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Mead W. Russell - Potere, terrore, pace e guerra. La strategia degli USA in un mondo... |
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Titolo | Potere, terrore, pace e guerra. La strategia degli USA in un mondo instabile |
| Autore | Mead W. Russell | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,32
(Prezzo di copertina € 14,50 Risparmio € 2,18)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2004, 215 p., brossura | | Traduttore | Zarmanian T. |
| Editore | Garzanti Libri
(collana Saggi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| L'elezione di George W. Bush, l'11 settembre, la guerra in Afghanistan e in Iraq hanno sconvolto gli Stati Uniti e il mondo. Walter Russell Mead illustra le radici storiche e sociali di questo cambiamento, rivelando la continuità tra la new economy, l'ondata di religiosità che ha invaso gli Stati Uniti, la strategia del terrore e il nuovo ordine internazionale, ma anche le feroci divisioni in cui si dibatte la politica americana. Mead descrive il dibattito interno e internazionale sulla politica estera statunitense, individuando le motivazioni del governo Bush e dell'America "neoconservatrice" e inserendole nel quadro di una strategia globale che nasce proprio dall'incontro-scontro tra le diverse tradizioni e le sfide del nuovo millennio.
Media Voto: 3 / 5Francesco umwetter@libero.it (02-07-2008) W.M. Mead è studioso di sicura fama e va letto con molta attenzione. Ci si trova di fronte a uno di quei saggi che è molto raro trovare in primo piano nelle librerie perché siamo nell'ambito della letteratura scientifica, con il suo linguaggio e le sue scuole. Affrontando un argomento del genere (la politica estera americana negli ultimi anni, le sue radici e la sua possibile evoluzione) con tale tipo impostazione, è chiaro che vi è una certa complessità dei concetti, cosa del tutto scontata per chi ha studiato la materia o ha già affrontato libri del genere. Certo, si può anche non condividere alcune posizioni di Mead: a mio parere, le critiche a Bush sono troppo tenere e troppe sono invece le giustificazioni alla scellerata politica estera degli ultimi anni. Ma farei un torto a questo saggio se facessi credere che questi sono i punti di discussione più importanti. Il libro va molto oltre, affrontando diverse ed approfondite analisi: quella delle tendenze esistenti nelle classi dirigenti statunitensi e in particolare della visione neoconservatrice; quella, da un punto di vista americano, dei rapporti con l'Europa, con l'America latina e con l'Asia; l'analisi del fordismo e del passaggio all'economia del nuovo millennio; il ruolo dei vari strumenti della politica estera statunitense (potere di coercizione, di condizionamento ecc.). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alexis (03-06-2006) W.R. Mead, storico autorevole,stimato in tutto il mondo, Senior Fellow al Council on Foreign Relations,uno dei più importanti Think Tank bipartisan degli Usa, è internazionalmente considerato tra maggiori specialisti in materia di storia diplomatica americana, autore, tra l'altro, di una pregevole e originale classificazione delle correnti tradizionali della politica estera americana (hamiltoniani, jeffersoniani, wilsoniani e jacksoniani), che ha il merito di trascendere la rigida dicotomia realismo vs. idealismo: forse questo non è il suo libro migliore, pur avendo ricevuto recensioni favorevoli da una rivista non certo "hitleriana" come The New York Review of Books, ma i toni usati dal recensore che mi precede (" versione a stelle e striscie del Mein Kampf", "ignoranza e beceraggine degli americani" "saggio di imbecillità"), fanno dubitare che abbia la minima dimestichezza non dico con la letteratura scientifica nel campo della storia politica e della scienza politica internazionalistica - prodotta a qualsiasi latitudine -, ma con il mondo reale, e mostrano una cultura generale quantomeno precaria, nutrita, inevitabilmente, di pregiudizi, rozzo moralismo e ideologia. Lo invito a lasciar perdere e magari prepararsi a recensire, che so, un eventuale masterpiece di Gino Strada e Alex Zanotelli in materia di relazioni internazionali, che, sono sicuro, surclasserà le opere maggiori di Mearsheimer e Waltz. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ale alepelos@libero.it (09-12-2004) Praticamente è la versione a stelle e strisce del "Mein Kampf". Voto:zero. L'ignoranza e la beceraggine degli americani emerge pienamente da questo "saggio" d'imbecillità. Il valore della carta è sicuramente maggiore del valore dei contenuti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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