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Heather Peter - L' impero e i barbari. Le grandi migrazioni e la nascita dell'Europa | Al tempo della nascita di Cristo, l'Europa era contrassegnata da uno straordinario contrasto. Da poco unificato sotto la dominazione imperiale di Roma, il Mediterraneo era sede di una civiltà politicamente evoluta, economicamente avanzata e culturalmente raffinata. Il resto dell'Europa era popolato da agricoltori con un'economia a livello di sussistenza, organizzati in entità politiche di piccole dimensioni. Più si procedeva verso est, più rarefatto si faceva il paesaggio: meno utensili di ferro, meno produttività nell'agricoltura e minore densità della popolazione. Mille anni più tardi troviamo un mondo completamente cambiato. Non solo i gruppi di lingua slava si sono sostituiti a quelli di lingua germanica, ma, cosa ancora più importante, il Mediterraneo ha perduto la sua centralità. A livello politico la causa va ricercata nel progressivo affermarsi nel Nord di entità statuali più grandi e solide. Tuttavia verso il Mille erano anche molti tratti culturali caratteristici del Mediterraneo a diffondersi al Nord e all'Est. In sostanza le diverse forme di organizzazione umana si sviluppavano verso un maggiore grado di omogeneità lungo una direttrice che interessava l'intera fascia continentale dell'Europa. Furono queste nuove strutture, politiche e culturali, a rompere definitivamente l'antico ordine mondiale fondato sul dominio del Mediterraneo.
Media Voto: 4 / 5Gianluca (01-03-2012) Il titolo è ingannevole: solo marginalmente il libro ha a che fare con l'impero romano, il tema centrale in realtà è quello delle migrazioni e della loro importanza nel dare origine all'Europa. Le tesi sono interessanti, volte a rivitalizzare l'importanza delle migrazioni nello sconvolgere le strutture sociali, idee sminuite negli ultimi decenni dagli studiosi della tarda antichità, che sposavano il teorema che la società antica si fosse trasformata senza traumi. Il libro non è quindi un "doppione" del precedente testo sulla caduta dell'impero d'occidente, ma allarga anzi il tiro a tutte le società antiche. Intrigante ma spesso ripetitivo/ossessivo nell'affermare gli stessi concetti, sembra quasi voler convincere prima se stesso che gli oppositori. Poteva contenere metà pagine senza perdere nulla (o quasi). Interessanti comunque le sezioni su Vichinghi e Slavi, che non conoscevo. Ma se arrivassimo ad un semplice compromesso: l'impero d'occidente crollò per una combinazione di cause interne ed invasioni? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Daniele misidan@libero.it (03-06-2011) 800 pagine impegnative, che vale la pena di leggere.
Questo libro è una sintesi di 1000 anni di storia politica e sociale, che porta una svolta a tutto quello che si è letto sino ad oggi sui cosiddetti "secoli bui", dove, in mancanza di documenti scritti, poco veniva detto per comprendere gli sconvolgimenti che, dalla fine dell'Impero Romano, avevano infine portato all'abbozzo dell'Europa come noi la conosciamo. Sulla scorta di solide conoscenze antropologiche riferite al concetto di "migrazione", Heather pone tantissime ipotesi, tutte plausibili,su cosa abbia spinto i popoli "barbari" a migrare, sulle ragioni che li hanno indirizzati verso un luogo e non un altro, sulle dinamiche che hanno portato quelli che all'origine erano gruppi tribali a svilupparsi al fine di creare un embrione di autorità statale. I concetti più volte ripetuti, un occhio di riguardo verso l'archeologia considerata come la disciplina fondamentale per la storia del primo millennio,sulla cui base interpolare le informazioni scritte al fine di accettare o scartare ipotesi,e una visibile cura della scrittura, impegnativa ma mai pesante, fanno di questo autore un punto fermo delle storiografia dell'alto medievo. Medievisti italiani, chi se la sente di ribattere ? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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