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Arslan Antonia - La masseria delle allodole | Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo "mite e fantasticante", gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un "maschietto-vestito-da-donna" salperanno per l'Italia...
Recensioni 1 - 20 di 72 recensioni presenti. Media Voto: 3.58 / 5Anna (27-08-2009) Peccato che i Taviani ne abbiano tratto una pessima riduzione cinematografica. Il libro entra, a tutti i diritti, tra i classici della letteratura contemporanea. Inquietante e commovente, eppure mai morboso né melenso. Complimenti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Denebola (31-08-2008) Il voto vero sarebbe 3.5...Il libro è senz'altro interessante,non l'ho trovato freddo come alcuni hanno sostenuto;anzi in certi momenti era davvero intenso...ma santo cielo,com'è scritto!non capisco perchè,dopo un prologo bello per la sua semplicità e limpidezza,l'autrice si sia andata a impegolare in uno stile ampolloso,tipo:"guardate come scrivo bene e che paroloni difficili so usare".Ho detestato l'abuso della tecnica dell'anticipazione,per non parlare di veri e propri svarioni quali"un dolore puntuto"...PUNTUTO?!che roba è?lo diceva Pippo nei cartoni animati per far ridere... Pretenzioso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mary (30-04-2008) Bellissimo! é un libro che ti consente di conoscere realtà così drammatiche non a tutti note; eppure nella sua durezza l'autrice riesce a srotolare il racconto con una prosa magistrale e certamente piacevole. da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessia (29-02-2008) Dopo un inizio un po' lento, si è aperto un libro intenso, meraviglioso, malgrado l'argomento agghiacciante, che mi ha lasciato scossa e mi ha fatto piangere dalla commozione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Susan kiosol@hotmail.com (29-01-2008) Una storia vera, struggente, dalla prosa che non vi abbandona per un istante. Lo leggo e lo rileggo senza sosta scoprendo ogni volta nuovi punti e nuova poesia. E' talmente bello che dentro di voi si materializzeranno i personaggi senza nemmeno aver visto il film. Ecco Azniv, Nazim e poi Ismene e gli altri. Ogni parola è scelta talmente perfettamente che non sarebbe possibile scriverlo meglio. Un capolavoro assoluto. Spero che la Sig.ra Arslan decida di regalarci altri romanzi/storie vere come questa. Assolutamente da non perdere. Per non dimenticare, non c'è stata soltanto la Shoah. Non sono armena, ma lasciatemi dire: L'Armenia così bella, con il suo popolo mite, cordiale ed ospitale. Ovunque nel mondo, ma nel profondo sempre orgogliosamente armeni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (27-12-2007) Curiosamente le persone che non hanno apprezzato il libro, incolpano la scrittrice di averlo scritto in maniera piatta, fredda e noiosa. Io non la penso così, anzi, mi è molto piaciuto questo suo modo di scrivere: ha mantenuto un distacco ammirevole nello spiegare il genocidio armeno e la terribile deportazione della famiglia d'origine della Arslan.
L'argomento in se è devastante, ci vuole appunto una buona dose di bravura nel presentarlo ai nostri occhi senza cadere nello scontato e senza cercare di suscitare quella pietà sicuramente dovuta.
Uno stile diretto e veloce che ci porta per mano verso l'orrore, senza perdere mai la speranza nel domani. E' orribile questo senso di impotenza davanti a questa pazzia di un popolo che per potere essere forte ha bisogno di uccidere le proprie minoranze, è l'ennesimo caso della follia dell'uomo che oltrepassa un limite e perde la ragione.
Un libro davvero straziante, che mi ha messo davanti a fatti che conoscevo poco e come tutti i libri di questo genere, insegna la vita.
Sono curiosa di vedere il film dei fratelli Taviani
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pietro microbeta@excite.it (12-12-2007) Ho letto il libro tutto di un fiato piu' che altro perche' continuavo a cercare qualcosa, come se nel racconto mancasse qualcosa. E dopo l'ultima pagina stavo ancora cercando.
Sono rimasto deluso dal libro. Se pur rappresenta una fantastica testimonianza storica di una tragedia umana personale e collettiva, come pezzo letterario mi e' sembrato di una noiosita' devastante.
Non ho trovato emozioni, non sono riuscito a vedere i personaggi come reali, la scrittura e' fredda distaccata, lontana... Non conosco altri lavori dell'autrice e se tanto mi da tanto credo che non vorro' leggere niente altro di suo.. e tutto sommato mi dispiace proprio. Giudizio nel complesso negativo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elena (27-09-2007) Ho letto "La Masseria Delle Allodole" per la scuola insieme ad altri di una lunga lista, ma questo è stato certamente quello che più mi ha colpita. Leggere tutto quello che il popolo armeno ha dovuto patire nel 1915 mi ha fatto riflettere, mi ha fatto piangere seguire l'esodo delle donne armene con occhio esterno, ma come se fossi stata lì, accanto ad Azniv quando si offriva per un tozzo di pane, con Ismene quando cantava le sue nenie...Giuro che questa lettura è stata dolorosa e straziante quanto di comprensione e dolcezza. Per quanto si possa immaginare, e so perfettamente di non poterlo fare perché è un contesto totalmente diverso, non si può capire la sofferenza di essere sbattuti fuori dalla propria casa, di vedere la propria gente soccombere sotto gli occhi...Questo libro mi è piaciuto moltissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (08-05-2007) Mi è piaciuto molto,è un'odissea familiare che ci fa capire l'orrore del genocidio armeno con semplicità e senza rancore, ho riscontrato in questo libro ciò che diceva Terzani in Buonanotte SIG Lenin, gli Armeni sono così miti che sembrano rassegnarsi a tutte le persecuzioni come se il genocidio fosse una fatalità a cui rassegnarsi, certo dai turchi ai russi ne hanno subite! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ANNA (26-04-2007) PESSIMO NOIOSO NON SONO RIUSCITA ANDARE OLTRE ALLA PAGG 20 Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marco palladio macwisky@hotmail.com (17-04-2007) La storia e' struggente, i fatti narrati fanno venire la pelle d'oca, ma la prosa e' pesante, noiosa.. per niente coinvolgente. Ne sono rimasto veramente deluso. Marco Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ildo (27-03-2007) bello, molto bello. consigliato a tutti. un libro che fa riflettere. per tutti quelli che vogliono conoscere la storia di questo sfortunato popolo suggerisco la lettura anche di: Diario di Varvar, una bambina scampata al genocidio degli armeni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (26-03-2007) Il libro in quanto tale proprio non mi e' piaciuto. L'ho trovato molto noiso e pesante da leggere, finire ogni pagina e' stato uno sforzo colossale.
