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Heather Peter - La caduta dell'impero romano. Una nuova storia | La caduta dell'impero romano è da sempre uno dei più affascinanti enigmi della storia. Roma disponeva di una formidabile forza militare ed economica, su un territorio immenso, che si estendeva dal Vallo di Adriano ai confini con la Scozia fino all'Eufrate, dall'Africa settentrionale al Reno e al Danubio. Era una macchina perfetta e collaudata, con una rete capillare di strade e di fortezze, ricche città e una organizzazione amministrativa per certi versi insuperata. Tra la battaglia di Adrianopoli nel 378 d.C. e la deposizione dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo nel 476 d.C., la superpotenza più longeva della storia venne sconfitta e occupata da bande di invasori "primitivi", distrutta da barbari ritenuti quasi incapaci di organizzazione e di pensiero razionale. Come è potuto accadere? Le ricostruzioni più diffuse hanno dipinto una civiltà decadente e corrotta, troppo "civilizzata" e magari indebolita dal cristianesimo. Ma a giocare un ruolo determinante furono anche semplici dettagli, come gli archi degli unni, più lunghi e potenti di quelli dei nemici, e il carico fiscale imposto dalla capitale alle province. Con una narrazione ricca di episodi e personaggi memorabili, Peter Heather confuta i luoghi comuni, mettendo a frutto le sue competenze economico-militari e le sue approfondite conoscenze sui barbari, ricostruendo in maniera brillante e persuasiva gli scontri e le battaglie, ma anche i tentativi di integrazione alle frontiere dell'impero.
Daniele misidan@libero.it (11-12-2007) Un libro scritto benissimo, che affronta il tema della caduta dell'Impero Romano descrivendone efficacemente tutte le concause, militari, sociali ed economiche. Soprattutto queste ultime sono descritte in modo tale da garntire una conoscenza di storia economica che non ho rilevato spesso tra studiosi dell'antichità e del medioevo. Questo libro dovrebbe essere letto subito prima (o subito dopo) di un altro testo esemplare, "La formazione dell'Europa cristiana" di Peter Brown, che pur trattando di un arco di tempo più ampio si sofferma sui decisivi IV e V secolo. Ebbene, sembra di leggere due storie diverse. Credo che l'interesse religioso di Brown lo abbia portato ad una visione troppo ottimistica della trasformazione da tarda antichità ad alto medioevo. Viceversa, Heather insiste sull'impatto devastante delle invasioni, facendo capire che per la popolazione civile dell'epoca furono secoli drammatici. Forse, abbiamo conoscenze a sufficienza per discutere diversi temi (il crollo dell'Impero, il successo del Cristianesimo, il cambiamento delle elite) senza dover necessariamente riconoscere in uno una causa dell'altro. La sintesi di questo periodo storico è sempre più difficile, ma è compensata dalla nascita di opere entusiasmanti come il libro in oggetto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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