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Schlesak Dieter - Il farmacista di Auschwitz | Viktor Capesius, il farmacista di Auschwitz, seleziona personalmente le vittime da mandare al rogo, le fa spogliare per mandarle a morire, distribuisce dosi di Zyklon B, il gas letale. Fra i condannati, non solo sconosciuti, ma anche tanti suoi antichi vicini di casa della cittadina rumena di Sighisoara, gli stessi che in una fotografia degli anni Trenta lo circondano sorridenti in uno stabilimento balneare. Tutti suoi compaesani, come Ella Salomon che da ragazzina entrava nella sua farmacia per ricevere in dono qualche caramella, e che ora si arrampica fino alla piccola feritoia del vagone dei deportati per cercare un po' d'aria, nel tentativo di non impazzire; il dottor Mauritius Berner, che appena arrivato al campo si vede strappare dalle braccia, mute e atterrite, le sue gemelline di soli sei anni, che moriranno poche ore dopo; o Adam, il deportato costretto a entrare a far parte del Sonderkommando Crematori, un uomo che ancora oggi, dentro di sé, custodisce ricordi che sono come bestie nere.
Media Voto: 3.66 / 5lee66 (26-01-2012) un altro tassello che si aggiunge all'infinito racconto dell'olocausto e dei suoi protagonisti. Un libro su Auschwitz non sarà mai nè prolisso nè noioso ma servirà solo a rinfrescare la memoria per non dimenticare mai. Da leggere in ogni caso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
monica (23-01-2012) Forse in alcune sue pagine e' un po' ripetitivo ma sono piu' tetimonianze di coloro che hanno vissuto Capesius in Auschwitz ed e' per questo che sono simili. Era un farmacista con tanto di discutibile farmacia in Lager, selezionava le vittime da mandare in gas sulla banchina accompagnandole a volte negli impianti di sterminio, dediceva quanto gas utilizzare per le uccisioni, ha mandato a morire parecchi suoi conoscenti e amici, si arricchi' depredando gli ultimi averi degli assassinati, per lui Auschwitz fu soltanto lo strumento per permettersi un futuro di lusso sfrenato ed uccidere per questo era necessario. Si difende raccontando menzogne smentibili da fatti veri e propri, mostra in realta' la sua assoluta fredda cinicita' ed indifferenza per il suo lavoro in Lager, nessun senso di colpa, nessun senso di caritatevole pieta' per le sue vitime, nulla di nulla, si riteneva assolutamente innocente. Una lievissima condanna per i suoi crimini, quanti saranno i secondi che sconto' in carcere per ogni sua vittima? Questo libro non parla soltanto del farmacista di Auschwitz, parla del fanatismo di coloro, che lucidamente approvarono questo progetto di sterminio per estirpare i malanni che potessero minare la purezza della razza e quei malanni erano uomini, il principio fondamentale su cui si basava la politica di Hitler come il progetto eutanasia, racconta gli avvenimenti degli ultimi giorni di vita del Lager, la distruzione delle prove del genocidio e l'uccisione di coloro che sapevano troppo su cio' che fu Auschwitz. E' un documento importante sull 'Olocausto, che sia pesante ed angosciante non conta, va analizzato nel suo contenuto e guardato con gli occhi di chi visse Auschwitz da deportato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosario rosariopragliola@alice.it (18-07-2011) uhmmmmmmm che delusione .... libro prolisso!!
Stessa considerazione sul farmacista di auschwitz ... ho creduto del libro in oggetto una prova di riscatto, invano!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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