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Schlink Bernhard - A voce alta. The reader | Siamo negli anni Cinquanta e Michael Berg attraversa i primi turbamenti dell'adolescenza. Quando un giorno, per la strada, si sente male, viene soccorso da Hannah, che ha da poco superato la trentina. Colpito da questa donna gentile e sconosciuta, irresistibilmente attratto dalla sua misteriosa e profonda sensualità, Michael riesce a rintracciarla. Tra loro nasce un'intensa relazione, fatta di passioni e di pudori. Presto, però, Michael intuisce che nella vita di Hannah, nel suo passato, ci sono altri misteri: qualcosa che lei non può rivelargli e che segnerà per sempre il destino di entrambi.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5silvia75 (23-01-2012) buon libro,un po lento nella parte centrale,ma si legge bene per arrivare alla fine e vedere come si conclude la storia.avrei voluto un altro finale.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sarah saraconlh@libero.it (10-01-2012) si legge facilmente, c'è molto da capire nel non detto, difficile staccarsi prima di averlo finito. meglio leggerlo prima di vedere il film. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mami53 (24-07-2011) Ci sono vite che non si dipanano secondo i canoni tradizionali. La vita di Michael Berg, protagonista del libro, è una di queste, segnata dall'incontro con Hanna, incatenata da un legame tanto vitale quanto distruttivo. Tutto quanto succede dopo è condizionato da questo rapporto, fino alla fine.
Lo sconcerto, l'amarezza, la tristezza, sono le emozioni più immediate quando si gira l'ultima pagina, ma lasciano spazio anche a colori diversi, ad una pacata serenità che viene dalla convinzione che la vita è andata così, e nessuno ne ha colpa. Per dirla con Michael Berg "quel che ho fatto o non ho fatto e quel che lei mi ha fatto: ormai è la mia vita".
Questo libro è semplicemente perfetto, un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cub (18-07-2011) Bruttino, ho fatto fatica a finirlo !
Azzardo un due solo per la trama, che potenzialmente non e' x nulla male, anzi...
Ahime' la penna e' alquanto fredda, non mi ha suscitato alcuna emozione. Nonostante la trama fosse passionale, calda, talvolta spinta al limite . Che peccato. Mi immagino cosa avrebbe potuto creare un Sandro Veronesi con una trama simile! No, nn lo ricomprerei . Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paolo (27-03-2011) una storia che non ti permette di chiudere il libro finchè non l'hai conclusa. Scritto in modo magistrale attraversa la vita di questo ragazzo ed i suoi sentimenti in un periodo storico che vede la persecuzione degli ebrei. Denso di significati filosofici. L'ho trovato bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria (23-02-2011) Il protagonista racconta in prima persona una sua storia d'amore, nata troppo presto per lui e troppo tardi per lei, quando la seconda guerra mondiale aveva già lasciato la sua pesante eredità a chi era sopravvissuto. Il sentimento che li unisce è fatto di brutalità, silenzi, dolcezze, sensualità e di tanti libri che lui le legge a voce alta. La loro storia clandestina dura il tempo di un'estate, poi lei sparisce e a lui rimane la nostalgia di un amore troncato. Quando lui frequenta la facoltà di legge, l'onta dell'olocausto assume il volto di lei, nella lista degli imputati per essere stata una guardia in un lager. Lui non perde un'udienza, sforzandosi di prendere le distanze da quella donna, da quell'amore lontano nel tempo, parla di torpore, unico sentimento possibile quando gli orrori commessi sono ancora troppo recenti. Si trincera dietro la formula "non sento niente", come se la sorte di lei non debba interessarlo. E intanto si interroga sulla colpa collettiva, se è giusto condannare lei o assolverla. Nel dubbio, si scherma dietro l'inazione. Leggerà ancora per lei, incidendo dei nastri che le spedirà in carcere, stabilendo un contatto vicino e lontano allo stesso tempo, ma che comunque gli permette di mantenere la giusta distanza. Poi gli eventi seguiranno il loro corso e l'uno influenzerà reciprocamente la vita dell'altro.
"A voce alta" non è un libro come tanti sull'olocausto, forse perché questa volta a parlare non sono le vittime. Quando chi è stato carnefice ha un volto, è ancora capace di amare, è uno di noi, diventa difficile condannarlo e vorremmo giustificarlo. Ci viene spontaneo chiederci: che cosa avremmo fatto noi se fossimo stati al loro posto? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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