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Fest Joachim C. - Dialoghi con Albert Speer | Durante la sua detenzione nel carcere di Spandau, Albert Speer, l'architetto del Terzo Reich, stretto confidente di Hitler e dal 1942 ministro degli Armamenti del regime nazista, fu assistito da Joachim Fest nella redazione delle sue "Memorie" e dei "Diari di Spandau". Fra il 1966 e il 1981 i due conversarono a lungo e in numerose occasioni. Dopo ogni incontro Joachim Fest annotava, in parte testualmente, ciò che si erano detti. Questi appunti - dai quali emerge il profilo di una personalità complessa ed enigmatica, oltre alla costante diffidenza da parte Fest -, vengono ora pubblicati per la prima volta e forniscono uno straordinario primo piano di Albert Speer. Costituiscono un contributo importante per comprendere la psicologia della dirigenza nazista e sono nello stesso tempo un documento fondamentale sulla storia di quel periodo.
| La recensione de L'Indice |
 Rielaborando le annotazioni raccolte nel corso delle conversazioni che ebbe con Speer all'indomani del suo rilascio dal carcere di Spandau (1967), in questo testo che precede la pubblicazione delle Erinnerungen (1969) e degli Spandauer Tagebücher di Speer (1975) Fest non ricostruisce la biografia dell'architetto di Hitler, ma ne svela il profilo psicologico. Secondo tale prospettiva, ciò che costituisce il fuoco del volume non sono le rivelazioni di Speer sui vari avvenimenti, quanto i silenzi, gli imbarazzi e le riserve di fronte a domande cruciali, relative, per esempio, alla natura del rapporto non privo di sfumature erotiche con Hitler, alle ragioni del folle ritorno tra il 23 e il 24 aprile 1945 nel bunker della Cancelleria per congedarsi sul piano privato dal Führer, ai motivi dell'imperturbabilità rispetto alle violenze della Kristallnacht e alla complicità nei confronti delle atrocità commesse a danno dei lavoratori coatti. Accanto a un uomo sostanzialmente normale, insicuro ma narcisista, amabile e tuttavia disposto a "non guardare in faccia nessuno" pur di realizzare i propri progetti, emerge dunque un uomo complesso, che, secondo Fest, non mancò di sfruttare con cinismo il fatto di essere stato, per gran parte della sua vita, l'everybody's darling. Proprio per tale ragione, secondo Fest, il profilo psicologico di Speer, incapace di sciogliere i vincoli di attrazione personale verso Hitler, risulta estremamente interessante e perfino emblematico: a differenza di Julius Streicher o Fritz Sauckel, cioè i tipi classici del social-criminale, sarebbero infatti proprio l'affabilità, l'intelligenza e l'educazione borghese di uomini come Speer a fare "crollare un'intera concezione dell'uomo" e, al contempo, a svelare alcuni inquietanti aspetti dello "smarrimento tedesco" di fronte al nazismo. Federico Trocini |
Johnny (18-11-2008) Questo libro riporta le annotazioni delle lunghe, dense conversazioni con l'architetto e poi ministro di Hitler del grande storico conservatore e giornalista FEST, responsabile per vent'anni del feuilletton letterario della FAZ. Si tratta del materiale da lavoro in cui le rivelazioni di Speer, evasivo, controllato,nevrotico e inattendibile sugli aspetti più scottanti del Regime nazista( le dimenticanze sulla violenza contro gli avversari politici, sullo sterminio degli ebrei), si accompagnano alle perspicaci intuizioni e riflessioni di Fest su Speer, Hitler e la sua corte. Se ne ricava un quadro preciso dell'ambiguità tattica di Speer, assurto equivocamente, dopo la pubblicazione dei suoi libri di memorie, a simbolo di molti tedeschi che appoggiarono i nazisti in buona fede(?).
Destreggiarsi all'interno di quel malfamato gruppo e sopravvivere al crollo dell'Impero nazista, sostenendo una colpevolezza "astuta" al Tribunale di Norimberga, avendo così salva la vita, fu un esercizio funambolesco.Ma anche il "capolavoro" della sua carriera.
Queste e tante altre cose si imparano da questo libro. Che va letto, però, dopo la biografia su Speer scritta negli anni Novanta dall'autore.
Mi auguro che l'Editore Garzanti pubblichi di Fest anche i saggi letterari pubblicati in Germania quest'anno sotto il titolo "Una fuggevole grandezza", il mai tradotto "Viaggio in Italia" e ristampi il libro esaurito "La libertà distrutta".
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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