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Douglas Mary - Antropologia e simbolismo. Religione, cibo e denaro nella vita sociale |
| La recensione de L'Indice |

recensione di Pregnolato Rotta-Loria, F., L'Indice 1985, n. 9
Mary Douglas è certamente una tra le figure dell'antropologia sociale contemporanea che più si è assunta il peso e lo sforzo di un rinnovamento, consistente nell'elaborazione originale e critica della teoria strutturalista e nella conseguente trasformazione dell'antropologia da studio delle strutture sociali ad analisi strutturale dei sistemi di pensiero, all'indagine, cioè, del rapporto tra categorie culturali e fattori sociali. I risultati positivi di questo sforzo intrapreso sono evidenti; Mary Douglas, infatti, è riuscita a coniugare le opposte opzioni teorico-metodologiche dell'antropologia sociale britannica e dell'antropologia di scuola francese, col risultato di una pratica di ricerca che, integrando costantemente il dato etnografico e il suo contesto all'interno di schemi generali e tipologici, ne conserva le qualità sensibili e al tempo stesso ne sottolinea l'articolazione nella logica delle classificazioni culturali.
L'interesse per le forme "primitive" di classificazione, già di Durkheim e Mauss, divenuto oggetto di indagine approfondita in Lévi-Strauss, è diventato così in Mary Douglas un obiettivo di ricerca in cui l'elaborazione di modelli e la formulazione di generalizzazioni atte a cogliere i nostri e altrui modi di strutturare la realtà, mostrano costantemente l'aggancio con i dati di quella realtà empirica che si vuole comprendere. I saggi contenuti nel volume esemplificano questo modo di procedere. Così nel lavoro sul simbolismo religioso dei Lele, una popolazione del Kasai dell'ex Congo Belga, l'a. riesce a spiegare il simbolismo dei loro rituali non attraverso i riti bensì col ricorso a categorie e simboli consolidati nell'esperienza quotidiana e organizzati attorno al contrasto genere umano/animale e alla presenza-assenza del sentimento di pudore e di vergogna. Lo stesso approccio le consente di interpretare nel saggio successivo il posto occupato dagli animali nel simbolismo religioso della stessa popolazione, l'analisi funzionale della "rafia" nella loro economia le permette, infine, nel saggio "Il denaro", di affrontare la questione del confronto tra il denaro "primitivo" e quello moderno, In "Scherzi" l'a. ritorna su di un tema già affrontato negli anni quaranta da altri antropologi, per concludere che lo scherzo costituisce un modello simbolico di un corrispondente modello sociale che ha la funzione di allentare momentaneamente l'equilibrio di quest'ultimo, suggerendo altri modi di riordinamento dell'esperienza.
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