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Sparti Davide - Suoni inauditi. L'improvvisazione nel jazz e nella vita quotidiana | Si può dire qualcosa di interessante sul jazz e sull'improvvisazione a partire non dalla musicologia tradizionale, ma da discipline apparentemente estranee alla musica, come la sociologia, la filosofia del linguaggio o la semiotica? Davide Sparti raccoglie questa sfida, spiegando anzitutto in cosa l'improvvisazione consiste e come opera. Essa non coincide con la spontaneità, come sostengono quanti vedono nel jazz una forma d'arte primitiva, viscerale e intuitiva. Al contrario, i musicisti sono capaci di improvvisare perché conoscono regole e materiali della propria disciplina. Ogni passaggio di una performance costituisce al tempo stesso un'opportunità per lo sviluppo ulteriore della musica, qualcosa da cui "non si può tornare indietro".
Media Voto: 5 / 5luca luca.dolfi@assitecsrl.191.it (22-12-2006) Sono amico di davide sparti, ma lui sa che non lesinerei critiche ad un suo lavoro. La sua coscienza di uomo libero esige il confronto e la condivisione di idee. Ma questo libro, che ho letto due volte, è straordinario. Straordinario nella scrittura, nell'approccio all'altro, nella scoperta del ritmo del jazz, nella personificazione della musica. Un'emozione simile l'ho provata leggendo alcune pagine di Braudel. Una perla e un regalo alla musica dell'uomo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michela m.craia@libero.it (13-06-2006) E' difficile dire qualcosa di questo testo.....per chi ama quest'Arte superiore e incantevole quale è il jazz, rappresenta una chiave di svolta indispensabile per comprendere che il jazz non è solo un genere musicale che può piacere o meno, ma una "cultura di vita", un modo di intendere lo spazio, il tempo, la realtà e le persone che abbiamo accanto. Uno sguardo innovativo ed affascinante che può regalare, almeno a me lo ha fatto..., una nuova visione della vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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