Nessuno credo (e tantomeno io) osa criticare o esprimere giudizi sulla storia personale dei protagonisti, o la storia del genocidio del popolo armeno. Ma il LIBRO in quanto tale, e' veramente noiso, la scrittura cosi' lontana da chi legge, cosi' fredda e piatta.. Non mi ha preso per niente, sembra di leggere fatti lontanissimi e non ho trovato nulla -da un punto di vista strettamente letterario intendo- che mi abbia fatto avvicinare ai protagonisti, soprattutto nella seconda parte del libro, dopo il massacro degli uomini della famiglia alla masseria e la fuga dei sopravvissuti. In un certo qual modo ho trovato la prima parte del libro piu' convincente. E mi sento quasi in colpa per il fatto che il libro non mi sia piaciuto perche' lo avevo comperato con vivo interesse e anticipazione. Ricordo ancora con piu' emozione il film "Quella strada chiamata paradiso" o il romanzo 'I 40 giorni del mussa dagh', tanto per restare in tema armeno, o Mila 18 sullo sterminio degli ebrei del ghetto di Varsavia. Mi sembrava di essere insieme ai protagonisti, di condividere con loro le loro gioie e il loro dolore. Ma questo libro La masseria delle allodole proprio non mi ha emozionato per niente. E me ne dispiaccio profondamente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
monica monicamoro@tele2.it (24-03-2007) o si odia o si ama. io l'ho amato. mi era stato prestato ma dopo averlo letto sono corsa in libreria ad acquistarlo. duro, coinvolgente; ottimo spunto per riflettere sull'idiozia della gente. tutti dovrebbero leggerlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gigi (12-01-2007) libro veramente noioso ( e se lo dico io che adoro leggere!!!)non riuscivo più ada andare avanti..... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Matilde (27-11-2006) libro splendido che mi ha profondamente commosso, il suo ritmo e la sua atmosfera mi hanno coinvolta, senza abbandonarmi un solo istante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alvise zanchi (29-10-2006) Splendido romanzo, straordinario per la lingua e lo stile, la costruzione del meccanismo narrativo, la storia e l'umanità dei personaggi.
Indimenticabile.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
clara (26-07-2006) Ho dovuto leggere il libro ad intervalli.Infatti la persecuzione e l'annientamento di un popolo è difficile da capire e leggerne fa veramente male.La scrittura mi è parsa molto semplice se non adirittura infantile.Mi aspettavo di più.Clara Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rosaria (25-07-2006) Ho comprato il romanzo a Trento,con Livia,Cecilia e la piccola Sveva. Io e Ceci ci siamo incontrate a Padova,lei sua studente. L'ho amato.Quel libro ,ora, è nelle mani di un uomo che amo tantissimo senza toccarlo.La sua memoria a ricordo di un GRANDE amore.E ,adesso, lo ricompro on line. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ambra (06-07-2006) Gentili lettori mi sento particolarmente vicina a voi in quanto anche io sono stata fatta "prigioniera" da Antonia Arslan,intrappolata tra quelle 234 pagine sospese tra due mondi:quello magico, che sa di fiaba quasi, di vita, di senso della patria e dela famiglia; e quello della speranza, della morte, della forza, dell'amore.
Ho visto che più o meno tutti noi abbiamo avuto le stesse impressioni su questa lettura anche se le nostre emozioni sono state tradotte in maniera molto diversa.
I nomi dei personaggi non costituivano un problema,è vero, alcuni erano simili e a volte potevano essere confusi, ma non vi era nulla che ostacolasse minimamente la lettura.
Io sapevo molto poco sul genocidio Armeno e mi sono trovata un po' in difficoltà anche se l'autrice è stata chiarissima anche per quel che riguarda il contesto storico e spiega con molta facilità l'accaduto.
La cosa che mi ha colpito di più sono stati i Flashback che l'autrice fa all'inizio del libro per raccontare ciò che nella profezia del suo canto di morte sia avvererà.Quella profezia che nel deserto delle Donne diverrà quasi poesie e un canto di speranza per molte altre donne e uomini che riusciranno a salvarsi dallo sterminio.
Questo libro con le sue quasi 300 pagine e le sue descrzioni che sanno di lontano ,di intoccabile e non tangibile ha fatto sognare un po tutti e ci ha fatto tornare bambini. I bambini che conoscono il sogno ,ormai perduto, di noi grandi, della speranza e della costanza.
Grazie ad Antonia Arslan. Ambra
Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 72
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