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Herlihy David; Klapisch Zuber Christiane - I toscani e le loro famiglie. Uno studio... |
| La recensione de L'Indice |

recensione di Castelnuovo, G., L'Indice 1989, n. 6
Una fonte unica, l'uso del calcolatore per descriverla, due autori che sanno farla parlare in buon toscano: così si potrebbe sinteticamente descrivere questo libro. Il catasto del 1427, che riguarda oltre 60.000 famiglie dell'area politicamente dipendente da Firenze, è fra le più dettagliate fonti fiscali del basso medioevo italiano.
I primi capitoli analizzano la realtà geografica, politica, amministrativa che fa da sfondo a questa gigantesca impresa di censimento delle persone e delle ricchezze. Tuttavia il libro è stato apprezzato in primo luogo come studio di demografia e di storia della famiglia. I dati del catasto permettono di inquadrare al meglio una realtà a un tempo cristallizzata - tra il 1427 e il 1430 - e in complessa evoluzione al suo interno. Le pagine sul rapporto giovani-anziani, in cui si scopre che la piramide delle età registra una larga base infantile e una pletora di vecchi, contrapposte a una scarsità di adolescenti, sono di sicuro interesse; analogo rilievo ha la dimostrazione che nel confronto tra uomini e donne, al di là dei problemi di sottoregistrazione insiti nella fonte, che rimandano a comportamenti sociali e mentali bene analizzati dagli autori, esistono reali fattori di squilibrio quantitativo in favore dei maschi. Affascinante è poi la constatazione di una crescente precisione nella dichiarazione delle età, segno di una nuova forma di autocoscienza suggerita in qualche misura dalle richieste fiscali.
A questi dati si aggiungono sondaggi diacronici derivati da altri censimenti e da fonti di origine diversa come le ricordanze dei mercanti o i libri dei morti. Ciò permette di rendere dinamico il quadro della società toscana del '300-'400. Le informazioni sono innumerevoli: l'assetto della popolazione, in grave declino nel corso del '300 - anche per le ricorrenti epidemie - lascia il posto a una relativa stabilità, che prefigura una ripresa demografica soprattutto in campagna; il modello matrimoniale toscano si caratterizza strutturalmente per l'estremo scarto di età tra gli sposi: gli uomini sono molto più vecchi delle donne e ricchezza e residenza cittadina aumentano alquanto la differenza d'età tra i sessi.
Qui si tocca un altro punto fondamentale dell'impostazione del libro, l'analisi delle ragioni e delle conseguenze sociali dei comportamenti familiari. Ben diversa è la situazione nelle città (di cui Firenze rappresenta nel modo più leggibile le peculiarità) e nelle campagne dove, in virtù del rapporto funzionale fra dimensioni del nucleo familiare e unità coltivabili, nelle zone di mezzadria si rivela una più radicale tendenza verso la coesione dei legami parentali. In una popolazione fortemente caratterizzata in senso urbano, le differenze di status sociale e patrimoniale si riflettono, in modo non automatico, sulla composizione della famiglia, sulla sua solidità e solidarietà, sulle scelte individuali al suo interno; ne sono esempi le politiche familiari determinate dal problema dell'ipertrofia della dote o da quello del baliatico.
Questo libro è un bell'esempio di come sia possibile integrare quantità - le informazioni del catasto - e qualità - l'individuazione di un'"area di modelli" per la Toscana del Quattrocento -, completezza di dati e acutezza d'interpretazione.
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