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Finkelstein Norman G. - L' industria dell'Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza... |
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Titolo | L' industria dell'Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei |
| Autore | Finkelstein Norman G. | Prezzo Sconto 25%
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€ 7,42
(Prezzo di copertina € 9,90 Risparmio € 2,48)
|  | | Dati | 2004, 368 p., brossura | | Traduttore | Restani D.; Zuppet R.; Balducci C. |
| Editore | BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
(collana Saggi) |
Nella promozione BUR BOMPIANI tascabili fino al 30 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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"L'Olocausto si è dimostrato un'indispensabile arma ideologica." "L'anomalia dell'Olocausto nazista non deriva dall'evento in sé ma dallo sfruttamento industriale che è cresciuto attorno a esso." "La campagna in corso dell'industria dell'Olocausto per estorcere denaro all'Europa in nome delle 'vittime bisognose dell'Olocausto' ha ridotto la statura morale del loro martirio a quella di un casinò di Montecarlo." Sono solo alcune delle tesi provocatorie sostenute in questo libro da Finkelstein, ebreo americano e figlio di sopravvissuti allo sterminio, che in questo libro mette in discussione due dogmi: l'Olocausto è un evento storico unico ed è il punto culminante di un'odio irrazionale ed eterno dei gentili contro gli ebrei.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788817000666
L' industria dell'Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei
"L'Olocausto si è dimostrato un'indispensabile arma ideologica." "L'anomalia dell'Olocausto nazista non deriva dall'evento in sé ma dallo sfruttamento industriale che è cresciuto attorno a esso." "La campagna in corso dell'industria dell'Olocausto per estorcere denaro all'Europa in nome delle 'vittime bisognose dell'Olocausto' ha ridotto la statura morale del loro martirio a quella di un casinò di Montecarlo." Sono solo alcune delle tesi provocatorie sostenute in questo libro da Finkelstein, ebreo americano e figlio di sopravvissuti allo sterminio, che in questo libro mette in discussione due dogmi: l'Olocausto è un evento storico unico ed è il punto culminante di un'odio irrazionale ed eterno dei gentili contro gli ebrei.
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Media Voto: 4.5 / 5Andrea (23-02-2011) Avevo questo volume nella mia libreria dal 2002 (prima edizione!) senza averlo toccato.Devo dire che si tratta di un'opera che merita di essere letta. Se viene adottato dai negazionisti è perché, con ogni evidenza, non ci hanno capito nulla. Così come mi pare evidente la scarsa comprensione dalla barricata opposta. Il testo tiene, a parte alcuni alti o bassi e incongruenze (i campi di sterminio sono o no un "unicum?" , l'autore a volte lo sostiene a volte no)e molte cadute di linguaggio e di gusto (i termini giornalistici, ironici o caustici a me paiono del tutto fuori luogo). Però a differenza dei molti "pamphlettisti" nostrani contraddistinti dalla cialtroneria, qui ci troviamo di fronte ad un'opera estremamente documentata CHE NON DISCUTE LO STERMINIO ma il suo cinico e schifoso sfruttamento da parte di una nazione (per motivi politici) e da associazioni (per motivi economici). I morti nei campi di sterminio, sarebbe sempre bene ricordarlo, non furono solo ebrei e, soprattutto, non morirono PER Israele o per qualunque accidenti di "superiore ideale": erano persone comuni (Belle, brutte, ricche o povere), integrate nelle società tedesca (o nelle altre) che avrebbero semplicemente preferito vivere. I martiri servono solo agli sciacalli che ne fanno uso. Da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giulia Bosi (31-01-2010) Un libro sconvolgente, scritto da un "eroe del nostro tempo" che per aver raccontato tante verità scomode ha perso la cattedra di Scienze politiche a Chicago. Filkenstein, rigorosamente ebreo e figlio di una sopravvissuta a Auschwitz, racconta come le INDISCUTIBILI tragedie della seconda guerra mondiale vengano da anni strumentalizzate per coprire i crimini dello Stato di Israele. Impressionanti i capitoli su Elie Wiesel, p. es. "Venditori, truffatori e storia". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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