto: 3 / 5 |
bea (22-07-2009) non lo consiglio assolutamente a chi come me ama i romanzi con trama scorrevole. è troppo pesante come stosia.se la trama si concentrasse di più su una sola famiglia invece di coinvolgere 3 o 4 generazioni forse lo avrei letto più volentieri. sono a metà e non so se riuscirò a finirlo. Voto: 1 / 5 |
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