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Boudon Raymond - Sentimenti di giustizia |
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Titolo | Sentimenti di giustizia |
| Autore | Boudon Raymond | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,35
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,65)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2002, 174 p. | | Traduttore | Piana D. |
| Editore | Il Mulino
(collana Intersezioni) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Una multa immeritata, un verdetto fazioso, un'imposizione arrogante, un diritto non riconosciuto: che si sia vittime o spettatori, è difficile restare indifferenti di fronte a una qualsiasi di queste ingiustizie. Ma cosa fa sì che il sentimento della giustizia sia così radicato in noi? È forse una reazione impulsiva o l'effetto dell'influenza sociale? Nonostante tale questione possa apparire astratta è fondamentale cercare di darvi una risposta, perché il tema della giustizia e dell'equità sono destinati ad assumere un ruolo cruciale nelle attuali società democratiche del post-benessere, di società in cui, raggiunto lo sviluppo, il consenso si concentra sulla distribuzione dei beni.
| La recensione de L'Indice |

Come si spiegano i sentimenti di giustizia? La questione diventa più che mai rilevante nel mondo dopo l'11 settembre 2001. Prima la Realpolitik rappresentava la regola d'oro delle relazioni internazionali. Ora è sempre più pressante l'esigenza di una politica mondiale in cui la dimensione della giustizia sia presa in considerazione. I saggi di Boudon raccolti nel volume riescono ad affrontare organicamente il tema. Prendono le mosse dai modelli di spiegazione del comportamento dell'homo sociologicus che l'autore definisce, forse un po' sommariamente, "irrazionali", ovvero quelli che ricercano le "forze" che dominano il soggetto e che sfuggono al suo controllo. Tali modelli soffrono di "sociocentrismo" e dipendono, secondo il sociologo francese, dalla diffusa influenza di Marx e di Freud, letti parzialmente (la teoria marxiana dell'ideologia e le metafore freudiane fisiciste). Spiegare il comportamento dell'attore sociale, invece, dovrebbe significare quasi sempre stabilirne le "buone ragioni". Pur mettendo in luce i limiti dell'apriorismo di John Rawls, Boudon, efficacemente, propone una spiegazione dei sentimenti di giustizia alternativa al culturalismo e al relativismo. Dà rilievo alla weberiana "razionalità assiologica", intendendola come un tipo particolare di razionalità cognitiva e non riducendola a una prospettiva strumentalista-consequenzialista. I sentimenti di giustizia hanno delle ragioni e non possono essere ricondotti solo a considerazioni circa le conseguenze. Un furto è negativo non meramente perché nuoce a qualcuno, ma anche perché l'ordine sociale è fondato sul fatto che ogni retribuzione deve corrispondere, in linea di principio, a una certa prestazione. L'oggettività di una valutazione dipende cioè dalla possibilità di "costruire una catena argomentativa composta da maglie che stiano insieme nel modo più forte possibile". Giovanni Borgognone |
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