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Israel Giorgio - La kabbalah | La Kabbalah - che in ebraico vuoi dire "ricezione" - è il complesso delle dottrine esoteriche e mistiche dell'ebraismo. Essa mira a creare un contatto più diretto e più intimo col divino, reso possibile attraverso un disvelamento che segue molteplici vie: dall'analisi delle Sacre Scritture, la Torah, per scoprire il significato recondito e profondo delle narrazioni in essa contenute, fino alle pratiche di elevazione estatica volte ad avvicinare la presenza divina. La Kabbalah, che ha avuto in molo determinante nello sviluppo delle concezioni del messianismo e della redenzione nella storia del pensiero religioso ebraico, ha lasciato un imponente corpus letterario che, da poco più di mezzo secolo, è stato riscoperto ed è oggetto di edizioni critiche rigorose. Scopo di questo volume è esporre in modo semplice e accessiblle i capisaldi del pensiero kabbalistico nella sua evoluzione storica, mettendone in luce le molteplici interazioni con il pensiero religioso, filosofico e scientifico europeo.
vitaliano bacchi mathesis@mac.com (02-08-2005) Chi conosceva l'opera di gnoseologia e filosofia matematica di questo autore non può meravigliarsi dello stupefacente risultato ottenuto nel saggio cabbalistico, redatto con una intelligenza gnostica certamente singolare in un matematico di professione. Soccorre probabilmente la personale cultura ebraica dell'autore e la conseguente propensione alla fondazione gnostica della conoscenza, nel cui ambito è iscrivibile la monografia cabbalistica.
A differenza di autori anche illustri in materia (Scholem, ecc.)la individuazione del plesso gnostico della scienza cabbalistica, e quindi nè psicologico nè ontologico, consente all'autore la formulazione di una Legge metafisica della intelligenza, trattata appunto su basi cabbalistiche, che accomuna le sue intuizioni sulla teoria della intelligenza negativa a quelle di Krishnamurti, Suzuki e l'amato cabbalista Pico del quale enuncia con sicurezza la teoria metafisica della conoscenza, mai prima d'ora così chiaramente individuata.
L'idea che la condizione intelligente si origini invariabilmente sul presupposto di una metafisica
negativa, ha radici remote nel pensiero gnostico ed una codificazione impareggiabile nelle teorie del Muni; l'autore mutua tuttavia dalle radici gnostiche della soteriologia giudaica una tradizione esoterica che divulga spiega e fa capire di aver pienamente inteso.
Se sul piano tecnico-gnoseologico le idee di Israel hanno precedenti specifici nelle teorie gestaltiche di Kohler e dell'insight liberatorio, nondimeno l'autore mantiene l'impianto gnostico propriamente cabbalistico che, benchè difficilmente concepibile da autori non giudaici, determina pur sempre l'impareggiabile stupore gnostico delle pagine evangeliche sulla sapienza e la conoscenza.
Questa opera è uno scritto gnostico ed il suo autore confessa con ciò la sua gradita appartenenza alla scuola ebraica di Paolo, di Luca di Giovanni e della gnosi qumraniana.
Ma anche della ontologizzazione asimbolica della intelligenza di Einstein. Siamo sempre fra noi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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