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Fodor Jerry A. - La mente modulare. Saggio di psicologia delle facoltà | La psicologia scientifica dell'ultimo secolo ci ha sempre presentato una mente umana strutturata sulla base di processi trasversali che entrano in gioco simultaneamente e parallelamente in tutti i comportamenti dell'individuo. Ma è possibile supporre che la mente sia costruita in modo completamente diverso? E' possibile cioè immaginare che gli stimoli provenienti dall'esterno siano elaborati da un sistema di moduli mentali distinti e separato verticalmente, ciascuno con una sua funzione specifica? L'autore risponde affermativamente, costruendo un modello della mente con cui ancora oggi dobbiamo misurarci.
| La recensione de L'Indice |

(scheda pubblicata per l'edizione del 1988)
scheda di Danieli, M., L'Indice 1989, n. 7
L'edizione originale di questo breve saggio ha suscitato una vasta discussione nel mondo scientifico. Fodor sfida la concezione della mente prevalente nella psicologia sperimentale che affonda le sue radici nel 'New look', l'immagine secondo cui la mente umana sarebbe organizzata in processi orizzontali: la percezione, l'apprendimento, la memoria sarebbero facoltà che interagiscono tra loro in ogni comportamento umano. Fodor oppone a questa concezione un modello della mente di tutt'altra natura. Per condurre la sua argomentazione egli utilizza i principi euristici tipici della scienza cognitiva: caratterizza le funzioni dei sistemi psicologici in analogia con la struttura di macchine computazionali idealizzate. Secondo il modello proposto in quest'opera, nell'organizzazione della mente si possono distinguere due tipi di sistemi: quelli di input, che presiedono all'esplicazione delle facoltà sensoriali e del linguaggio, e quelli centrali, che svolgono funzioni quali la fissazione delle credenze e la soluzione dei problemi. La novità della posizione di Fodor consiste nel riconoscimento della modularità dei sistemi di input. "Ritengo infatti - scrive Fodor - che molte delle considerazioni che sono sembrate indicare che i processi di input sono permeabili cognitivamente (che sono influenzati in misura notevole dalle credenze del soggetto o dalle sue informazioni di sfondo o dai suoi mezzi) sono di fatto ambigue o senz'altro fuorvianti". I sistemi di input devono compiere le loro funzioni in tempi assai ristretti per fornire ai sistemi centrali output non ambigui. Per questo devono essere "informazionalmente incapsulati": per decidere il loro output non possono utilizzare informazioni possedute dai sistemi centrali.
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Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico) f.intilla@bluewin.ch (29-08-2006) La teoria computazionale spiega in maniera semplice ed elegante come le attitudini proposizionali abbiano origine nella nostra mente (sono le rappresentazioni che la mente produce del mondo) e come esse influiscano sul nostro comportamento (il comportamento e' il risultato di un calcolo eseguito proprio su quelle rappresentazioni). Fra tutti i tipi di calcolo possibili, l'inferenza logica sarebbe stata prescelta dalla natura in quanto la migliore per generare un comportamento che ci consenta di sopravvivere. La teoria di Fodor e' un'estensione delle idee di Chomsky: se le frasi che un individuo e' in grado di produrre (la sua "competenza") sono infinitamente superiori alle frasi che quell'individuo pronuncera' durante la sua esistenza (la sua "performance"), vuol dire che esiste una struttura portante del linguaggio grazie alla quale si e' in grado di parlare e capire qualunque frase. Questa struttura e' una "grammatica universale" comune a tutti: ciascuno, poi, impara una delle sintassi di superficie disponibili (italiano, inglese, spagnolo, etc). Non diversamente, Marr sostiene che l'apparato visivo faccia uso di informazioni innate per decifrare i segnali di luce che percepiamo dal mondo; altrimenti quei segnali sono talmente ambigui che non potremmo mai inferire com'e' fatto il mondo. Secondo Marr l'elaborazione dei dati percettivi avviene grazie ad appositi "moduli", ciascuno specializzato in qualche funzione, che sono controllati da un modulo centrale. Secondo Chomsky, Marr e Fodor, pertanto, il cervello contiene rappresentazioni semantiche (in particolare una grammatica) che sono innate e universali (ovvero di natura biologica, sotto forma di "moduli" che si attivano automaticamente) e tutti i concetti sono decomponibili in tali rappresentazioni semantiche. L'elaborazione di tali rappresentazioni semantiche e' puramente sintattica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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