|
|  |
Sola Giorgio - La teoria delle élites | La teoria delle élites si propone di spiegare su base scientifica una delle uniformità indiscutibili della storia umana: il fatto che in ogni epoca e in ogni società una frazione numericamente ristretta di individui tende a concentrare nelle proprie mani un'elevata quantità di risorse, ricavandone un potere che le consente di imporsi sulla vasta maggioranza della popolazione. In tutte le organizzazioni sociali - dagli stati ai partiti politici, dalle imprese ai sindacati, dalle burocrazie alle chiese - esistono due classi di persone: i governanti (pochi) e i governati (molti).
| La recensione de L'Indice |

Sola, Giorgio, La teoria delle ‚lites, Il Mulino , 2000 Stoppino, Mario, Potere ed ‚lites politiche. Saggi sulle teorie, GiuffrŠ, 2000
scheda di Bongiovanni, B. L'Indice del 2000, n. 12
La teoria delle élites postula che ogni forma di governo - non importa se democratica - comporti sempre il prevalere dei governanti organizzati e potenti (pochi) sui governati disorganizzati e dispersi (molti). Come sottolinea Sola, che ci offre un'utilissima ricostruzione teorica, e insieme una sistematica concettuale, tale teoria ha una duplice matrice italiana. Deriva infatti, come sfondo intellettuale, da Machiavelli e dalla visione realistica e demistificatrice della politica che ne è scaturita. Ha però la sua origine effettiva nel 1896, data della pubblicazione, da parte di Mosca, degli Elementi di scienza politica. Se però Mosca privilegia l'espressione "classe politica", ereditata dal dibattito politico italiano del tardo Ottocento e dagli scritti di Bonghi, Turiello, Sonnino, Franchetti e Villari, è a Pareto che si deve la notevolissima fortuna del termine "élite", il quale, peraltro, contiene di per sé un'accezione aristocratico-positiva, laddove il più limitativo "classe politica" sembra essere oggettivo-neutrale. In Michels comparirà poi il termine "oligarchia" (con la sua "legge ferrea") e anche, in riferimento ai dirigenti di partito, "Führerschaft". Weber e Aron useranno il termine di Mosca, mentre Mills non esiterà a discutere di "power élite". La ricognizione di Sola, comunque, ci conduce da Saint-Simon e Comte (precursori) a Giddens e al dibattito odierno. Il volume di Stoppino si avvale invece di un gruppo di saggi assai stimolanti su Mosca, Schumpeter, de Jouvenel, Lasswell e Bruno Leoni. La natura del potere, ancora non domata dalla democrazia, continua a essere al centro dell'attenzione.
Bruno Bongiovanni
|
|
 | I più venduti di Sola Giorgio |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|